giovedì 16 settembre 2021

POESIA (Aldo Polo)


Dalla sua ultima  pubblicazione   "Giovani e anziani"  (dono a me graditissimo)  che raccoglie brevi racconti  nonché poesie in dialetto trentino, volentieri ospito questa bella poesia, con relativa traduzione!


Poesia l'è 'na caròza

che te porta 'ntel mondo dei sogni,

la te soleva da 'sta realtà greva

e la te fa pasàr tuti i magoni.


A volte l'è mejo de 'na medizina

che te guariss senza bisogn del dotor

dale magagne del noss temp

e la te fa sentir nof come en sior.


La pòl farte vegnir en ment

chi che no gh'è pù

e la te aiuta a paràr via tanti fastìdi.

La te fa creder de eser al màr

vardando sol 'na cartolina

o de aver zà finì giornata

quando, enveze, l'è ancor matina.


Zerte volte serve vardàr el mondo

atraverso 'na sbofa de saon

per vederlo pù bel

e creder che el pòda forsi

deventar pù bon.


traduzione:

Poesia è una carrozza

che ti porta nel mondo dei sogni

ti solleva da questa realtà pesante

e ti fa passare tutti i fastidi


A volte è meglio di una medicina

che ti guarisce senza bisogno del dottore

dalle pecche del nostro tempo

e ti fa sentire nuovo come un signore.


Può rammentarti 

chi non c'è più

e ti aiuta ad allontanare tanti fastidi.

Ti fa  credere di essere al mare

solo guardando una cartolina

o di aver già finito la giornata

quando invece è ancora mattina.


Certe volte è utile guardare il mondo

attraverso una bolla di sapone

per vederlo più bello

e credere che possa, forse,

diventare più buono

 

- ALDO POLO - 




(ordinabile dal web)


mercoledì 8 settembre 2021

CARA GRAZIELLA


Ecco

è già trascorso un anno

e voglio dirtelo

che manchi tanto

anche se non mi senti

o forse sì (?)

cara amica di poesia

dal cuore buono e grande

sarai sempre qui

piccola luce

con me

con noi

preziosa  poetica

compagnia

 

-        -  Giovanna Giordani -

 .-.-.-.-.-.-.-.


 SERA  (dalla silloge "Nel palazzo dell'ombra") 

 

A passi

lievi

mi raggiungi

qui

tra ventagli di solitudini

Mi pettini

nodi

di pensieri

poi

mi porgi

le ali dell’anima.

Appendo

foulard malinconici

in falce di Luna

e sono

luce

in rive

di stelle.

Graziella Cappelli 

 


lunedì 6 settembre 2021

SEMI NUDI - Silloge poetica di Franca Canapini

 


Ricevere in dono un libro è sempre stata per me, fin da piccola, una pillola di felicità.  E così è successo quando mi sono trovata nella cassetta della posta la nuova silloge di Franca Canapini – SEMI NUDI -.

Nel ringraziare Franca di questo graditissimo dono, desidero  lasciare qualche mia impressione di lettura con parole in libertà.

Leggere poesie è diverso dal leggere racconti o romanzi, leggere poesie è come entrare in un paese incantato. E non è forse così il paese dell’anima? Sì, perché la poesia incanta, affascina, avvolge, accende  luci.

E tutto questo, come mi aspettavo, l’ho trovato nelle poesie di Franca. Ho avuto modo di conoscere la sua poetica dai testi postati sul suo blog (lieve2011) e da altre sue pubblicazioni, così  ho cercato in questa sua ultima pubblicazione le “novità”. Non sono certo rimasta delusa.

Ho voluto “gustarmele”  con la dovuta calma seduta in terrazza circondata da sole e fiori. Già, i fiori. Fra una poesia e l’altra osservavo i miei vasi nei quali avevo messo i semi delle surfinie rimasti dall’anno scorso, “semi nudi” appunto ma che sono diventati anche quest’anno dei bei fiori colorati che rallegrano e rasserenano lo sguardo. Ecco, ho pensato, anche le poesie di Franca sono come i miei semi trasformati in fiori di parole multicolori.

“Semi- nudi” inoltre come i poeti poiché con le loro parole si svestono mostrando la parte più recondita della loro anima, come generoso e prezioso dono.

La silloge di Franca Canapini spazia dal personale ( ricordi, dediche, riflessioni) all’universale (modi di vita e di sentire, notizie dal mondo ecc.).  Non manca naturalmente l’ispirazione scaturita dall’osservazione della natura che ci circonda e della quale la  poeta sa cogliere il muto linguaggio e lo canta.  Voglio qui riportarne qualcuna delle une e delle altre, iniziando con questa che, è, sì,  personale, ma potrebbe rappresentare il vissuto di tante donne:

C’è una pace dolce a mezzogiorno
tra le ombre oblique dei cipressi
stregati dal richiamo dell’azzurro
Una cicala canta l’estate

Occhi negli occhi so che approvate:
ho dato e dato – magari errando a volte
ma senza risparmio di me stessa
per amore, sempre

Ora è mia l’estate, ora è per me
questa pace dolce a mezzogiorno
tra le ombre dei cipressi
decisi a dare la scalata al cielo

Un’ape ronza sulla zinnia gialla
leggera,, oggi, vive per sé

 

Ed ora, ecco lo spettacolo della natura che ammalia, in cui la poetessa si riconosce immagine passeggera, presa in un giro immortale (prendendo a prestito i famosi versi di Ungaretti).   Poesia, la prossima, da leggere magari con il sottofondo della celeberrima Moonlight di Beethoven:

In una sera così
di mezza luna e qualche stella
d’alberi tutti in fiore tra le luci
nell’aria che s’intenera
non si dorme e non si veglia
cullati dalle ninne degli uccelli
quietamente si trasogna

In una sera così
ci facciamo aria
erba fiore
nulla

Io ho trascritto due delle tante poesie che mi hanno colpito particolarmente, ma certamente la raccolta è molto interessante ed eterogenea, ci sono originali metafore, versi in altre lingue, un florilegio di parole poetiche,  come  una partitura musicale con le sue variazioni di tempo. Oso proporre di seguito  qualche esempio di accostamento dei vari tempi della musica con le parole:

 Andante :  torno all’acqua/in un lento andare/di risacca

Adagio : Paghe dormono le rose del gioco diurno con il sole/dormono le iris gialle e quelle blu/le corolle dei papaveri si sono chiuse/anche le ginestre hanno spento le luci…

Grave :  …c’è un singhiozzo muto/che cade dai tuoi occhi/e contamina il paesaggio/un singhiozzo antico di millenni/che confligge con le primavere/come qualcosa d’irrisolto

Mosso  : Da dove viene il vento d’inverno/che mi sveglia e assedia la casa?/ Di quali di quante creature/stanotte trascina il tormento?...

Poesia, dunque, come musica, (non sono forse sorelle?) a volte dolce, a volte forte, malinconica, allegra, vivace e così via. Per ognuna una sua peculiare armonia. Non posso far altro che consigliarne la lettura. Ognuno potrà trovare sicuramente i versi con i quali si sentirà in sintonia.

Perché poetare è come seminare in campo fertile e così ha fatto Franca Canapini.  I semi si sono trasformati in parole, che ci attraggono, ci fanno riflettere, ci commuovono anche,  e ci stupiscono per la loro originalità e bellezza.

Lasciando ad ognuno  il piacere di leggere questa bella raccolta poetica,  voglio terminare queste mie riflessioni con questi versi che trovo molto intensi e significativi:

….

Ho di fronte le mia anima / ne sono inesorabilmente attratta /

Si sta bene ricongiunti, sì, così bene / che sembra non mancare niente /…

Il merito, la peculiarità, il valore della poesia è proprio quello di dar voce a quel famosissimo essenziale invisibile agli occhi (Il Piccolo Principe),  di far parlare l’inspiegabile, di scavare (ancora  Ungaretti)  e veder tramutarsi i semi nudi in fiori di poesie multiformi e variopinte,  messaggere di bellezza spirituale, così importante e necessaria al nostro vivere.  Franca Canapini ci prova e ci riesce.

 

Giovanna Giordani




(ordinabile dal blog dell'autrice https://lieve2011.wordpress.com/)


sabato 28 agosto 2021

CHIEDILO AL CILIEGIO (Franca Canapini)

Dalla sua silloge "Semi nudi"  oggi scelgo questa poesia che mi sembra quanto mai attuale


Ai foreign fighters 


Chiedilo al ciliegio

tutto a ricci di tulle bianco

che oggi va sposo alle api

e ammalia il cielo


Chiedilo al ciliegio

vestito di candore nel mattino

come si fa a volere bene alla vita

anche se spezza rami, gela radici

impedisce il cammino


Tu, figlio disumano

delle periferie malsane

nero di morte, rosso di pazzia

chiedilo al ciliegio chi è Dio


Chiedilo a tua madre

al suo sperare dolce 

quando ti accolse

al suo lavoro e sacrificio

come si fa a volere bene alla vita

anche se spezza speranze, gela progetti

impedisce il cammino


Tu, che trovi ragione

alla tua pigra rabbia

in un folle richiamo

e fai dei tuoi giorni esaltati

un tragico festino di sangue

in nome del tuo Io


Chiedilo


- Franca Canapini - 


sabato 21 agosto 2021

DEDICATO

 DEDICATO A TUTTI COLORO CHE NEL MONDO SONO PRIVATI DELLA LIBERTA',  PER MOTIVI POLITICI E DI SOPRAFFAZIONE

CON L'AUGURIO E LA SPERANZA CHE SIANO AL PIU' PRESTO SPEZZATE LE CATENE CHE LI TENGONO PRIGIONIERI



domenica 15 agosto 2021

A NADIA ANJUMAN (poetessa afgana)

A NADIA ANJUMAN 

- Vittima afgana dell'ottuso maschilismo e della violenza


Sgorgò alfine il tuo canto

tremante di coraggio

quel canto

che ti rendeva viva

nell'esistere

quel canto

che ti baciava l'anima

e la mente

quel canto

che sfidava

paura e oltraggio.


E ti costò la vita

tanto ardire.


Con tremore della mano

accarezziamo i tuoi versi

preziosa reliquia

di soffocati aneliti

monito

all'insipienza crudele

di chi non sa amare

e rispettare

la libertà e la vita


- Giovanna Giordani -


NESSUN DESIDERIO PER APRIRE LA MIA BOCCA

Che cosa dovrei cantare?
Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza
tra cantare e non cantare.
Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.
L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.
Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra
parlare, ridere,
Morire, esistere.
Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.
Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere
sigillata.
Oh, il mio cuore, lo sapete, è la
sorgente.
E il tempo per celebrare.
Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.
Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,
Perché ogni istante bisbiglio le
canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in
cui romperò la gabbia
Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona
malinconica.
Io non sono un debole pioppo
Scosso dal vento
Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a
lamentarmi.

 da Ricordi  di un tenue  azzuro

Oh esiliati dell’anonima montagna,
Oh gioielli dai nomi soffocati nella palude del silenzio,
Oh voi, di cui il ricordo pallido si è smarrito
nell’acqua torbida del mare della dimenticanza,
dov’è finita la limpida origine dei vostri pensieri?
Quale mano devastante si è portata via i vostri volti aurei?

        In questo vortice, artefice del buio,
        dov’è finita la vostra calma lunare? 
       Se, dopo questo tormento, portatore di morte,
       il mare si calmasse,
       se le nuvole si svuotassero di sofferenza, 
       se la luna portasse affetto, 
      giungerebbe il sorriso?

Se il cuore della montagna si intenerisse,
crescerebbe l’erba e ci sarebbe l’abbondanza?
Sulle sue alte vette, uno dei vostri nomi diverrebbe il faro?
La comparsa dei vostri ricordi azzurro – chiari,
darebbe speranza agli occhi stanchi dei pesci spaventati
dal tumulto del torrente?



- Nadia Anjuman -


venerdì 13 agosto 2021

CONTRO LA GUERRA






..".IO NON SONO UN PACIFISTA, IO SONO CONTRO LA GUERRA"...(Gino Strada)


UN ITALIANO DI CUI ESSERE FIERI, ESEMPIO SUBLIME DI VERA UMANITA', COERENZA, CORAGGIO, GIUSTIZIA.

GRAZIE GINO STRADA 

Gli dedico questa mia poesia scritta qualche anno fa


 Vorrei trovare parole tonanti

parole forti che sappian colpire

cuore e mente di chi vorrà udire
e divulgarle al mondo roboanti

Come dei missili io le lancerei
verso quei luoghi dove c'è la guerra
che sono ancora troppi sulla terra
perchè la facciano smettere, vorrei

Che gran pena i civili ed i soldati
che perdono la vita brutalmente
per chi vuol comandare sugli Stati

Tutti gli eserciti io recluterei
per portare la pace e non la guerra
ed allora, sì, che li benedirei


-  Giovanna Giordani 


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