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mercoledì 7 marzo 2018

ANDAVO FIERA (Cristina Bove)


Per la Giornata della Donna scelgo questa  "dolorante" poesia di Cristina Bove

Risultati immagini per rosa

Una rosa per le bambine-madri thailandesi, sieropositive e condannate a morire presto, con i loro bambini nati già ammalati.
Scritta stanotte per loro, dopo aver visto il coraggioso servizio in tv andato in onda in piena notte,
quando la maggior parte della gente... dorme.




Andavo fiera della mia cultura
della mia storia
della mia nazione
e dormivo protetta dal silenzio
poi
dalle cortine della notte
a squarciarne il tepore
parole mute e volti di bambine
cresciute troppo in fretta
depredate d’infanzia
scese a patti con gli uomini
quando era ancora il tempo di giocare
donne bambine figlie di bambine.
Oh, donne mie, quando diciamo BASTA?!
Quando scendiamo in campo fra gli orrori
che i nostri figli chiamano ardimento?
Quando rifiuteremo ogni sostegno
agli uomini che leggi dell’amore
violano
e poi contriti sotto sacri emblemi
pregano osceni un dio simile a loro?
Ai padri inginocchiati ad implorare
che i propri figli vengano comprati
dal migliore offerente
venduti per un frigo o una tivu?
 Siamo noi
donne e madri di questo amaro tempo
che dobbiamo appropriarci della vita
e le ghirlande e i ceri sotto cupole d’ oro
le grasse offerte per mondarsi l’anima
guardarle veramente come sono:
armi silenti per sottrarci il cuore
per condurci arrendevoli al martirio.
Donne della mia lingua
e voi donne del resto della Terra
vi parlo l’ esperanto dell’amore
cambiamo noi le regole
e il valore
facciamolo consistere nell’anima
insegniamo noi stesse altro potere
che non sia solamente possedere.

- Cristina Bove - 

domenica 8 gennaio 2017

REVELATION (Cristina Bove)




Le poesie più vere
hanno parole scritte in bianco
bisogna saper leggere gli spazi
udire le cadenze delle rime
nell’esperanto del silenzio
fraseggi percettibili
a chi lo sguardo dice più del suono
messaggi per sapienti analfabeti
e sognatori
anche di punti in sospensione omessi
di percezioni inesprimibili
contatti di confine in mondi arcani
nel linguaggio dei sensi
_esente da grammatica e sintassi_
nessuna colta acrobazia
può trasmettere in forma letteraria
ciò che soltanto l’anima sa dire
- Cristina Bove

sabato 30 maggio 2015

RECENSIONE A "IL RESPIRO DELLA LUNA" di Cristina Bove



Mi piace leggere le poesie nel silenzio del mattino quando i sogni non sono ancora evaporati nella luce del giorno.
La seconda silloge di Cristina Bove è un invito irresistibile, lì sul comodino.
L’ho letta così, centellinata fra le mie giornate.
Sicura di trovare un piccolo tesoro di parole mi soffermo su ogni poesia e sempre provo stupore e commozione assieme.
Stupore nell’udire un’anima vibrare con sincerità nella parola e la sua intrinseca tensione ad abbracciare l’universalità del sentire. Stupore nel constatare come la mente possa creare simili ornamenti di pensieri.
Commozione… questo sarà un fatto mio personale, non so!
Leggo “RAGAZZE” ……“le ragazze che vivono dentro / celate da pieghe e sospiri / hanno frecce d’amore rovente / stupori di donne bambine….” E’ una grande  verità. Il tempo logora il fisico, ma nell’anima c’è sempre voglia di primavera. Lo vedo ogni giorno nelle persone che incontro.
Primavera nel senso di rinascita, di voglia e gioia di vivere, di sentirsi parte integrante del mondo intero a dispetto di rughe e malanni.
 Poi il respiro si racchiude nell’intimità di “HO UN PIANTO”……”non puoi sapere, tu / se sulla pelle / mi ricamo il tuo nome e il tuo respiro…”
Oppure di un “ADDIO”  …”addio fatto di niente / impronunciato / un mormorio di pianto / è quanto resta”.
“Il respiro della luna” è un titolo azzeccato, direi.
La luna respira con la luce del sole. Come per noi, il sole la fa “vivere”, ce la mostra e noi la guardiamo incantati. La luna è la grande musa di tanti poeti. E quindi anche Cristina ne subisce il fascino.
La luna, quindi, si fa vita, respiro. Contempla  il nostro nascere, vivere e morire.
Ascolta i nostri pensieri, le nostre ansie, i nostri perché.
E questo respiro si può tradurre in poesia, poesia lirica, poesia universale come quella che sgorga dal cuore e dall’anima di Cristina.
Come al solito la silloge è eterogenea, ognuno troverà di sicuro i versi con i quali si sentirà più in affinità e che doneranno un attimo di eterea comunicazione facendo riemergere magari sopite sensazioni o riflessioni.
Chiudo citando “L’ANGELO DI MEZZANOTTE”  dalla quale traspare l’immenso amore per tutta l’umanità di questa geniale poetessa …”raccoglierei il dolore degli umani / il loro pianto in una coppa d’ombra / il loro grido dentro l’arca nera / e trapassando nuvole e bagliori / ai piedi tuoi li deporrei / e ti rassegnerei le dimissioni / d’angelo disilluso del divino /e poi / senz’ali / riscenderei per piangere con loro”.
Ma se Dio c’è, è anche qui.

- Giovanna Giordani -




http://www.ilfoglioletterario.it/catalogo_poesia_il_respiro_della_luna.htm

venerdì 29 maggio 2015

RECENSIONE A "FIORI E FULMINI" di Cristina Bove


L’avevo desiderato questo libro di poesie di Cristina Bove. L’avevo desiderato perché sapevo che sarebbe stato un atto di giustizia. Verso la Poesia e verso la Poetessa. L’ho conosciuta sulle pagine azzurre del sito “Poetare” e quando lessi il suo commento alle opere dei vari autori “…grazie, per non aver scelto il silenzio” ne fui subito catturata.  Questo significava disponibilità all’ascolto, alla condivisione. L’animo doveva essere quello sensibile e ricco di umanità del vero Poeta. Ed infatti non mi sbagliavo. Le sue poesie ti entrano nell’anima come un raggio di luce nell’oscurità, ne senti il magico scaturire come la sorgente liberata dalla zolla, come il fiore che nasce sulla roccia.
Di lei ne percepisci la cultura, ma capisci che non ne vuol fare sfoggio bensì dono,  per comunicare, condividere, compartecipare a quel mistero che è l’umanità.
Ed ecco allora la bellissima “POETA a chi?”  Niente spocchia e supponenza nel mondo della poesia, ma solo umiltà. Come non volerle bene!
“CIASCUNO”, “Ciascuno/ sa il bruciare del suo pianto/quanto/ gli spezza il cuore/il suo dolore…..”
Le sue poesie sono venate di accorate domande a cui cerca di rispondere evocando l’unica parola in cui sente possibile un alito di speranza e di salvezza, e cioè la parola “amore” . Ed ecco “LA ROCCIA”  grande, maestosa…”..pregò il suo dio/perché gli fosse dato/espansione infinita/eternità/e Dio/lo fece diventare/amore.”
Si sa che in un mazzo di fiori ce ne sono alcuni che istintivamente preferiamo ed allora io scelgo “AMO LE VOCI”  ….”amo la voce mite e convincente/che sa guidare/ma non è invadente/che sa esprimere il senso del divino/senza dimenticare quello umano….”
E poi “L’UOMO CHE ANDO’” “L’uomo che andò/lontano/nei silenzi/impietriti delle sfingi/a cercare il suo dio…”
Una musica di parole che affascina e conquista il lettore. Così è la poesia di Cristina Bove.
“FIORI E FULMINI”. Certo. Fra i secondi ci può stare “O DIO”. Ecco, vorrei che lassù leggesse perché anch’io mi trovo in accordo con quanto dice la poetessa. Domande come fulmini che illuminano il cielo e scompaiono, con risposte umane che non ci convincono….” ..A me basta l’inferno/di questo nostro vivere/in cui siamo costretti ad inventarci/giudizi universali/e a raccontarci/di paradisi inutili/per non odiarti/o Dio”.  Sono versi forti, nati dalla sofferenza per l’apparente assenza di un Dio che protegga, ascolti,  aiuti, qui, in questo mondo, piuttosto che in quello che non conosciamo.  
La raccolta è eterogenea, fiori di parole ricche di significato e di musica, fulmini come lampi, intuizioni, condanna contro l’ingiustizia e la menzogna “NUOVI FARAONI” ..”Voi spacciate sorrisi/dalle navi/che trasportano morte/vendete paradisi/agli innocenti abbacinati/e uccisi/da lusinghe contorte.”…
Per chi ama la poesia leggere Cristina Bove sarà una festa per il cuore e per la mente. Io la posso solo consigliare….vivamente!

- Giovanna Giordani - 






http://www.amazon.it/Fiori-fulmini-Cristina-Bove/dp/8876061630


  

giovedì 14 maggio 2015

L'UOMO CHE ANDO' (Cristina Bove)

Una fra le mie predilette, di stagione!



L'uomo che andò
lontano
nei silenzi
impietriti delle sfingi
a cercare il suo dio
    viene a posare
    stanco
    il suo domani
    nella casa di maggio

ci sono rose
ai cancelli e rose
alle ringhiere

     e chi aspetta
     chi torna
     muove l'ombra
     calante sui gradini

l'ombra che avanza
entrando
l'ombra che ne sta
uscendo

     si passano invisibili
confini

e le rose fioriscono
e appassiscono
nello stesso mattino...

- Cristina Bove -

venerdì 6 marzo 2015

DENTRO - Cristina Bove -







Dentro di me
racchiusa
beffeggiante
logica indiscutibile presenza
spenta donnetta affaccendata
che rivolta i suoi giorni
pagine logorate
il tossicchiare di un chioccio libro

                      Vorrebbe lei
                      decidere il mio dire
                      signora della scopa e dei fornelli
                      deridere i miei sogni
                      e i miei pensieri
                      nella sua stanca sera ramazzare
                      anche la mia giornata

Se ne vada a dormire!
Mi lasci sola in questa dimensione
di folli umori e sospirate stelle
di sogni raccattati nella notte
di versi sparsi e di memorie stinte
nel palpito del cuore che s’inventa

dalle remote origini il suo canto…

- Cristina Bove - 

domenica 28 luglio 2013

SORGENTE (Cristina Bove)






chiara di chiare nuvole piangenti

necessaria parola
per non morire rastremate foglie
e dissetare almeno gli occhi
di quell’amore
che inabissa e tace

chiara di_chiara luce sulla terra

stille di baci piccoli e rotondi
sugli argini di sponde temporali
talvolta ama nascondersi per gioco
in rivoli amnesie
l’anima solitaria della fonte.


- Cristina Bove -

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