≪CREDEVANO, GLI UOMINI, CHE LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE NON FOSSE QUELLA MATTINATA DI PRIMAVERA, NON FOSSE QUELLA BELLEZZA DEL MONDO, CONCESSA PER IL BENE DI TUTTE LE CREATURE, GIACCHÈ ERA UNA BELLEZZA CHE DISPONEVA ALLA PACE, ALL’ACCORDO, ALL’AMORE: MA FOSSE, LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE, CIÒ CHE ESSI STESSI AVEVANO ESCOGITATO PER POTER DOMINARE GLI UNI SUGLI ALTRI >. (Leone Tolstoj)
martedì 30 dicembre 2025
martedì 23 dicembre 2025
NATALE ASSIEME
Tutti voi che mancate
allo scorrere della vita
ecco che ritornate
per rivivere ancora
nelle stanze vestite a festa
indissolubili momenti
nel giorno più amato
del Tempo
il Natale
Giovanna Giordani
venerdì 21 novembre 2025
PICCOLA FIABA NEL BOSCO D’INVERNO
Quella notte la quiete nel bosco era grande più che mai. La neve copriva tutto con il suo manto luccicante ai raggi della luna. Dai comignoli delle casette degli elfi e delle fate uscivano sottili fili di fumo e le piccole finestre luminose punteggiavano il paesaggio come minuscole lampade.
All’improvviso però l’incanto venne
interrotto da un piagnucolio proveniente dai confini del bosco.
Il primo ad uscire di casa fu elfo
Giacomino (detto anche orecchiofino, proprio perché sentiva i rumori più
lontani). Cercò di capire da dove provenisse quello strano lamento e
s’incamminò per il sentiero a lui noto. Man mano che Giacomino procedeva il pianto
si faceva più forte e così Giacomino cominciò a correre verso quella voce per
capire di chi potesse essere.
Fu così che a un certo punto, sotto un
abete bianco, vide una sagoma raggomitolata su sé stessa. L’elfo si avvicinò e
poté constatare che si trattava di un piccolo bimbo che tremava di freddo e di
paura. Immediatamente Giacomino se lo prese fra le braccia e s’incamminò in
fretta verso la sua capannina. In poco tempo la raggiunse e, accolto dalle
premure della sua compagna Felicita, una fata assai carina, portò subito il
piccolo in un lettino che tenevano sempre a disposizione per eventuali ospiti.
Gli chiesero qual era il suo nome e il
bimbo rispose che si chiamava Amin e che si era perso mentre fuggiva con la
mamma da uomini che volevano fare loro del male.
-
Allora
bisognerà andare in cerca della tua mamma – disse Felicita, - vero Giacomino? –
L’elfo Giacomino non se lo fece ripetere
due volte e cominciò a radunare altri elfi suoi amici invitandoli ad andare con
lui a cercare la mamma di Amin.
Tutti acconsentirono subito (loro hanno un
animo buono e generoso) e tornarono nelle loro casette per equipaggiarsi per
bene contro il freddo pungente.
Erano proprio in tanti, e camminavano in
file ordinate lungo i sentieri che conducevano fuori dal bosco.
Giunti sulla strada asfaltata videro in
lontananza delle nubi salire dalla terra assieme a dei bagliori e tuoni poco
rassicuranti.
Si fermarono e si consultarono sul da
farsi. Mentre ognuno suggeriva i propri consigli videro giungere nella loro
direzione una donna che sembrava fuggire disperata da quel luogo così cupo.
Man mano che ella si avvicinava quegli
abitanti del bosco la udirono invocare a gran voce il nome di Amin.
-
È
la sua mamma – disse Giacomino - dobbiamo condurla dal suo bambino.
Tutti gli elfi si avvicinarono dunque alla
donna e la invitarono a seguirli dopo averle raccontato del ritrovamento del
bambino. Lei accolse subito il loro invito e li seguì colma di speranza.
Quando il piccolo Amin vide la sua mamma
entrare nella casetta di Giacomino le corse incontro e, abbracciatala,
cominciarono ambedue a piangere di gioia .
Fata Felicita iniziò a cucinare dei
manicaretti che solo lei sapeva fare e così tutti furono rifocillati e
riscaldati nell’accogliente capanna. Fuori la neve iniziò a scendere con la sua
consueta grazia, accompagnata dal suono dolce di una musica lontana.
Il bosco ritrovò così la sua quiete
assieme ai suoi fantastici abitanti felici di aver dato riparo a chi ne aveva
avuto bisogno.
Ma proprio quella sera gli elfi dovevano
andare ad un raduno molto importante dal loro amico Babbo Natale poiché, come
tutti gli anni, lo aiutavano a preparare i doni da consegnare ai bambini nel
mondo. Gli raccontarono così del piccolo Amin e Babbo Natale li lodò per la
loro buona azione. Subito il nonno più famoso del mondo preparò un bellissimo
regalo per Amin e tutti assieme si recarono alla capanna di Giacomino. A questo
punto è inutile dire che quella notte sopra la capanna di Giacomino e Felicita
brillava la stella della felicità.
Giovanna Giordani
domenica 17 dicembre 2023
BAMBINELLO 2023
il piccolo Dio
povero
le antiche stelle
e nel corrusco cielo
e fra i pastori
grande
era la Festa
che divideva il Tempo
Ma oggi
nuove luminarie
coprono il buio
e il dolore
provocato dalle guerre
volute dagli uomini stolti
E mentre
si ricorda
il piccolo Dio
povero
gli Erodi del nostro tempo
nella loro illusoria sete di potere
rinnovano
la strage degli innocenti
Ma Lui
vestito di Amore
rinasce
viene ucciso
risorge
e perdona.
- Giovanna Giordani -
martedì 6 dicembre 2022
giovedì 23 dicembre 2021
IL NATALE DI NINO
(foto da web)
Che fosse un bambino a dir poco speciale si era capito fin dai suoi primi anni. Il suo nome era Giovanni, ma per familiari e amici semplicemente e affettuosamente Nino.
Frequentava la terza elementare e aveva imparato a leggere e a scrivere in poco tempo. I suoi genitori ne erano naturalmente molto orgogliosi. Arrivata la vigilia di Natale gli domandarono se avesse delle richieste particolari per Babbo Natale.
Si, rispose prontamente il bimbo, scriverò una letterina. Va bene, risposero mamma e papà, poi andremo ad imbucarla affinché arrivi in tempo.
Nino aveva visto ai telegiornali delle cose che l’avevano colpito parecchio. Persone disperate che venivano dal mare su imbarcazioni traballanti, famiglie con bambini piccoli accampate al freddo e al gelo davanti a un muro di filo spinato che impediva loro di essere ospitati nel paese vicino.
Guardò il presepe che aveva preparato assieme ai suoi genitori. Gesù Bambino nella culla di paglia era seminudo e sorrideva con le sue piccole braccia alzate come volesse offrirsi alle persone che erano venute a vederlo. La Madonna e San Giuseppe erano inginocchiati accanto a lui e pregavano.
E Babbo Natale? Era un pupazzo bello giocoso che stava seduto tranquillo sotto l’albero in attesa di trasformarsi in quello che durante la notte avrebbe portato i doni.
Nino si recò nella sua cameretta, prese un bel foglio bianco e cominciò a scrivere la seguente letterina:
<Caro Babbo Natale, sei lì, vicino alla capanna dove ti sorride Gesù Bambino e io credo che ormai voi due siete diventati amici. Allora questa letterina voglio inviarla a tutti e due.
Ho visto ai telegiornali delle cose che mi hanno fatto piangere. Certa gente che stava per affogare in mare. Bambini che fuggivano dai loro paesi assieme ai loro genitori perché degli uomini cattivi cercavano di fare loro del male. Qui, in città, dove abito io ci sono tante luci, tanti negozi e tanti bambini come me hanno tante cose e tanti giochi, ma aspettano la festa di Natale per riceverne ancora. Allora caro Babbo Natale e caro Gesù Bambino vi prego questa volta di non portarmi regali ma di far giungere i doni destinati a me ai bambini che piangono e di aiutare le loro famiglie a vivere in una casa come la mia. Vi ringrazio e vi mando un bacio, ciao, Nino>
Ciò fatto, il bambino piegò per bene la letterina e, avuta una busta dalla sua mamma, la inserì con determinazione, scrisse l’indirizzo e gliela riconsegnò affinché la imbucasse nella cassetta delle lettere come aveva promesso.
Il giorno di Natale ci fu la risposta. Sotto l’albero, accanto al presepe spiccava una bella busta rossa indirizzata proprio a Nino che l’aprì tutto trepidante e lesse a voce alta quanto stava scritto:
<caro Nino, ci ha fatto molto piacere la tua letterina poiché quello che hai richiesto è più importante di tutti i giocattoli del mondo e, se i nostri collaboratori ci danno una mano, cercheremo di esaudire il tuo desiderio. Ma nel frattempo accetta questo piccolo segno del nostro affetto per te
firmato: Gesù Bambino e Babbo Natale>.
Allora cercò con lo sguardo sotto l’albero e vide un pacchettino con scritto il suo nome. Lo scartò e si trovò fra le mani un bellissimo libro con una copertina dai vivaci colori dove primeggiava a grandi lettere il titolo:
LE PIÙ BELLE STORIE DI NATALE
Nino non stava in sé dalla gioia e mostrò felice ai suoi genitori il bel regalo che gli avevano fatto Gesù Bambino e Babbo Natale. Naturalmente si sarebbe ricordato di quel giorno di Natale come uno dei più belli della sua vita.
- Giovanna Giordani -
lunedì 20 dicembre 2021
BUON NATALE E BUON ANNO
E così questo è Natale
E cosa hai fatto?
Un altro anno finito
E uno nuovo è appena iniziato
E così questo è Natale
Spero ti divertirai
I vicini e i cari
Il vecchio e il giovane
Un Buon Natale
E felice anno nuovo
Speriamo sia uno buono
Senza alcun timore
E così questo è Natale (La guerra è finita)
Per i deboli e per i forti (se lo desideri)
Per ricchi e per i poveri (La guerra è finita)
La strada è così lunga (Ora)
E così Buon Natale (La guerra è finita)
Per il nero e per il bianco (se lo desideri)
Per i gialli e i rossi (La guerra è finita)
Finiamo tutte le battaglie(Ora)
Un Buon Natale
E felice anno nuovo
Speriamo sia uno buono
Senza alcun timore
E così questo è Natale (La guerra è finita)
E che cosa abbiamo fatto? (Se lo vuoi)
Un altro anno è finito (La guerra è finita)
E uno nuovo è appena iniziato (Ora)
E così Buon Natale (La guerra è finita)
Speriamo vi divertiate (Se lo volete)
I vicini e i cari (La guerra è finita)
Il vecchio e il giovane (Ora)
Un Buon Natale
E felice anno nuovo
Speriamo sia uno buono
Senza alcun timore
La guerra è finita se lo volete
La guerra è finita ora
(Buon Natale! Buon Natale!)
mercoledì 15 dicembre 2021
BABBO NATALE
UN FILM ASSOLUTAMENTE COSIGLIABILE PER GRANDI E PICCINI!
E’ il nonno più atteso
da grandi e piccinicol suo dolce peso
scende giù dai camini
Posteggia la slitta
nel cielo stellato
del buio approfitta
ed è un poco agitato
Ha un sacco pesante
che deve svuotare
e le case son tante
da visitare
Così di gran lena
planando sui tetti
dopo l’ora di cena
lascia pacchi e pacchetti
Il freddo non sente
è caldo il suo cuore
mentre dona alla gente
un poco di amore
E’ un nonno famoso
e certo immortale
col suo viso giocoso
a tutti sorride BABBO NATALE!
- Giovanna Giordani -
sabato 11 dicembre 2021
venerdì 10 dicembre 2021
NATALE
Nuove luci
sciamano nelle città
si attende il Natale
si sa
Un regalo?
Vorrei che sparisse
per sempre
dal mondo
la guerra
e fosse sconfitta
la povertà
e vorrei
sulla mia
e su tutte le tavole
tante briciole
di felicità
- Giovanna Giordani -
martedì 7 dicembre 2021
EPPURE IL NATALE E' VICINO (Piera Maria Chessa)
Grazie, Piera!

(foto da web)
Si avvicina il Natale,
possiamo noi guardarci
senza provare dolore
nel vedere le fotografie
di adulti e bambini al confine
tra due Paesi stranieri,
in balìa della sete e la fame
mentre affrontano la paura
di un rigido inverno
in un luogo inospitale?
Tutti tacciono, nessuno vede,
ma osservano e parlano
gli occhi spaventati dei bambini,
parla il loro pianto.
Chiedono acqua, cibo, coperte,
e poi il dono più grande:
un luogo accogliente e sicuro.
Solo il filo spinato intorno a loro,
nessuna comprensione,
lo spesso muro dell’indifferenza,
lo sguardo lontano e crudele
di chi non vuole sapere.
Eppure, il Natale è vicino.
Mi piace immaginare
quel giorno lontano
in cui nacque un bambino
in una capanna scaldata soltanto
dal fiato di un asino e un bue.
Piera M. Chessa
domenica 5 dicembre 2021
NATALE 2016
Dedicata a tutti i bambini che hanno perso la vita a causa delle migrazioni e tante altre cose orribili subite dai grandi
È più folta la schiera degli angeli
in questo Natale
anche Aylan è fra loro
con i bimbi del mondo
dalle guerre e dagli odi falciati
Si smorzano i canti di gioia
lassù fra le stelle
silenzio silenzio
si mormora piano
udite udite
il pianto divino?
Silenzio silenzio
gli angeli assieme a Maria
asciugano piano
le lacrime amare del Dio
tremante Bambino
- Giovanna Giordani -
sabato 4 dicembre 2021
LA NOTTE SANTA (Guido Gozzano)
Questo mese è naturalmente dedicato al Natale...
- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.
- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe
Il campanile scocca
lentamente le sette.
- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.
- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.
- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.
- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
È nato!
Alleluja! Alleluja!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.
È nato!
Alleluja! Alleluja!
- Guido Gozzano -
sabato 26 dicembre 2020
TI, COSSA'NDISET SIOREDIO
Poesia in dialetto trentino
Ti, còssa’ndiset, Sioredio,
se ‘sto Nadàl l'alber el fago dentro de mi
e ghe taco su, envèze che i frònzoi de oro,i nomi de tuti i me amizi?
Quei vizini e quei lontani,
quei che vedo tuti i dì e quei che no vedo quasi mai,
quei che ricordo sempre e quei che ogni tant me desméntego,
quei che, senza volerlo, i m’ha pesta ipèi
e quei che, senza volerlo, ho fat enrabiar,
quei dei momenti difizili e quei de le ore spensierade
i me amizi fioi de nissùn e i me amizi importanti…
‘nsoma, i nomi de tuti quei che è passa ‘n la me vita.
El deve esser stàifo,’sto alber, Sioredio,
co le radis fonde, perché tuti quei nomi
i resta ben empiantadi en tei cor e ‘n tei destràni
n’alber coi rami grandi, perché altri nomi,
vegnudi da tut el mondo,
i pòda meterse ensèma a quei che gh’è zà.
N’àìber che faga ‘na bela ombra,
endò fermarse, ogni tant,
perché l’Amicizia la sia en moment de pòlsa,
su sta strada del tèmp sempre pù erta.
Cossa ‘n diset, Sioredio?
venerdì 25 dicembre 2020
giovedì 24 dicembre 2020
IL GIORNO DI NATALE
È così bello il giorno di Natale!
Così buono, così speciale!
Ah se durasse fino al prossimo Natale!
domenica 6 dicembre 2020
DICEMBRE
Dedicata a tutte le anime belle che ho conosciuto
e che conosco
DICEMBRE
Dicembre sopraggiunge all’improvviso
accarezzando i campi infreddoliti
con le sue lunghe dita affusolate
lasciando freschi baci sopra il viso
Ha camminato tanto ed è un po’ stanco
si sdraia in un giardino che l’attende
e osserva quieto il lento nevicare
sui rami nudi protesi verso il cielo
Nel mondo gli regalan tante luci
per dargli un po’ di gioia e di calore
ma lui aspetta fiducioso e tace
finché non sente gli angeli cantare
da una lontana grotta illuminata
dove l’accoglie una famiglia buona
con un bimbo radioso appena nato
a cui s’inchina compiaciuto e grato
e unendosi alle voci dei cantori
intona i più bei cantici d’amore
- Giovanna Giordani -
sabato 21 dicembre 2019
L'ANGELO MESSAGGERO
Post in evidenza
QUANDO
https://secure.avaaz.org/it/petition/VORREI_CHE_IL_DIRITTO_INTERNAZIONALE_SI_ATTIVASSE_AFFINCHE_CESSI_OGNI_GUERRA_NEL_MONDO/?pv=6 Qua...
-
Ottobre c’incantano i tuoi colori d’ambra e rubini splendenti al sole come gioielli. Così la tua mite bellezza addolcisce la m...
-
When you go home, tell them of us, and say: For your tomorrows, these gave their today. They shall not grow old, as we that are left g...
-
I soldati in guerra muoiono ed anche i civili le donne e i bambini vengono uccisi dal nemico Ma quella parte del mondo che non...
