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martedì 23 dicembre 2025

NATALE ASSIEME

 




Tutti voi che mancate

allo scorrere della vita

ecco che ritornate

per rivivere ancora

nelle stanze vestite a festa

indissolubili momenti

nel giorno più amato

del Tempo

il Natale

 

Giovanna Giordani



 


venerdì 21 novembre 2025

PICCOLA FIABA NEL BOSCO D’INVERNO

 


Quella notte la quiete nel bosco era grande più che mai. La neve copriva tutto con il suo manto luccicante ai raggi della luna. Dai comignoli delle casette degli elfi e delle fate uscivano sottili fili di fumo e le piccole finestre luminose punteggiavano il paesaggio come minuscole lampade.

All’improvviso però l’incanto venne interrotto da un piagnucolio proveniente dai confini del bosco.

Il primo ad uscire di casa fu elfo Giacomino (detto anche orecchiofino, proprio perché sentiva i rumori più lontani). Cercò di capire da dove provenisse quello strano lamento e s’incamminò per il sentiero a lui noto. Man mano che Giacomino procedeva il pianto si faceva più forte e così Giacomino cominciò a correre verso quella voce per capire di chi potesse essere.

Fu così che a un certo punto, sotto un abete bianco, vide una sagoma raggomitolata su sé stessa. L’elfo si avvicinò e poté constatare che si trattava di un piccolo bimbo che tremava di freddo e di paura. Immediatamente Giacomino se lo prese fra le braccia e s’incamminò in fretta verso la sua capannina. In poco tempo la raggiunse e, accolto dalle premure della sua compagna Felicita, una fata assai carina, portò subito il piccolo in un lettino che tenevano sempre a disposizione per eventuali ospiti.

Gli chiesero qual era il suo nome e il bimbo rispose che si chiamava Amin e che si era perso mentre fuggiva con la mamma da uomini che volevano fare loro del male.

-          Allora bisognerà andare in cerca della tua mamma – disse Felicita, - vero Giacomino? –

L’elfo Giacomino non se lo fece ripetere due volte e cominciò a radunare altri elfi suoi amici invitandoli ad andare con lui a cercare la mamma di Amin.

Tutti acconsentirono subito (loro hanno un animo buono e generoso) e tornarono nelle loro casette per equipaggiarsi per bene contro il freddo pungente.

Erano proprio in tanti, e camminavano in file ordinate lungo i sentieri che conducevano fuori dal bosco.

Giunti sulla strada asfaltata videro in lontananza delle nubi salire dalla terra assieme a dei bagliori e tuoni poco rassicuranti.

Si fermarono e si consultarono sul da farsi. Mentre ognuno suggeriva i propri consigli videro giungere nella loro direzione una donna che sembrava fuggire disperata da quel luogo così cupo.

Man mano che ella si avvicinava quegli abitanti del bosco la udirono invocare a gran voce il nome di Amin.

-          È la sua mamma – disse Giacomino - dobbiamo condurla dal suo bambino.

Tutti gli elfi si avvicinarono dunque alla donna e la invitarono a seguirli dopo averle raccontato del ritrovamento del bambino. Lei accolse subito il loro invito e li seguì colma di speranza.

Quando il piccolo Amin vide la sua mamma entrare nella casetta di Giacomino le corse incontro e, abbracciatala, cominciarono ambedue a piangere di gioia .

Fata Felicita iniziò a cucinare dei manicaretti che solo lei sapeva fare e così tutti furono rifocillati e riscaldati nell’accogliente capanna. Fuori la neve iniziò a scendere con la sua consueta grazia, accompagnata dal suono dolce di una musica lontana.

Il bosco ritrovò così la sua quiete assieme ai suoi fantastici abitanti felici di aver dato riparo a chi ne aveva avuto bisogno.

Ma proprio quella sera gli elfi dovevano andare ad un raduno molto importante dal loro amico Babbo Natale poiché, come tutti gli anni, lo aiutavano a preparare i doni da consegnare ai bambini nel mondo. Gli raccontarono così del piccolo Amin e Babbo Natale li lodò per la loro buona azione. Subito il nonno più famoso del mondo preparò un bellissimo regalo per Amin e tutti assieme si recarono alla capanna di Giacomino. A questo punto è inutile dire che quella notte sopra la capanna di Giacomino e Felicita brillava la stella della felicità.

 

Giovanna Giordani

 


domenica 17 dicembre 2023

BAMBINELLO 2023

 


 Osannavano

il piccolo Dio

povero

le antiche stelle

e nel corrusco cielo

e fra i pastori

grande

era la Festa

che divideva il Tempo

Ma oggi

nuove luminarie

coprono il buio

e il dolore

provocato dalle guerre

volute dagli uomini stolti

E mentre

si ricorda

il piccolo Dio

 povero

gli Erodi del nostro tempo

nella loro illusoria sete di potere

rinnovano

la strage degli innocenti

Ma Lui

vestito di Amore

 rinasce

viene ucciso

risorge

e perdona.


- Giovanna Giordani -


 Poesia inserita nell'antologia "Le Pagine del Natale" Largolibro Editore - 2024 

giovedì 23 dicembre 2021

IL NATALE DI NINO

 

(foto da web)


Che fosse un bambino a dir poco speciale si era capito fin dai suoi primi anni. Il suo nome era Giovanni, ma per familiari e amici semplicemente e affettuosamente Nino.

Frequentava la terza elementare e aveva imparato a leggere e a scrivere in poco tempo. I suoi genitori ne erano naturalmente molto orgogliosi. Arrivata la vigilia di Natale gli domandarono se avesse delle richieste particolari per Babbo Natale.

Si, rispose prontamente il bimbo, scriverò una letterina. Va bene, risposero mamma e papà, poi andremo ad imbucarla affinché arrivi in tempo.

Nino aveva visto ai telegiornali delle cose che l’avevano colpito parecchio. Persone disperate che venivano dal mare su imbarcazioni traballanti, famiglie con bambini piccoli accampate al freddo e al gelo davanti a un muro di filo spinato che impediva loro di essere ospitati nel paese vicino.

Guardò il presepe che aveva preparato assieme ai suoi genitori. Gesù Bambino nella culla di paglia era seminudo e sorrideva con le sue piccole braccia alzate come volesse offrirsi alle persone che erano venute a vederlo. La Madonna e San Giuseppe erano inginocchiati accanto a lui e pregavano.

E Babbo Natale? Era un pupazzo bello giocoso che stava seduto tranquillo sotto l’albero in attesa di trasformarsi in quello che durante la notte avrebbe portato i doni.

Nino si recò nella sua cameretta, prese un bel foglio bianco e cominciò a scrivere la seguente letterina:

<Caro Babbo Natale, sei lì, vicino alla capanna dove ti sorride Gesù Bambino e io credo che ormai voi due siete diventati amici. Allora questa letterina voglio inviarla a tutti e due.

Ho visto ai telegiornali delle cose che mi hanno fatto piangere. Certa gente che stava per affogare in mare. Bambini che fuggivano dai loro paesi assieme ai loro genitori perché degli uomini cattivi cercavano di fare loro del male. Qui, in città, dove abito io ci sono tante luci, tanti negozi e tanti bambini come me hanno tante cose e tanti giochi, ma aspettano la festa di Natale per riceverne ancora. Allora caro Babbo Natale e caro Gesù Bambino vi prego questa volta di non portarmi regali ma di far giungere i doni destinati a me ai bambini che piangono e di aiutare le loro famiglie a vivere in una casa come la mia. Vi ringrazio e vi mando un bacio, ciao, Nino>

Ciò fatto, il bambino piegò per bene la letterina e, avuta una busta dalla sua mamma, la inserì con determinazione, scrisse l’indirizzo e gliela riconsegnò affinché la imbucasse nella cassetta delle lettere come aveva promesso.

Il giorno di Natale ci fu la risposta. Sotto l’albero, accanto al presepe spiccava una bella busta rossa indirizzata proprio a Nino che l’aprì tutto trepidante e lesse a voce alta quanto stava scritto:

<caro Nino, ci ha fatto molto piacere la tua letterina poiché quello che hai richiesto è più importante di tutti i giocattoli del mondo e, se i nostri collaboratori ci danno una mano, cercheremo di esaudire il tuo desiderio. Ma nel frattempo accetta questo piccolo segno del nostro affetto per te

firmato: Gesù Bambino e Babbo Natale>.

Allora cercò con lo sguardo sotto l’albero e vide un pacchettino con scritto il suo nome. Lo scartò e si trovò fra le mani un bellissimo libro con una copertina dai vivaci colori dove primeggiava a grandi lettere il titolo:

LE PIÙ BELLE STORIE DI NATALE

Nino non stava in sé dalla gioia e mostrò felice ai suoi genitori il bel regalo che gli avevano fatto Gesù Bambino e Babbo Natale. Naturalmente si sarebbe ricordato di quel giorno di Natale come uno dei più belli della sua vita.


- Giovanna Giordani -


lunedì 20 dicembre 2021

BUON NATALE E BUON ANNO

 



E così questo è Natale
E cosa hai fatto?
Un altro anno finito
E uno nuovo è appena iniziato
E così questo è Natale
Spero ti divertirai
I vicini e i cari
Il vecchio e il giovane

Un Buon Natale
E felice anno nuovo
Speriamo sia uno buono
Senza alcun timore

E così questo è Natale (La guerra è finita)
Per i deboli e per i forti (se lo desideri)
Per ricchi e per i poveri (La guerra è finita)
La strada è così lunga (Ora)
E così Buon Natale (La guerra è finita)
Per il nero e per il bianco (se lo desideri)
Per i gialli e i rossi (La guerra è finita)
Finiamo tutte le battaglie(Ora)

Un Buon Natale
E felice anno nuovo
Speriamo sia uno buono
Senza alcun timore

E così questo è Natale (La guerra è finita)
E che cosa abbiamo fatto? (Se lo vuoi)
Un altro anno è finito (La guerra è finita)
E uno nuovo è appena iniziato (Ora)
E così Buon Natale (La guerra è finita)
Speriamo vi divertiate (Se lo volete)
I vicini e i cari (La guerra è finita)
Il vecchio e il giovane (Ora)

Un Buon Natale
E felice anno nuovo
Speriamo sia uno buono
Senza alcun timore

La guerra è finita se lo volete
La guerra è finita ora

(Buon Natale! Buon Natale!)


mercoledì 15 dicembre 2021

BABBO NATALE

UN FILM ASSOLUTAMENTE COSIGLIABILE PER GRANDI E PICCINI!



 E’ il nonno più atteso

da grandi e piccini
col suo dolce peso
scende giù dai camini

Posteggia la slitta
nel cielo stellato
del buio approfitta
ed è un poco agitato

Ha un sacco pesante
che deve svuotare
e  le case son tante
da visitare

Così di gran lena
planando sui tetti
dopo l’ora di cena
lascia pacchi e pacchetti

Il freddo non sente
è caldo il suo cuore
mentre dona alla gente
un poco di amore

E’ un nonno famoso
e certo immortale
col suo  viso giocoso
a tutti sorride BABBO NATALE!

- Giovanna Giordani


venerdì 10 dicembre 2021

NATALE



 Nuove luci

sciamano nelle città

si attende il Natale

si sa

Un regalo?

Vorrei che sparisse

per sempre

dal mondo 

la guerra

e fosse sconfitta

la povertà

e vorrei

sulla mia

e su tutte le tavole

tante briciole

di felicità


- Giovanna Giordani - 





martedì 7 dicembre 2021

EPPURE IL NATALE E' VICINO (Piera Maria Chessa)

Grazie, Piera!

(foto da web)

Si avvicina il Natale,
possiamo noi guardarci
senza provare dolore
nel vedere le fotografie
di adulti e bambini al confine
tra due Paesi stranieri,
in balìa della sete e la fame
mentre affrontano la paura
di un rigido inverno
in un luogo inospitale?

Tutti tacciono, nessuno vede,
ma osservano e parlano
gli occhi spaventati dei bambini,
parla il loro pianto.
Chiedono acqua, cibo, coperte,
e poi il dono più grande:
un luogo accogliente e sicuro.

Solo il filo spinato intorno a loro,
nessuna comprensione,
lo spesso muro dell’indifferenza,
lo sguardo lontano e crudele
di chi non vuole sapere.

Eppure, il Natale è vicino.
Mi piace immaginare
quel giorno lontano
in cui nacque un bambino
in una capanna scaldata soltanto
dal fiato di un asino e un bue.

Piera M. Chessa

domenica 5 dicembre 2021

NATALE 2016

Dedicata a tutti i bambini che hanno perso la vita a causa delle migrazioni e tante altre cose orribili subite dai grandi


 

                                   È più folta la schiera degli angeli

in questo Natale

anche  Aylan è fra loro

con i bimbi  del mondo

dalle guerre e dagli odi  falciati


Si smorzano i canti di gioia

lassù fra le stelle

silenzio  silenzio

 si mormora piano

udite  udite

il pianto divino?

Silenzio  silenzio

gli angeli  assieme a Maria

asciugano piano

le lacrime amare del  Dio

tremante Bambino


- Giovanna Giordani -

sabato 4 dicembre 2021

LA NOTTE SANTA (Guido Gozzano)

Questo mese è naturalmente dedicato al Natale...






 - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!

Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

- Guido Gozzano -


sabato 26 dicembre 2020

TI, COSSA'NDISET SIOREDIO

 

Poesia in dialetto trentino


Ti, còssa’ndiset, Sioredio,

se ‘sto Nadàl l'alber el fago dentro de mi

e ghe taco su, envèze che i frònzoi de oro,
i nomi de tuti i me amizi?
Quei vizini e quei lontani,
quei che vedo tuti i dì e quei che no vedo quasi mai,
quei che ricordo sempre e quei che ogni tant me desméntego,
quei che, senza volerlo, i m’ha pesta ipèi
e quei che, senza volerlo, ho fat enrabiar,
quei dei momenti difizili e quei de le ore spensierade
i me amizi fioi de nissùn e i me amizi importanti…
‘nsoma, i nomi de tuti quei che è passa ‘n la me vita.
El deve esser stàifo,’sto alber, Sioredio,
co le radis fonde, perché tuti quei nomi
i resta ben empiantadi en tei cor e ‘n tei destràni
n’alber coi rami grandi, perché altri nomi,
vegnudi da tut el mondo,
i pòda meterse ensèma a quei che gh’è zà.
N’àìber che faga ‘na bela ombra,
endò fermarse, ogni tant,
perché l’Amicizia la sia en moment de pòlsa,
su sta strada del tèmp sempre pù erta.
Cossa ‘n diset, Sioredio?

- Roberto Moggio -



Traduzione:

Tu, cosa ne dici Signore Dio
se questo Natale l'albero lo faccio dentro di me
e ci appendo, al posto dei fronzoli dorati,
i nomi di tutti i miei amici'
Quelli vicini e quelli lontani
quelli che vedo tutti i giorni e quelli che non vedo quasi mai
quelli che ricordo sempre e quelli che ogni tanto mi dimentico
quelli che, senza volerlo, mi hanno offeso
e quelli che, senza volerlo, ho fatto arrabbiare
quelli dei momenti difficili e quelli delle ore spensierate
i miei amici semplici e quelli un po' più in vista
insomma i nomi di tutti quelli che ho conosciuto nella mia vita

Deve essere solido, questo albero, Signore Dio
con profonde radici perché tutti quei nomi
rimangano fissi nei cuori e nelle nostalgie
Un albero con grandi rami, perché altri nomi
arrivati da tutto il mondo
possano aggiungersi a quelli che ci sono già.
Un albero che faccia una bella ombra
alla quale riposarsi ogni tanto
perché l'Amicizia sia un momento di riposo
su questa strada del tempo sempre più in salita

Cosa ne dici Signore Dio?




venerdì 25 dicembre 2020

STILLE NACHT

La chiesetta di Oberndorf in  Austria che ha dato i natali a Stille Nacht nel 1818




giovedì 24 dicembre 2020

IL GIORNO DI NATALE




È così bello il giorno di Natale!

Così buono, così speciale!

Ah se durasse fino al prossimo Natale!

- Giovanna Giordani - 

domenica 6 dicembre 2020

DICEMBRE

 Dedicata a tutte le anime belle  che ho conosciuto

e che conosco 

DICEMBRE

 

Dicembre sopraggiunge all’improvviso

accarezzando i campi infreddoliti

con  le sue lunghe dita affusolate

lasciando freschi baci sopra il viso

 

Ha camminato tanto ed è un po’ stanco

si sdraia in un giardino che l’attende

e osserva  quieto  il  lento nevicare

sui rami nudi protesi verso il cielo

 

Nel mondo gli regalan tante luci

per dargli un po’ di gioia e di calore

ma lui aspetta fiducioso e tace

finché non sente gli angeli cantare

 

da una lontana grotta illuminata

dove l’accoglie una famiglia buona

con un bimbo radioso appena nato

a cui s’inchina compiaciuto e grato

 

e unendosi alle voci dei cantori

intona i più bei cantici d’amore


- Giovanna Giordani - 





 

sabato 21 dicembre 2019

L'ANGELO MESSAGGERO


BUON NATALE A TUTTI 

E CHE GLI UOMINI IMPARINO A VIVERE IN PACE FRA 

LORO





L’angelo messaggero iniziò il suo viaggio intorno alla Terra per raccogliere notizie da riferire al suo amato Gesù che fra poco avrebbe compiuto gli anni. La festa in cielo per questo compleanno era magnifica: gli angeli cantavano canzoni dolcissime e le anime di coloro che nella vita avevano amato Gesù si univano ai cori gioiosamente. La splendida luce delle stelle illuminava ogni cosa.
L’angelo messaggero aprì dunque le sue grandi ali e iniziò a volare scrutando attentamente il mondo. Egli vide che in certe zone brillavano infinite luci artificiali sulle case e sui palazzi, ma soprattutto nei grandi magazzini.  Ne fu quasi abbagliato. Continuando il suo volo notò che in altre zone, invece, brillavano delle piccole luci che però non erano artificiali bensì delle gioconde fiammelle.
Lo annotò sul suo “diario di bordo” e, finito il giro intorno al nostro pianeta, tornò dal suo Gesù.
-         Ho visto in certi luoghi miriadi di luci splendenti come fossero impazzite – riferì l’angelo - si vede che gli uomini ci tengono al tuo compleanno!  Strade, negozi, bancarelle, era tutto un luccicare festoso e ne sono stato quasi abbagliato. In certe zone però non vedevo luci abbaglianti e ho dovuto abbassarmi per vedere meglio. Mano a mano che scendevo potevo notare delle piccole fiammelle che tremolavano nel buio. In quel luogo notai, inoltre, con mia grande gioia, che c’era un’atmosfera di pace e serenità. –
-         E poi cos’altro hai visto? – Chiese Gesù.
-         Non vorrei dirtelo - rispose l’angelo - ma dato che me lo chiedi devo confessarti che ho visto anche delle enormi chiazze di luce che uccidevano gli uomini.  Laggiù le chiamano armi, o bombe, credo, e la loro vista mi ha procurato tanta tristezza .
-         Anche a me questa tua notizia procura immensa tristezza e dolore  - rispose Gesù. – Ti dirò anche - proseguì – che le fiammelle di cui mi hai parlato sono quelle che brillano nei cuori che vorrebbero vivere in pace assieme a tutti i loro simili e sanno il vero significato della parola ‘Amore’ . Sono loro che un giorno saranno qui fra noi a festeggiare in letizia il mio compleanno –
-         Capisco – rispose l’angelo – spero proprio di vederne tante di quelle fiammelle nel mio prossimo viaggio! –
Poi si sedette accanto a Gesù  e gli consegnò  il suo “diario di bordo” mentre tutto intorno era un andirivieni di angeli e anime indaffarati per i preparativi della festa. L’angelo messaggero li osservava sorridendo, poi, rivolgendosi al suo grande amico e Signore gli disse: ti vogliamo bene, buon compleanno, Gesù!

-         Giovanna Giordani  -


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