venerdì 30 ottobre 2026

LA FONTANA DELLA GIOVINEZZA

 



La fontana della giovinezza

nel tempo

intona sempre più piano

il suo canto argentino

e gocciole sempre più rade

sgorgano lievi

dai suoi occhi stupiti

come piccole perle

che il vento disperde

lontano

chissà dove

chissà dove

 

Giovanna Giordani


sabato 10 ottobre 2026

VOLANO PAROLE

 (Dedicata a coloro che non smettono di scrivere e denunciare i crimini umani rischiando la  propria vita)


Volano parole

contro la guerra

contro la violenza

invocano umanità

E intanto piovono missili

assassini

sulle città

Solo le parole

resteranno

vive

a denunciare il male

i crimini

compiuti dalla stoltezza

e umana stupidità 

Volate, volate

sul mondo

parole affamate

di pace, giustizia

e pietà

per voi soltanto 

è riservato un regno

nell'eternità

 

G,G,


giovedì 8 ottobre 2026

IL GIORNO

 


Invano

mi affanno

a trattenere

i sogni della notte


Di loro non si cura

il giorno che riappare

prepotente di luce


Ha labbra rosso clown

guance rosate

occhi truccati

freschi di mascara

che mi guardano fisso


ed io

accecata

tendo le braccia

e l'assecondo


G.G.

sabato 3 ottobre 2026

POETI (Tarana Turan Rahimli)



Meglio non poteva definirli

 

Si ripiegano su sé stessi

Fino al giorno in cui sapranno chi sono.

Nascono e muoiono mille volte

Finché non arriva l'ora della loro morte.

 

Fissano ragnatele come i ragni,

Tirano dentro le reti.

Qualunque dolore abbiano, lo serbano nel cuore

E il dolore si trasforma in una nuova poesia.

 

Condividono il dolore con le montagne,

Stringono la mano alle rocce.

Insegnano alle pietre a parlare,

Non conoscono il linguaggio del destino.

Dio li protegga sempre,

C'è la luce di Dio nei loro cuori.

C'è un bambino puro dentro di loro

Dio fa invecchiare questo bambino, ma non lo rende adulto.

 

Muoiono impiccati dalle loro parole,

Non lasciano che le parole vengano soffocate.

Sono stanchi e logorati dalla vita,

Muoiono per tornare in vita.


 - Tarana Turan Rahimli -

venerdì 25 settembre 2026

QUANTO DOLORE

 

Quanto dolore

sa nascondere un sorriso

come un fiore sbocciato

fra la crepa di un muro

 

G.G.

domenica 20 settembre 2026

IL MARE

 


Com’è buono il mare

com’è grande il mare

con le sue enormi braccia accoglienti

verso tutte le genti

 

Quando discorre e luccica col sole

di giorno e di sera

mentre la brezza lo accarezza

o quando fa l’occhiolino alla luna

com’è bello il mare

 

Ma quando un vento improvviso

o un missile (nefanda creazione umana)

lo assale

e sfoga la sua furia nelle sue acque innocenti

come soffre e si contorce fin dentro i suoi abissi

a protezione dei suoi figli

nella battaglia all’ultimo sangue

triste e deluso

il mare


G.G.


INSUCCESSO (Ghiannis Ritsos)

 

Vecchi giornali gettati in cortile. Sempre le stesse cose.

Malversazioni, delitti, guerre. Che cosa leggere?
Cade la sera rugginosa. Luci gialle.
E quelli che un tempo avevano creduto nell’eterno sono invecchiati.
Dalla stanza vicina giunge il vapore del silenzio. Le lumache
salgono sul muro. Scarafaggi zampettano
nelle scatole quadrate di latta dei biscotti.
Si ode il rombo del vuoto. E una grossa mano deforme
tappa la bocca triste e gentile di quell’Uomo
che ancora una volta provava a dire: fiore.

Ghiannis Ritsos

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