La fontana della giovinezza
nel tempo
intona sempre più piano
il suo canto argentino
e gocciole sempre più rade
sgorgano lievi
dai suoi occhi stupiti
come piccole perle
che il vento disperde
lontano
chissà dove
chissà dove
Giovanna Giordani
≪CREDEVANO, GLI UOMINI, CHE LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE NON FOSSE QUELLA MATTINATA DI PRIMAVERA, NON FOSSE QUELLA BELLEZZA DEL MONDO, CONCESSA PER IL BENE DI TUTTE LE CREATURE, GIACCHÈ ERA UNA BELLEZZA CHE DISPONEVA ALLA PACE, ALL’ACCORDO, ALL’AMORE: MA FOSSE, LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE, CIÒ CHE ESSI STESSI AVEVANO ESCOGITATO PER POTER DOMINARE GLI UNI SUGLI ALTRI >. (Leone Tolstoj)
La fontana della giovinezza
nel tempo
intona sempre più piano
il suo canto argentino
e gocciole sempre più rade
sgorgano lievi
dai suoi occhi stupiti
come piccole perle
che il vento disperde
lontano
chissà dove
chissà dove
Giovanna Giordani
(Dedicata a coloro che non smettono di scrivere e denunciare i crimini umani rischiando la propria vita)
Volano parole
contro la guerra
contro la violenza
invocano umanità
E intanto piovono missili
assassini
sulle città
Solo le parole
resteranno
vive
a denunciare il male
i crimini
compiuti dalla stoltezza
e umana stupidità
Volate, volate
sul mondo
parole affamate
di pace, giustizia
e pietà
per voi soltanto
è riservato un regno
nell'eternità
G,G,
Invano
mi affanno
a trattenere
i sogni della notte
Di loro non si cura
il giorno che riappare
prepotente di luce
Ha labbra rosso clown
guance rosate
occhi truccati
freschi di mascara
che mi guardano fisso
ed io
accecata
tendo le braccia
e l'assecondo
G.G.
Meglio non poteva definirli
Si ripiegano su sé stessi
Fino al giorno in cui sapranno chi sono.
Nascono e muoiono mille volte
Finché non arriva l'ora della loro morte.
Fissano ragnatele come i ragni,
Tirano dentro le reti.
Qualunque dolore abbiano, lo serbano nel cuore
E il dolore si trasforma in una nuova poesia.
Condividono il dolore con le montagne,
Stringono la mano alle rocce.
Insegnano alle pietre a parlare,
Non conoscono il linguaggio del destino.
Dio li protegga sempre,
C'è la luce di Dio nei loro cuori.
C'è un bambino puro dentro di loro
Dio fa invecchiare questo bambino, ma non lo rende adulto.
Muoiono impiccati dalle loro parole,
Non lasciano che le parole vengano soffocate.
Sono stanchi e logorati dalla vita,
Muoiono per tornare in vita.
Quanto dolore
sa nascondere un sorriso
come un fiore sbocciato
fra la crepa di un muro
G.G.
Com’è buono il mare
com’è grande il mare
con le sue enormi braccia accoglienti
verso tutte le genti
Quando discorre e luccica col sole
di giorno e di sera
mentre la brezza lo accarezza
o quando fa l’occhiolino alla luna
com’è bello il mare
Ma quando un vento improvviso
o un missile (nefanda creazione umana)
lo assale
e sfoga la sua furia nelle sue acque innocenti
come soffre e si contorce fin dentro i suoi abissi
a protezione dei suoi figli
nella battaglia all’ultimo sangue
triste e deluso
il mare
G.G.
Vecchi giornali gettati in cortile. Sempre le stesse cose.
Malversazioni, delitti, guerre. Che cosa leggere?
Cade la sera rugginosa. Luci gialle.
E quelli che un tempo avevano creduto nell’eterno sono invecchiati.
Dalla stanza vicina giunge il vapore del silenzio. Le lumache
salgono sul muro. Scarafaggi zampettano
nelle scatole quadrate di latta dei biscotti.
Si ode il rombo del vuoto. E una grossa mano deforme
tappa la bocca triste e gentile di quell’Uomo
che ancora una volta provava a dire: fiore.
Ghiannis Ritsos
https://secure.avaaz.org/it/petition/VORREI_CHE_IL_DIRITTO_INTERNAZIONALE_SI_ATTIVASSE_AFFINCHE_CESSI_OGNI_GUERRA_NEL_MONDO/?pv=6 Qua...