Quanto dolore
sa nascondere un sorriso
come un fiore sbocciato
fra la crepa di un muro
G.G.
≪CREDEVANO, GLI UOMINI, CHE LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE NON FOSSE QUELLA MATTINATA DI PRIMAVERA, NON FOSSE QUELLA BELLEZZA DEL MONDO, CONCESSA PER IL BENE DI TUTTE LE CREATURE, GIACCHÈ ERA UNA BELLEZZA CHE DISPONEVA ALLA PACE, ALL’ACCORDO, ALL’AMORE: MA FOSSE, LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE, CIÒ CHE ESSI STESSI AVEVANO ESCOGITATO PER POTER DOMINARE GLI UNI SUGLI ALTRI >. (Leone Tolstoj)
Quanto dolore
sa nascondere un sorriso
come un fiore sbocciato
fra la crepa di un muro
G.G.
Com’è buono il mare
com’è grande il mare
con le sue enormi braccia accoglienti
verso tutte le genti
Quando discorre e luccica col sole
di giorno e di sera
mentre la brezza lo accarezza
o quando fa l’occhiolino alla luna
com’è bello il mare
Ma quando un vento improvviso
o un missile (nefanda creazione umana)
lo assale
e sfoga la sua furia nelle sue acque innocenti
come soffre e si contorce fin dentro i suoi abissi
a protezione dei suoi figli
nella battaglia all’ultimo sangue
triste e deluso
il mare
G.G.
Vecchi giornali gettati in cortile. Sempre le stesse cose.
Malversazioni, delitti, guerre. Che cosa leggere?
Cade la sera rugginosa. Luci gialle.
E quelli che un tempo avevano creduto nell’eterno sono invecchiati.
Dalla stanza vicina giunge il vapore del silenzio. Le lumache
salgono sul muro. Scarafaggi zampettano
nelle scatole quadrate di latta dei biscotti.
Si ode il rombo del vuoto. E una grossa mano deforme
tappa la bocca triste e gentile di quell’Uomo
che ancora una volta provava a dire: fiore.
Ghiannis Ritsos
<…L’Unione sovietica con le medaglie rimediava a tutto:
alla miseria, alla libertà mancata, alla menzogna…>
Sono venuta a conoscenza di questo libro attraverso la
trasmissione “Quante storie” su Rai 3.
Stavano finendo l’intervista alla scrittrice ucraina Yaryna
Grusha durante la presentazione del suo romanzo “L’album blu”. Ne fui subito attratta. E lo comprai. L’ho letto con molto interesse
ed attenzione in quanto ho potuto conoscere attraverso i protagonisti della
narrazione e le loro fotografie nell’album blu di famiglia, l’evolversi nel
tempo degli antefatti della guerra fra Russia e Ucraina che dura ormai da quasi
cinque anni. Una guerra che mi ha molto colpito per la sua assurdità e
nefandezza nel terzo millennio nel quale pensavamo di poter vivere in pace,
almeno in Europa.
“L’attacco russo partì nelle prime ore del mattino del 24
febbraio 2022 via terra e via cielo…” È l’incipit della breve ultima parte del romanzo, una
data che non dimenticherò mai perché proprio quella mattina guardando di
buonora la tv mi pareva di non poter credere ai miei occhi mentre vedevo una
Monica Maggioni mostrare, con un sottofondo di sgomento e incredulità, i carri
armati russi che entravano in territorio ucraino con le tragiche conseguenze
che, purtroppo, abbiamo visto in tutti questi anni di guerra.
Attraverso la protagonista de “L’album blu”, alla quale la
scrittrice ha dato il suo nome e tanto del suo vissuto personale, si può
conoscere cosa significhi vivere sotto la “nube sovietica” che non vuole
andarsene dal cielo ucraino sotto il quale il popolo è perennemente tormentato,
(basta pronunciare la parola “holodomor” che significa morte per fame, di
staliniana memoria… ) popolo che sta perdendo la vita per tenersi stretta la
sua indipendenza conquistata da più di 30 anni e che la Russia cerca
insistentemente di togliere con la forza delle armi. È iniziato tutto con una certa
“operazione speciale” che ha provocato morte (soldati, civili, bambini…),
dolore, sopraffazione, distruzione senza
tregua né pietà da parte dello Stato più grande del mondo, ma che aspira
evidentemente a maggiori dominii.
Da questo libro si apprende inoltre l’importanza della
cultura come sinonimo di arricchimento interiore nonché di libertà. La
scrittrice infatti è figlia di insegnanti che, naturalmente, le hanno trasmesso
l’importanza del sapere. Yaryna Grusha è stata ospite di una famiglia trentina
durante gli anni di Chornobyl e così ha potuto conoscere e apprezzare la lingua
e la cultura italiana tanto che da parecchi anni si è trasferita nella nostra bella Italia in veste di
insegnante di Letteratura Ucraina in una Università italiana.
In questo romanzo è evidente l’amore per la terra natia della
scrittrice nonché per il suo popolo coraggioso, con i giovani in prima fila,
che lotta strenuamente per poter vivere libero e indipendente pur se continuamente
vessato e sfinito dalla crudeltà e violenza dell’invasore.
È un romanzo del quale ne consiglierei senz’altro la
lettura, al fine di poter comprendere meglio come sia alto il valore della
libertà e come sia altrettanto doloroso vederlo minacciato e calpestato dalla
ferocia e disumanità di una dannata guerra.
Giovanna Giordani
Il vaso di pandora
da tanto tempo ormai
è vuoto
Tutti i mali versati
infieriscono inesorabilmente
sul mondo
Monito
a chi non ubbidisce
alle raccomandazioni
di un dio
G.G.
https://secure.avaaz.org/it/petition/VORREI_CHE_IL_DIRITTO_INTERNAZIONALE_SI_ATTIVASSE_AFFINCHE_CESSI_OGNI_GUERRA_NEL_MONDO/?pv=6 Qua...