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lunedì 20 giugno 2022

LUNGO IL FIUME DELLA VITA

 


Questa nuova raccolta poetica di Giovanna Giordani nasce dopo diversi anni di apparente silenzio. Apparente perché l’autrice non ha mai smesso di dedicarsi alla poesia, anzi, ha scritto parecchio, e solo ultimamente ha deciso che era arrivato il momento di dare visibilità a questo suo nuovo lavoro.

La silloge comprende un certo numero di testi in versi liberi, e, nelle ultime pagine, alcuni haiku, brevi componimenti ai quali da tempo lei si dedica con altrettanta passione e bravura.

Sono diversi i temi trattati da Giovanna, ma quello che, secondo me, lei ritiene il principale, e che poi comprende in sé tutti gli altri, è il viaggio, il percorso che ognuno di noi compie nella sua esistenza, un po’ alla volta, giorno dopo giorno. Un cammino che può essere bello, ma indubbiamente anche faticoso.

Non è un caso che lei abbia voluto dare alla sua raccolta questo titolo: Lungo il fiume della vita. Il nostro continuo camminare e attraversare questo fiume, dunque, durante il quale possiamo incontrare terreni pianeggianti o ripide salite, ostacoli, dolori e delusioni, ma anche momenti e periodi belli ed emozionanti, come l’incontro di Giovanna con la poesia, la sua grande passione, e non certamente l’unica, essendo una donna dagli interessi molteplici. Lo scrivere anche in prosa, per esempio, leggere, ma anche dipingere e fare dei gradevolissimi lavori con materiali riciclabili, senza dimenticare l’amore per la musica classica.

Ma ritorniamo alla sua bella raccolta, il cui primo testo s’intitola appunto Cammino, che per Giovanna, come per tutti noi, credo significhi anche compiere un percorso mentale, cercando di andare sempre avanti. Dunque, migliorare come individui, sembra dirci la poetessa, persone che fanno parte di un’unica razza, quella umana, niente deve dividerci e allontanarci, per questo abbiamo il dovere di dare il nostro contributo affinché l’intera società possa migliorare e progredire.

In sintesi, dobbiamo rispettare ogni persona che incontriamo nel nostro percorso di vita. Ma non soltanto. Vivendo con la natura e a contatto con gli animali, dobbiamo avere per l’una e per gli altri lo stesso rispetto.

La natura ci nutre, ci disseta, ci dona tanta bellezza. Possiamo devastarla, ucciderla? Lei è la nostra grande casa, quella in cui, tutti insieme, abitiamo, e non rispettandola, facciamo danni irreversibili anche a noi stessi.

Ma non troviamo solo questo nelle poesie di Giovanna. Oltre ad un grande amore per il mondo naturale, è presente l’affetto e l’apprezzamento verso Papa Francesco, al quale riconosce coerenza e profonda sensibilità, vedendo in lui quella guida spirituale di cui oggi si ha ancora più bisogno. Un altro tema importante è la guerra, contro la quale scrive parole molto amare, ma anche la speranza, che scaturisce dal desiderio di una pace duratura per tutti i popoli, il Natale, con le sue suggestioni, i ricordi, sempre tenaci in ciascuno di noi, e ancora, l’affetto per la nostra Italia e per l’Europa, di cui ugualmente sente di fare parte.

E’ grande il cuore di Giovanna, ed è generoso e aperto agli altri, molte sue poesie lo evidenziano.

Voglio concludere dicendo che in questa interessante raccolta, benché conosca bene le difficoltà della vita, non manca mai, da parte sua, uno sguardo positivo ed equilibrato, capace di credere ancora nella forza della speranza, e nel desiderio di rinascita degli uomini.

 

-      Piera Maria Chessa –

 

 https://www.hoepli.it/libro/lungo-il-fiume-della-vita/9791220380416.html

sabato 18 giugno 2022

LUNGO IL FIUME DELLA VITA

 



La vita è come un corso d’acqua” sembra suggerire il titolo di questa silloge di Giovanna Giordani, di recente pubblicazione.

E come tale, nel tempo del suo lungo percorso, va incontro a diverse situazioni, piacevoli o spiacevoli, alle quali deve cercare di adattarsi.

Questa interessante metafora del fiume si potrebbe dire faccia parte del DNA di Giovanna, nata nei pressi del fiume Adige con il quale ha mantenuto nel tempo una buona comunicazione, avendo trascorso gran parte della sua infanzia e adolescenza in sintonia con il fiume e con la natura circostante.


Ma le poesie di questo nuovo volumetto vogliono rappresentare soprattutto un omaggio alla bellezza della natura, in generale, e ad esse il fiume della vita fa in un certo modo da sfondo, da caratterizzazione anche dell’animo gentile della poetessa.


In queste poesie viene utilizzato un linguaggio che sembra essersi sollevato dalla materialità del mondo, aver superato la sua opacità, la sua pesantezza, ed aleggiare sospeso per avere una prospettiva migliore, una visione che predispone alla messa in evidenza del bello che la natura sempre offre. Basta saper cogliere l’attimo e il luogo nella giusta “inquadratura”.


È proprio vero che le cose possono acquistare senso e significato diverso a seconda di come le si guarda, o dello stato d’animo con cui ci si connette ad esse, o ancora a seconda di quel che si vuole comunicare o delle sensazioni evocate dai ricordi.

Il linguaggio, a sua volta, aiuta l’intenzionalità di chi osserva, pensa e scrive, per chiarire, prima di tutto a se stessi e poi a chi leggerà, le proprie sensazioni e riflessioni sulle proprie esperienze.


In questa raccolta, la leggerezza del linguaggio, quella categoria della scrittura tanto cara a Italo Calvino, è il vero cardine con cui e su cui sono concepite le poesie che, forse proprio per questo, acquistano uno spessore che le riveste di significato profondo.


Guardare alle poesie nella loro totalità è come mettersi nella stessa prospettiva dell’autrice e vedere dal suo stesso punto di vista.

In questa operazione di immedesimazione, che avviene in modo del tutto naturale, la sorpresa è che si assorbe la stessa serenità che sembra dimorare nell’animo della poetessa.

Un esempio per tutte le poesie: È questo un posto, in cui Giovanna sembra vivere all’unisono con quel che le sta intorno, e la descrizione che ne fa è accattivante perché è come se stesse parlando del suo piccolo paradiso e mostrasse a sua volta a chi legge la comprensione del valore e della bellezza della vita che ne ha ricavato.


Una caratteristica particolare di questa raccolta è l’osservazione che l’autrice fa dei suoi luoghi nelle diverse stagioni dell’anno, così che il bosco, ad esempio, viene rappresentato nelle sue diverse sfaccettature, dando l’impressione che si stiano osservando dei quadretti bucolici, molto rasserenanti.

Lo stesso accade con i brevi componimenti della parte finale del libro, gli haiku.


Nei tempi inquieti in cui la nostra vita sembra essere precipitata, la lettura di queste poesie appare come un toccasana, un modo per ricordarci che c’è sempre del bene che possiamo fare a noi stessi, vivendo come in simbiosi con la natura, il cui rispetto non può che riverberarsi su noi stessi e generare un circolo virtuoso di benessere.


Personalmente vorrei intendere e indicare ancora meglio queste poesie come un talismano, come una modalità per sconfiggere il male che vorrebbe prendere il sopravvento, per esorcizzarlo e cancellarlo definitivamente da questo mondo bello e dalle nostre vite.


In questo senso, la poetessa indirizza anche i suoi sforzi quando esprime il suo forte dissenso, anzi, la sua indignazione, verso tutto ciò che tende ad obnubilare le coscienze per far sì che possano venire più facilmente soggiogate dal male, in certo qual modo come se potessero esserne assuefatte, anziché ribellarsi ad esso esprimendone chiaramente la non accettazione.

In questo libro, dove prevale la leggerezza del linguaggio espressivo, la poetessa riesce a dire con molto garbo e come aggirando ciò che non va, che il male non deve avere posto nel nostro mondo, ad esempio nelle poesie, Piccola ItaliaA Papa FrancescoEuropa.


In altre poesie, in cui parla dei poeti e del loro canto, Giovanna sembra quasi darci una precisa indicazione di come dare valore alle piccole cose, senza lasciarci irretire, appunto, dalla malvagità e disumanità che subdolamente continua a restare in circolo.

È una lettura molto gratificante, è come ritrovare un senso alla nostra quotidianità, è come percepire che questo mondo ha delle chanses migliori e che ogni attimo del nostro tempo, ogni nostro respiro, possono (e devono!) essere sempre meglio indirizzati verso il bene, nostro obiettivo prioritario, in ogni caso.


Maria Carmen Lama




Lungo il fiume della vita – Giovanna Giordani – Youcanprint – Pagg. 54 – ISBN 9791220380416 – Euro 8,00

venerdì 29 aprile 2022

RECENSIONI RICEVUTE

 

https://www.libreriauniversitaria.it/lungo-fiume-vita-giordani-giovanna/libro/9791220380416

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Questa nuova raccolta poetica di Giovanna Giordani nasce dopo diversi anni di apparente silenzio. Apparente perché l'autrice non ha mai smesso di dedicarsi alla poesia, anzi, ha scritto parecchio, e solo ultimamente ha deciso che era arrivato il momento di dare visibilità a questo suo nuovo lavoro.

La silloge comprende un certo numero di testi in versi liberi, e, nelle ultime pagine, alcuni haiku, brevi componimenti ai quali da tempo lei si dedica con altrettanta passione e bravura.

Sono diversi i temi trattati da Giovanna, ma quello che, secondo me, lei ritiene il principale, e che poi comprende in sé tutti gli altri, è il viaggio, il percorso che ognuno di noi compie nella sua esistenza, un po' alla volta, giorno dopo giorno. Un cammino che può essere bello, ma indubbiamente anche faticoso.
Non è un caso che lei abbia voluto dare alla sua raccolta questo titolo: Lungo il fiume della vita. Il nostro continuo camminare e attraversare questo fiume, dunque, durante il quale possiamo incontrare terreni pianeggianti o ripide salite, ostacoli, dolori e delusioni, ma anche momenti e periodi belli ed emozionanti, come l'incontro di Giovanna con la poesia, la sua grande passione, e non certamente l'unica, essendo una donna dagli interessi molteplici. Lo scrivere anche in prosa, per esempio, leggere, ma anche dipingere e fare dei gradevolissimi lavori con materiali riciclabili, senza dimenticare l'amore per la musica classica.

Ma ritorniamo alla sua bella raccolta, il cui primo testo s'intitola appunto Cammino, che per Giovanna, come per tutti noi, credo significhi anche compiere un percorso mentale, cercando di andare sempre avanti. Dunque, migliorare come individui, sembra dirci la poetessa, persone che fanno parte di un'unica razza, quella umana, niente deve dividerci e allontanarci, per questo abbiamo il dovere di dare il nostro contributo affinché l'intera società possa migliorare e progredire.
In sintesi, dobbiamo rispettare ogni persona che incontriamo nel nostro percorso di vita. Ma non soltanto. Vivendo con la natura e a contatto con gli animali, dobbiamo avere per l'una e per gli altri lo stesso rispetto.
La natura ci nutre, ci disseta, ci dona tanta bellezza. Possiamo devastarla, ucciderla? Lei è la nostra grande casa, quella in cui, tutti insieme, abitiamo, e non rispettandola, facciamo danni irreversibili anche a noi stessi.

Ma non troviamo solo questo nelle poesie di Giovanna. Oltre ad un grande amore per il mondo naturale, è presente l'affetto e l'apprezzamento verso Papa Francesco, al quale riconosce coerenza e profonda sensibilità, vedendo in lui quella guida spirituale di cui oggi si ha ancora più bisogno. Un altro tema importante è la guerra, contro la quale scrive parole molto amare, ma anche la speranza, che scaturisce dal desiderio di una pace duratura per tutti i popoli, il Natale, con le sue suggestioni, i ricordi, sempre tenaci in ciascuno di noi, e ancora, l'affetto per la nostra Italia e per l'Europa, di cui ugualmente sente di fare parte.
E' grande il cuore di Giovanna, ed è generoso e aperto agli altri, molte sue poesie lo evidenziano.
Voglio concludere dicendo che in questa interessante raccolta, benché conosca bene le difficoltà della vita, non manca mai, da parte sua, uno sguardo positivo ed equilibrato, capace di credere ancora nella forza della speranza, e nel desiderio di rinascita degli uomini.


- Piera Maria Chessa - 

sabato 12 febbraio 2022

RECENSIONI RICEVUTE

GIOVANNA GIORDANI

 LUNGO IL FIUME DELLA VITA

 YOUCANPRINT, 2021

 

Di tutte le creature della terra/ a mio parere la più bella/ è la famiglia dei fiori…

  Emozionata per averlo ricevuto in dono, è con vero piacere che ho preso in mano il nuovo librino di poesie di Giovanna Giordani, mia amica di penna e di blog da tanti anni.

L’immagine di copertina e il titolo già richiamano il suo libro precedente, identificandola. Infatti il primo, del 2009,  era intitolato Sulla riva del fiume e  aveva come immagine di copertina Boreas del preraffaellita John William Whaterhause, questo secondo ha un titolo simile Lungo il fiume della vita e una  copertina illustrata da un’opera dello stesso autore : Ghather ye Rosebuds while ye may, 1909, che dovrebbe voler dire all’incirca “raccogli i boccioli di rosa finché puoi”. E’ un’immagine ariosa, di grande bellezza e serenità in cui, graziosissime fanciulle, immerse in una ubertosa e fiorita campagna, stanno raccogliendo rose selvatiche e altri fiori lungo un torrente.

 La vita è un fiume, sembra dirci Giovanna, lungo le rive del quale puoi sostare ma solo per un po’, poi devi scorrere con lui, perciò raccogli fiori di poesia finché potrai, perché il canto poetico che “…sguscia/ dai coriacei silenzi/ e splendente e fecondo/ zampilla/ dall’ineffabile sorgente…”  (Il canto dei poeti) ci eleva al di sopra delle ambasce  dal quotidiano, facendoci sentire bene e in pace con noi stessi e con gli altri.

 I testi della poetessa sono contraddistinti dalla levità e profumano di fiaba, come se l’autrice mantenesse sul mondo, nonostante mali e tragedie, lo sguardo incantato del bambino.  Cosicché quasi tutto è personificato o animato da Il bucaneve della poesia omonima “…il suo bussare fu lieve/e la terra comprese…” al suo cuore che “…galopperà veloce/(credo felice)/fra i vapori/fino ai confini estremi/ della luce…” (M’invita il cielo) o anche alle voci del bosco a primavera che “…sono risa argentine/ dei rivoli/figliati dalla neve…”(Le voci del bosco a primavera).

E’ un dire sobrio e pacato quello di Giovanna, ìndice di una raggiunta serenità personale che le permette di vivere in semplicità e  a passo lento il contatto con la natura “…S’impara il lavorio/delle formiche/e delle apine/loro degne amiche…” (E’ questo un posto)

Ma la poetessa va oltre la narrazione dei moti del proprio io. I suoi testi esprimono spesso il dolore, il rammarico, l’indignazione profonda per le ingiustizie che ogni giorno vengono perpetrate contro i deboli, i diversi, i poveri. Ciononostante non perde la speranza che i mali del mondo possano essere sconfitti: la guerra, dalla volontà di pace;  i conflitti tra i popoli , dall’unione di popoli; i profittatori, dalle persone di fede e buona volontà.

Giovanna sogna un mondo di pace per tutti e ce lo dice con leggerezza di versi, con poesie intense nel messaggio che talvolta hanno la cadenza musicale della filastrocca. Non vuole essere pesante, ma i suoi messaggi sono lo stesso toccanti.

“ Sei venuto/dall’altra parte del mondo/fratello fra i deboli/gli emarginati/fra gli assetati e affamati/di giustizia/Hai voluto il nome del Fraticello/e dimostri che ne sei degno…” (A papa Francesco)

 Chiude il libro un pizzico di Haiku riferiti al mutamento delle stagioni, i quali mi sembra stiano ad attestare il desiderio di esprimersi sempre più in forma misurata e sintetica. Aspetto questo che già si nota nei testi in versi liberi, dove troviamo alcune poesie brevi, quasi dei flash, molto belle. Di quest’ultime, per concludere, scelgo di trascrivere Dolomiti, in omaggio all’autrice, alle sue splendide montagne e alle sua rasserenante poesia.

 

DOLOMITI

 Più dolce e seducente

è il bacio del sole

nella sera

ed anche le aquile

sazie di voli

sorridono

del vostro arrossire


(Franca Canapini)






giovedì 3 febbraio 2022

RECENSIONI RICEVUTE


Giovanna Giordani non mi è certo sconosciuta, essendo un ospite frequente di Arteinsieme, il magazine che conduco, e proprio per questo credo di poter scrivere a ragion veduta di un’artista che, animata dai migliori sentimenti, cerca di esprimerli in versi, non di rado con risultati lusinghieri. In cambio rare sono le pubblicazioni delle sue poesie, tanto che prima di questa rammento solo Sulla riva del fiume edita da Aletti nel 2009 e di cui scrissi una recensione positiva. In quel giudizio ormai datato rammento che la stessa Giovanna Giordani mi confermò quanto riportato nella quarta di copertina, che trascrivo fedelmente: “Il mio poetare non è ricercato, lo definirei naif, semplice, vero che ubbidisce ad una voce arcana che mi detta le parole per dar forma scritta alle emozioni, ai sentimenti.” Sono parole che ancor oggi mi sembrano appropriate, perché la poesia dell’autore trentino ha effettivamente le caratteristiche che sono proprie della pittura naif, cioè la semplicità e il candore con cui vengono espressi i sentimenti. Ne scaturisce una poetica che ha un suo pregio e che in genere incontra il favore di chi legge.

Quando il clamore del mondo / si spegne / riecheggia amico / il canto dei poeti . /….”(da Il canto dei poeti); “Il suo bussare fu lieve / e la terra comprese / e chiese al sole / un regalo speciale / per sconfiggere il gelo / che l’opprimeva. /...”(da il Bucaneve); “Le voci del bosco d’inverno / le senti frusciare / fra i rami svestiti / e le foglie rimaste / a vegliare /….” (da Le voci del bosco d’inverno); “Sguardi affacciati / dalle carrozzine / allineate / lungo il corridoio / come rondini in sosta / sui fili della luce / tenere / distanti” (da Casa di riposo).

Versi come questi, nella loro pacata armonia, ben esprimono sentimenti ed emozioni, sono inclini a penetrare senza sforzo nell’animo di chi legge, trasmettendogli un benefico senso di pace, con la dolcezza che li accompagna e una semplicità volta appunto all’immediatezza. L’impressione che mi sono fatta è che sgorghino senza freno dall’animo di Giovanna, pur con il pudore dei crochi che sbocciano nella neve nel tardo inverno e con l’ardore dei primi raggi di sole che annunciano l’arrivo dell’imminente primavera.

Dunque, una poesia semplice, ma per niente scontata, e che trova questo fiume ricorrente nei titolo delle raccolte di Giovanna Giordani, con l’agilità della corrente di parole che scandiscono i versi, saltellante fra le rocce con un suono cristallino e che non diventa mai rombo prima di adagiarsi, procedendo lentamente, nel suo cammino in pianura verso la foce.

Non c’è problema d’interpretazione perché si tratta di sentimenti puri e innati, che sgorgano come una polla di sorgente; si fiondano nel cuore di chi legge e ci restano, sono il sereno dopo una tempesta, sono la quiete in cui ogni tanto rifugiarsi.

Non credo di aver altro da dire, se non la raccomandazione di leggere Lungo il fiume della vita.

Renzo Montagnoli



venerdì 18 settembre 2015

RECENSIONI RICEVUTE

Recensioni alla mia silloge "Sulla riva del fiume"






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Recensione di Renzo Montagnoli

Giovanna Giordani, nell’ultima di copertina scrive, fra l’altro: 
Il mio poetare non è ricercato, lo definirei naif, semplice, vero che ubbidisce ad una voce arcana che mi detta le parole per dar forma scritta alle emozioni, ai sentimenti.”
E’ una testimonianza sincera, benché l’autrice trentina non si sia accorta di aver enunciato con estrema semplicità e quindi con la massima chiarezza il segreto meccanismo con cui nasce una poesia.
E allora io aggiungo che, a fronte di tanti artificiosi formalismi e di contorti pensieri che esposti in modo inutilmente complesso si rivelano poi poca cosa, è meglio la schiettezza, quell’andare al sodo che sa di lontana matrice contadina, che chiama le cose con il loro giusto nome e che è di immediata comunicatività.
In questo suo libro raccoglie le migliori poesie della sua produzione, con temi diversi, che vanno dall’amore alla natura, dal fantastico all’introspezione, temi in ogni caso svolti in modo lineare, proprio con quella semplicità che l’autrice, giustamente, si attribuisce.
Sarà una poesia naif la sua, ma di certo non appare improvvisata, cioè solo estro e niente costruzione, poiché la linearità prevede che, più o meno consapevolmente, il poeta sappia tradurre in lettere l’idea scaturita dal sentimento o dall’emozione secondo una struttura logica atta a raggiungere un equilibrio formale, cioè il ricorso a uno stile.
Per esempio, prendiamo Il senso della vita (Conosce la sua meta / la rondine / dal cielo rapita /   / e vola verso il nido/   / l’unico senso / della sua vita).
Poesia assai breve, ma armonica e che esprime metaforicamente assai più di quello che un lettore disattento percepisce.
Oppure
Il silenzio è sovrano / sulla montagna / s’ode soltanto / il canto / lontano / di una campana.
Anche questa è assai breve, eppure riesce a ricreare l’atmosfera ieratica della maestosità delle cime, quel senso di profondo coinvolgimento interiore che dapprima sgomenta, ma che poi trascina a uno stato di intensa serenità.
Quindi ben venga la semplicità di Giovanna Giordani, purché si tratti di questa apparente semplicità, che non viene mai meno anche quando si entra nel fantastico, permeato da una struggente malinconia, come in Ofelia (…./ Crudele destino ti ha carpita/ annegando amore ed i suoi sogni / e non sai che lui mai t’avea tradita.

Per questo, per i suoi contenuti, per la varietà dei temi Sulla riva del fiume è una silloge che accompagna dolcemente la lettura, infonde serenità, aiuta anche a volare, insomma è un libro da prendere e tenere a portata di mano per quando l’affanno giornaliero ci fa dimenticare che non siamo solo carne, ma anche spirito.

- Renzo Montagnoli - 


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Recensione di Carmen Lama

Sulla riva del fiume: prima silloge di Giovanna Giordani, giunta quasi a sorpresa per lei stessa, che forse non s’era posta prima d’ora il problema di condividere con interessati lettori il suo piacere per la scrittura in versi delle sue emozioni, dei suoi pensieri e sentimenti, attraverso una pubblicazione. Bella sorpresa, invece, per lettori che amano la poesia, come la sottoscritta.
Generalmente inizio la lettura di una raccolta di poesie cercando di decifrare il senso del titolo. In questo caso, mi è venuto in mente per associazione immediata il titolo di un libro di riflessioni sul senso della vita, Sono come il fiume che scorre, di Paulo Coelho. Ma, mentre in quel testo l’autore si identifica con il fiume e ripercorre, anche in senso autobiografico, il divenire e il mutamento continuo, per dar valore alle cose più semplici e belle, ho immaginato che Giovanna stesse invece “osservando” quello stesso divenire e mutamento continuo del mondo e della vita, standosene tranquillamente “sulla riva del fiume”. Il suo osservare, che in realtà si ritrova poi assorbito nei versi poetici, non è però passivo guardare, lasciar scorrere e lasciar accadere gli eventi del mondo, bensì compartecipazione talmente profonda e intima da lasciare di sé impronta e segno visibile in ogni poesia.
L’autrice definisce il suo poetare non ricercato, ma semplice, vero, naif, quasi sottintendendo in questa definizione una sua naturale ritrosia, un suo non sentirsi vera poeta bensì solo una persona che voglia esprimere in versi la sua sensibilità.
E chi ha detto che bisogna scrivere poesie servendosi di lessico ricercato, che spesso potrebbe essere sinonimo di indecifrabile, difficile, non fruibile se non da pochissimi?
Ho piacevolmente assimilato la scrittura poetica naif (per tenere la sua originale definizione) di Giovanna Giordani alla semplicità con cui si leggono, si interpretano e si interiorizzano le sue poesie, poiché questa semplicità si accompagna ad una profondità di pensiero che dà modo al lettore di riflettere e di guardare con occhi nuovi il mondo e tutto quel che vi accade.
Già dalla prima poesia Ah, se potessi, l’autrice mette in primo piano la sua poetica dell’amore, che è il suo modo peculiare di osservare gli eventi del mondo, cercando delle strategie quasi magiche per realizzare il suo intento di vivere in armonia con l’universo, trasformando il suo essere “sillabe d’assenso” nel vero senso della vita che appunto nell’amore può risiedere e in nient’altro. In questo “la poeta” conferma il pensiero di Neruda che sosteneva che “la poesia è un atto di pace”. E non è un caso che la silloge si concluda anche con una poesia nella quale si vorrebbe capire il perché dell’esistenza del male e la sua origine, con la sottile ma non velata intenzione di capovolgerlo in bene.
I primi sonetti, ispirati da racconti, film, eventi reali, o semplici osservazioni della natura, confermano questa attenzione privilegiata della Giordani ai rapporti umani, al senso vero dell’esistenza e alla profondità di un sentimento la cui durata potrà attraversare il Tempo e oltrepassarlo, anche soltanto grazie all’incisione di un nome.
Delicatissimi, poi, sono anche gli haiku, che in brevità e concisione distillano pensieri.
La terza parte della silloge, la più corposa per numero di poesie, è di una bellezza che non si può descrivere, bisogna sentirla e viverla. Ci si rende conto di ciò, a partire dalla poesia che ci presenta “Il volto del silenzio”: solo un poeta può “vedere” questo volto e scoprire perché… “mai saprà spiegare / tutta la luce / che gli brucia dentro”! … perché è un silenzio pregno di parole, di pensieri, di voce, ma non ha voce.
Un’altra bellissima poesia da segnalare è una meta-poesia, che però si contraddice alla fine. Si tratta della messa in scena dell’umiltà della poeta-autrice, ne’ La mia poesia è una regina scalza, che poi è anche una regina nuda e bianca e che, quando diventa nera e “cammina leggera / sulle dune, / (è) incurante se il vento / traccia non lascerà / delle sue impronte”: sta proprio qui la contraddizione della poeta, nel credere che la sua poesia non lascerà impronte, mentre invece le ha già lasciate proprio in questo suo essere movimento discreto che scruta negli anfratti dei cuori.
E si potrebbe continuare svelando l’implicita “semplicità profonda” o “semplice profondità” delle altre poesie.
Ma un recensore deve fermarsi un attimo prima di togliere al lettore il piacere, la sorpresa e la voglia di scoprire da sé il senso e la bellezza di ogni creazione poetica, potendo dare a sua volta libertà alla propria mente di ri-creare significati.
E dunque concludo, riassumendo l’invito a leggere questa silloge, con l’Haiku che mi pare la caratterizzi: “Bellezza”: Alto vertice / di rara perfezione / dono d’incanto. 

- Maria Carmen Lama - 

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Recensione di Gavino Puggioni

Leggendo “Sulla riva del fiume” di Giovanna Giordani ci si imbatte, subito, in una scrittura libera, priva di orpelli linguistici, nei versi di un Poeta che sa e vuole tenere i piedi per terra, lungi dal volersi arrampicare su pomposi gradini letterari, fatti di sabbia.
La poetica della Giordani spazia nel suo intimo universo che  descrive così come lo sente, dalle terzine alle quartine, dalle rime (quasi a ricordare tempi passati o mai passati di “moda”) agli haiku, senso e sentimento accomunati mirabilmente,  rigorosamente rispettati.

Leggerla è come attraversare il nostro stesso pensiero, perchè lei è capace, con il suo dolce scrivere, di coinvolgerci  mentre comunica, di stupirci con le sue brevi carezze, di affascinarci con il suo “Senso della vita” che affida, sicura, alle ali di una rondine.
Ci incanta nella sua libertà di scrittura, chiamando a testimoni la natura, il sole, le montagne e il silenzio; elemento, questo, che abbraccia l'anima, se non il corpo, di questa scrittrice che, dopo, esplode in quell'urlo quando condanna le guerre e i prepotenti della terra che l'alimentano.
“Sulla riva del fiume” mi sembra di veder scorrere la vita, non una sola, ma quella di tanti, forse troppi, ai quali il destino ha riservato angoscie e dolori e per i quali la Giordani soffre e ne scrive con il cuore, con la penna intrisa di sentimento che solo i poeti sanno usare.

- Gavino Puggioni - 

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Recensione di Rosella Rapa

Per la prima volta mi accingo a commentare un libro di Poesie: cosa succederà?

Giovanna Giordani, nella breve introduzione in retro copertina, definisce la sua poesia “naif”.  Se questo termine fa pensare a qualcosa di eccessivamente ingenuo, bambinesco, poco curato, inesperto, puerile, immaturo, non c’è niente di più falso. Se invece ci ricorda: spontaneo, naturale, istintivo, sincero, immediato, fresco, autentico, originale, allora sono d’accordo.

Le poesie di Giovanna sono così: parlano direttamente da cuore a cuore, viaggiando per quella parte di noi che è puro sentimento, senza necessariamente transitare per la ragione.  Io non sono una grande esperta, non conosco le sottigliezze del poetare, ma ritengo che la Poesia, quella che vuol realmente darsi questo nome, dovrebbe essere così: comunicare, in maniera chiara e diretta, un moto dell’animo; senza costringere il nostro cervello a compiere passi più elaborati di quelli che servono a risolvere un’equazione tridimensionale.

Giovanna riesce sempre nel suo intento: e questo dimostra, a mio parere, una vera predisposizione, un talento naturale, che non ha bisogno né di grandi scuole né di inutili paroloni per mostrarsi.  Eppure Giovanna conosce bene le regole poetiche, dall’haiku, alle rime, alla poesia libera. Non è una sprovveduta. E’ un’anima sincera, capace di trasfondere la sua sincerità attraverso versi che colpiscono immediatamente.

Le mie preferite sono le poesie che si rivolgono alla Natura, come i brevissimi haiku dedicati ai mesi o alle stagioni;  o Autunno; Dolomiti.
Sono tutte da ammirare le poesie che, con tocco leggero, affrontano temi attuali, anche molto scottanti (Ah, se potessi; Contro la guerra; A Nadia Anjuman)
Quando poi arriviamo ad alcune con forti reminiscenze letterarie (Parsifal; Ofelia, L’incantesimo di Lady of Shalott, Anna  Bolena; Zeus) proprio non si può parlare di versi naif. Lo studio c’è, ma non si vede: i versi scorrono, carezzando gli occhi, e viene il desiderio di leggerli ad alta voce, per sentire il pieno suono delle parole.

Questo libo ci offre una selezione: forse le migliori, ma chi può dirlo? Personalmente ne avrei desiderate molte di più. E’ un libro che terrò sul comodino, da aprire ogni tanto, per trovare uno spunto di riflessione, o un quadretto capace di portare un bel sogno.

Non si può concludere senza citare almeno qualche passo della poesia preferita… ebbene io ne riporto una che mi ispira particolarmente, perché dà voce a un amore comune:


La Montagna

 Il silenzio è sovrano,
sulla montagna
s’ode soltanto
il canto
lontano
di una campana.


- Rosella Rapa -

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Recensione di Tinti Baldini

 "Non pretendo sia una recensione ma un esprimere a voi quello che mi ha dato in emozione e altro la lettura d'un fiato della silloge di Giovanna Giordani "Sulla riva del fiume" Aletti editore.
Innanzi tutto il titolo prepara a quello scorrere di versi semplici si per la loro pulizia interiore, la limpidezza cristallina di chi, come l'autrice, non si copre, si dà all'altro con autentica passione.
Vi sono versi forti d'impatto sociale, subito, all'inzio della lettura in "Ah se potessi con la poesia/ l'orror del mondo spazzar via" o "Contro la guerra" "Vorrei trovar parole tonanti... missili io le lancerei..."  poi gli Haiku che sono una bellezza per l'armonia di getto: ve ne cito uno a caso: "Inverno"  "impronte lievi/su candidi silenzi./ Il sole sogna (è un'immagine fantastica quella del sole che lascia libero il cielo per sognare...).
Raggrupperei insieme alcune poesie metapoetiche che "parlano" di poesia in un modo estremamente  personale e terso: "bello mi sembra credermi poetessa/strofinar versi su appannati specchi/per disvelar l'immagine riflessa" (come meglio disvelare la spinta che prende il cuore ..) oppure "anche il poeta è un illlusionista" o "l'amore dei poeti" è un urlo sconfinato... e "la mia poesia è una regina scalza" che trovo la summa di tutto, poesia senza presunzione, fatta di tocchi sublimi senza accorgersi, quasi in sordina.
Poi i versi legati alla natura che sempre, implicitamente  o meno, fa da sfondo al poetare di Giovanna: "la notte" "Mi invita il cielo"  "Incanto" e molte altre ancora ...

Vi sono poi alcune liriche di riflessione sul senso della vita, su Dio e sulla ricerca di esso nella splendida "Piccoli fiori gialli " e nella poesia di chiusa "il mio Dio" che è piccola luce "che soltanto io vedo" quando fa di poesia e trova la fede nell'uomo e nella speranza.
Lo stile è sobrio, senza vezzi, uno stile di chi dentro ha la serenità giusta per cogliere il meglio attorno e passarlo in emozioni linde, delicate, a passi leggeri ma che ti attraversano.
Grazie Giovanna!


- Tinti Baldini

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Recensione di Maristella Angeli 

La poesia “eterea” di Giovanna Giordani, ci conduce verso il senso della vita in cui gli elementi della natura, uniti ad una spiritualità cosmica, si plasmano in un’armonia poetica.
Ispirata a testi classici, a volte la poesia ci appare trama di narrazioni storiche. La poetessa propone anche tematiche sociali, evidenti nelle poesie “Il male” e “Contro la guerra”.
La ricerca di sé, dei valori, dei significati e della vita stessa, si esprime nella poesia “Il giorno”.
Ogni poesia sembra aver assorbito un senso karmico, “Il mio Dio”,. quasi di salvezza, che giunge al lettore in modo diretto e toccante.
- Maristella Angeli -

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Recensione di Marcello De Santis


 Della lettura dei sonetti che introducono la raccolta ho poco da dire, lo confesso, anche se alcune immagini dei versi mi hanno colpito in maniera particolare.
Poi passando a quei brevi componimenti poetici composti da soli tre brevissimi versi, sei/sette/otto parole. li ho letti tutto d'un fiato, letteralmente divorati.
Mi hanno entusiasmato, perché li ho visti materialmente, quei due innamorati che impregnano di sé tutta la raccolta, come se fossero loro quegli
specchi lontani
di lucenti anime
inammorate...

... mentre il sole abbraccia la vita, una vita vestita a festa nel canto infreddolito di un pettirosso...
Allora con animo predisposto al punto giusto, ho continuato a sfogliare il libro, certo di trovare versi ancora più consoni al mio animo già piacevolmente turbato.
E così è stato,
Dopo la bellissima terzina centrale (perfetta anche nella metrica affrontata con perizia, debbo dire), la poetessa sì è incamminata sulla strada, sempre difficile, dei versi liberi.
Perché è nei versi liberi che il lettore attento deve andare a trovare un retrogusto ora amaro ora dolce, e un'estrinsecazione di sentimenti reali, che a volte la metrica nasconde, mostrando una forma - che quando è perfetta - può celare una debole insignificante sostanza.
Ciò che non avviene in giovanna giordani, che in questi versi sciolti mostra tutta la sua bravura.
Anche se a leggere il titolo: versi liberi,  mi è venuto subito da pensare ai poeti futuristi, ma poi ho constatato che, grazie al cielo, non è così.
Queste poesie, contrariamente a quelle, non sono vuote, come le definisce Dino Campana, tutt'altro.
Sono poesie molto sentite ed equilibrate nella musicalità libera di sciogliersi per offrire al lettore l'anima della poetessa, in briciole, in gocce.
Sono rimasto colpito, ad esempio, da quel fiore
che reclina il suo capo,
fiore
indifeso
 in balia del suo mago,

e più tardi da quei leggeri abbracci dell'edera che la poetessa desidera portare al suo amato per sognare (insieme) su una stella.
In questi versi liberi ho notato una spontaneità rara nei poeti d'oggi, o in quelli (e sono molti) che si definiscono tali.
C'è una leggerezza d'espressione, presente in tutte le composizioni della raccolta, che ho constatato essere propria di giovanna.
E mi sono convinto, a ragione, che ella da il meglio di sé in questo genere di poesia.
Forse sentendosi libera da un modo obbligato proprio dal rispetto tecnico e tirannico di una metrica classica, si esprime più agilmente; e ci propone dei sentimenti che volano liberi da qualsivoglia vincolo e/o lacciolo.

Concordo con lei, quando afferma
la mia poesia
è una regina scalza
che cammina
sulle punte dell'erba
e sfiora appena
i fiori...

A volte la poesia della giordani è una poesia personale e intima, lanciata verso altro da sé per cogliere il profumo della natura che la circonda, in cerca di una vitalità che non intende perdersi nemmeno per un attimo; altre volte la si vede invece involarsi su un'aria tutta sua, al fianco di un amore che appare poco, ma si intuisce essere sempre presente, anche quando non c'è, per ispirarne i versi.
Non so se questo suo amore, forse vero, forse ideale, è da vedersi nel cigno che
col capo chino
scivola lento
sull'acqua...

cigno che piange lacrime che vanno a confondersi con l'acqua del lago.
            E nessuno sa il suo dolore.
            E nessuno conosce la fattura che gli ha propinato un mago
ei solo ne sa
di quell'incantesimo
che su di lui fece
un mago...
            E li vedo abbracciati, i due amanti, volare in alto sulla montagna in un silenzio che li tiene uniti per la vita,
fra le cime tempestose,
mano nella mano, leggeri e liberi di sognare.
           
            Forse più tardi il cielo li inviterà
a cavalcare nuvole
per rivestire il cuore...
il cuore di tutt'e due, in cerca della libertà che li porterà lontano, sulle ali del vento al quale chiederanno
di condurci in alto
dove il tempo
non esiste
per ritrovarci liberi
e splendenti
su una stella


- Marcello De Santis - 

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Recensione di Cristina Bove 

“ Il mio poetare non è ricercato, lo definirei naif, semplice, vero, che ubbidisce ad una voce arcana che mi detta le parole per dar forma scritta alle emozioni, ai sentimenti. E, naturalmente, la gratificazione più grande è riuscire a coinvolgere empaticamente il lettore che, per questo, fin d'ora ringrazio...”
 
Così dice della sua poesia la stessa Autrice, ed io sento di concordare con queste sue considerazioni, perché ne colgo a mia volta la spontaneità, che non è semplicità, ma il cuore delle cose.
La Giordani filtra ogni avvenimento e ogni emozione che la ispirano, attraverso la chiarezza genuina che si offre in immediatezza di immagini al lettore, e lo cattura, quasi per magia.
Nei suoi versi un che di arcano rimanda a riti gaelici, a musiche di cetre e cornamuse, come per esempio in
Wuthering Heights
Ora
che il silenzio ci ha riuniti
ancora
cammineremo
mio adorato
mio amore
fra le cime tempestose
perché nell'aria
che accarezza l'erica
scolpite sono
le nostre mani
nella stretta
suggellata
dal dolore.

Oppure nell'incanto di un incontro “speciale”che L'Autrice trasforma in leggiadra scena di accoglienza, con la delicatezza di un dialogo rarefatto eppure di un'intensità che commuove:
Amicizia

Fu un tocco lieve
alla porta
dell'anima
-avanti-
dissi
e apparve lei
mai vista prima
-ho udito le tue parole-
disse
-sono belle-
s'interpose un silenzio
-Grazie, entra-
risposi
E parlammo
Poi
fummo amiche
per sempre.

Sono di grande suggestione i suo Haiku: "Mare", e tanti altri tutti lievi come veli, vividi come “Stelle”.
In questi versi si avverte la sensibilità di una donna che guarda con occhi di poeta ciò che le vive intorno, che sa cogliere attimi e spettacoli della natura, facendoli rivivere nell'immediatezza con spirito nuovo, con occhi che sanno vedere oltre le apparenze.

Giovanna Giordani ci offre pagine di poesia, anche civile, connotate sempre, però, dell'impalpabilità dei suoi versi brevi, armoniosi, li definirei trasparenze d'anima.

- Cristina Bove - 

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