giovedì 3 febbraio 2022

RECENSIONI RICEVUTE


Giovanna Giordani non mi è certo sconosciuta, essendo un ospite frequente di Arteinsieme, il magazine che conduco, e proprio per questo credo di poter scrivere a ragion veduta di un’artista che, animata dai migliori sentimenti, cerca di esprimerli in versi, non di rado con risultati lusinghieri. In cambio rare sono le pubblicazioni delle sue poesie, tanto che prima di questa rammento solo Sulla riva del fiume edita da Aletti nel 2009 e di cui scrissi una recensione positiva. In quel giudizio ormai datato rammento che la stessa Giovanna Giordani mi confermò quanto riportato nella quarta di copertina, che trascrivo fedelmente: “Il mio poetare non è ricercato, lo definirei naif, semplice, vero che ubbidisce ad una voce arcana che mi detta le parole per dar forma scritta alle emozioni, ai sentimenti.” Sono parole che ancor oggi mi sembrano appropriate, perché la poesia dell’autore trentino ha effettivamente le caratteristiche che sono proprie della pittura naif, cioè la semplicità e il candore con cui vengono espressi i sentimenti. Ne scaturisce una poetica che ha un suo pregio e che in genere incontra il favore di chi legge.

Quando il clamore del mondo / si spegne / riecheggia amico / il canto dei poeti . /….”(da Il canto dei poeti); “Il suo bussare fu lieve / e la terra comprese / e chiese al sole / un regalo speciale / per sconfiggere il gelo / che l’opprimeva. /...”(da il Bucaneve); “Le voci del bosco d’inverno / le senti frusciare / fra i rami svestiti / e le foglie rimaste / a vegliare /….” (da Le voci del bosco d’inverno); “Sguardi affacciati / dalle carrozzine / allineate / lungo il corridoio / come rondini in sosta / sui fili della luce / tenere / distanti” (da Casa di riposo).

Versi come questi, nella loro pacata armonia, ben esprimono sentimenti ed emozioni, sono inclini a penetrare senza sforzo nell’animo di chi legge, trasmettendogli un benefico senso di pace, con la dolcezza che li accompagna e una semplicità volta appunto all’immediatezza. L’impressione che mi sono fatta è che sgorghino senza freno dall’animo di Giovanna, pur con il pudore dei crochi che sbocciano nella neve nel tardo inverno e con l’ardore dei primi raggi di sole che annunciano l’arrivo dell’imminente primavera.

Dunque, una poesia semplice, ma per niente scontata, e che trova questo fiume ricorrente nei titolo delle raccolte di Giovanna Giordani, con l’agilità della corrente di parole che scandiscono i versi, saltellante fra le rocce con un suono cristallino e che non diventa mai rombo prima di adagiarsi, procedendo lentamente, nel suo cammino in pianura verso la foce.

Non c’è problema d’interpretazione perché si tratta di sentimenti puri e innati, che sgorgano come una polla di sorgente; si fiondano nel cuore di chi legge e ci restano, sono il sereno dopo una tempesta, sono la quiete in cui ogni tanto rifugiarsi.

Non credo di aver altro da dire, se non la raccomandazione di leggere Lungo il fiume della vita.

Renzo Montagnoli



2 commenti:

  1. Che sorpresa cara Giovanna! Passavo di qui e ho scoperto che hai pubblicato un nuovo libro; non ne sapevo niente. Complimenti! Mi farà molto piacere leggerlo.

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