martedì 3 novembre 2026

OFELIA


 


Ofelia, più non risplende il sole

a illuminare il tuo triste amore

musica nuova avrà per te ogni fiore

amiche ti saranno ancor le viole.

 

Custode sarà l'acqua delle fole

che narrare potrai senza timore

allontanato alfine ogni rumore

dal tuo cuore che ora più non duole.

 

Ricorderà il fiume le canzoni

che indifesa regalavi alla vita

al pari di preziosi e ingenui doni

 

un crudele destino ti ha carpita

allontanando amore ed i suoi sogni

e non saprai che mai fosti tradita


G.G.


lunedì 2 novembre 2026

2 NOVEMBRE

 


Oggi

il cimitero

è un tripudio di fiori

e lumi

perché è la loro festa

tutto l’amore che resta

dei vivi.

 

G.G.

venerdì 30 ottobre 2026

LA FONTANA DELLA GIOVINEZZA

 



La fontana della giovinezza

nel tempo

intona sempre più piano

il suo canto argentino

e gocciole sempre più rade

sgorgano lievi

dai suoi occhi stupiti

come piccole perle

che il vento disperde

lontano

chissà dove

chissà dove

 

Giovanna Giordani


sabato 10 ottobre 2026

VOLANO PAROLE

 (Dedicata a coloro che non smettono di scrivere e denunciare i crimini umani rischiando la  propria vita)


Volano parole

contro la guerra

contro la violenza

invocano umanità

E intanto piovono missili

assassini

sulle città

Solo le parole

resteranno

vive

a denunciare il male

i crimini

compiuti dalla stoltezza

e umana stupidità 

Volate, volate

sul mondo

parole affamate

di pace, giustizia

e pietà

per voi soltanto 

è riservato un regno

nell'eternità

 

G,G,


giovedì 8 ottobre 2026

IL GIORNO

 


Invano

mi affanno

a trattenere

i sogni della notte


Di loro non si cura

il giorno che riappare

prepotente di luce


Ha labbra rosso clown

guance rosate

occhi truccati

freschi di mascara

che mi guardano fisso


ed io

accecata

tendo le braccia

e l'assecondo


G.G.

sabato 3 ottobre 2026

POETI (Tarana Turan Rahimli)



Meglio non poteva definirli

 

Si ripiegano su sé stessi

Fino al giorno in cui sapranno chi sono.

Nascono e muoiono mille volte

Finché non arriva l'ora della loro morte.

 

Fissano ragnatele come i ragni,

Tirano dentro le reti.

Qualunque dolore abbiano, lo serbano nel cuore

E il dolore si trasforma in una nuova poesia.

 

Condividono il dolore con le montagne,

Stringono la mano alle rocce.

Insegnano alle pietre a parlare,

Non conoscono il linguaggio del destino.

Dio li protegga sempre,

C'è la luce di Dio nei loro cuori.

C'è un bambino puro dentro di loro

Dio fa invecchiare questo bambino, ma non lo rende adulto.

 

Muoiono impiccati dalle loro parole,

Non lasciano che le parole vengano soffocate.

Sono stanchi e logorati dalla vita,

Muoiono per tornare in vita.


 - Tarana Turan Rahimli -

venerdì 25 settembre 2026

QUANTO DOLORE

 

Quanto dolore

sa nascondere un sorriso

come un fiore sbocciato

fra la crepa di un muro

 

G.G.

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