Visualizzazione post con etichetta PIERA MARIA CHESSA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PIERA MARIA CHESSA. Mostra tutti i post

mercoledì 30 luglio 2025

Dal blog di PIERA MARIA CHESSA (I MULINI A VENTO)

 

Due bellissime poesie


Mi piacciono
le persone inattuali,
quelle capitate qui per caso,
quelle che non hanno paura
di parlare di Dio
e della morte,
che hanno
tristezze improvvise
ma sanno prendere
la gioia
da momenti qualsiasi.
Mi piacciono le persone
che hanno lotte antiche
negli occhi
e la pelle asciutta
e il cuore caldo
come panni al sole.

***

I gatti non sono
mai adirati,
restano miti,
badano alla loro vita
senza pretendere nulla
più di quel che hanno.
C’è amore
nella loro lontananza:
il loro silenzio
è una forma perfetta
di eleganza.

Franco Arminio

domenica 25 maggio 2025

AMO (Piera Maria Chessa)

 

Bella e condivisibile poesia 





Amo la montagna
aspra e spigolosa
amo la collina
dolce e confortante
amo la pianura
così verde e lineare
e amo il mare
tumultuoso, impetuoso
come alcuni momenti
della mia vita.


Amo te, o natura
nella tua complessità
e molteplicità
in tutte le tue forme
e le tue possibilità.
Tu, così semplice
e così complessa
come il mio animo
la parte più intima
del mio essere.


- Piera Maria Chessa -

lunedì 20 giugno 2022

LUNGO IL FIUME DELLA VITA

 


Questa nuova raccolta poetica di Giovanna Giordani nasce dopo diversi anni di apparente silenzio. Apparente perché l’autrice non ha mai smesso di dedicarsi alla poesia, anzi, ha scritto parecchio, e solo ultimamente ha deciso che era arrivato il momento di dare visibilità a questo suo nuovo lavoro.

La silloge comprende un certo numero di testi in versi liberi, e, nelle ultime pagine, alcuni haiku, brevi componimenti ai quali da tempo lei si dedica con altrettanta passione e bravura.

Sono diversi i temi trattati da Giovanna, ma quello che, secondo me, lei ritiene il principale, e che poi comprende in sé tutti gli altri, è il viaggio, il percorso che ognuno di noi compie nella sua esistenza, un po’ alla volta, giorno dopo giorno. Un cammino che può essere bello, ma indubbiamente anche faticoso.

Non è un caso che lei abbia voluto dare alla sua raccolta questo titolo: Lungo il fiume della vita. Il nostro continuo camminare e attraversare questo fiume, dunque, durante il quale possiamo incontrare terreni pianeggianti o ripide salite, ostacoli, dolori e delusioni, ma anche momenti e periodi belli ed emozionanti, come l’incontro di Giovanna con la poesia, la sua grande passione, e non certamente l’unica, essendo una donna dagli interessi molteplici. Lo scrivere anche in prosa, per esempio, leggere, ma anche dipingere e fare dei gradevolissimi lavori con materiali riciclabili, senza dimenticare l’amore per la musica classica.

Ma ritorniamo alla sua bella raccolta, il cui primo testo s’intitola appunto Cammino, che per Giovanna, come per tutti noi, credo significhi anche compiere un percorso mentale, cercando di andare sempre avanti. Dunque, migliorare come individui, sembra dirci la poetessa, persone che fanno parte di un’unica razza, quella umana, niente deve dividerci e allontanarci, per questo abbiamo il dovere di dare il nostro contributo affinché l’intera società possa migliorare e progredire.

In sintesi, dobbiamo rispettare ogni persona che incontriamo nel nostro percorso di vita. Ma non soltanto. Vivendo con la natura e a contatto con gli animali, dobbiamo avere per l’una e per gli altri lo stesso rispetto.

La natura ci nutre, ci disseta, ci dona tanta bellezza. Possiamo devastarla, ucciderla? Lei è la nostra grande casa, quella in cui, tutti insieme, abitiamo, e non rispettandola, facciamo danni irreversibili anche a noi stessi.

Ma non troviamo solo questo nelle poesie di Giovanna. Oltre ad un grande amore per il mondo naturale, è presente l’affetto e l’apprezzamento verso Papa Francesco, al quale riconosce coerenza e profonda sensibilità, vedendo in lui quella guida spirituale di cui oggi si ha ancora più bisogno. Un altro tema importante è la guerra, contro la quale scrive parole molto amare, ma anche la speranza, che scaturisce dal desiderio di una pace duratura per tutti i popoli, il Natale, con le sue suggestioni, i ricordi, sempre tenaci in ciascuno di noi, e ancora, l’affetto per la nostra Italia e per l’Europa, di cui ugualmente sente di fare parte.

E’ grande il cuore di Giovanna, ed è generoso e aperto agli altri, molte sue poesie lo evidenziano.

Voglio concludere dicendo che in questa interessante raccolta, benché conosca bene le difficoltà della vita, non manca mai, da parte sua, uno sguardo positivo ed equilibrato, capace di credere ancora nella forza della speranza, e nel desiderio di rinascita degli uomini.

 

-      Piera Maria Chessa –

 

 https://www.hoepli.it/libro/lungo-il-fiume-della-vita/9791220380416.html

venerdì 29 aprile 2022

RECENSIONI RICEVUTE

 

https://www.libreriauniversitaria.it/lungo-fiume-vita-giordani-giovanna/libro/9791220380416

-.-.-.-.-.-

Questa nuova raccolta poetica di Giovanna Giordani nasce dopo diversi anni di apparente silenzio. Apparente perché l'autrice non ha mai smesso di dedicarsi alla poesia, anzi, ha scritto parecchio, e solo ultimamente ha deciso che era arrivato il momento di dare visibilità a questo suo nuovo lavoro.

La silloge comprende un certo numero di testi in versi liberi, e, nelle ultime pagine, alcuni haiku, brevi componimenti ai quali da tempo lei si dedica con altrettanta passione e bravura.

Sono diversi i temi trattati da Giovanna, ma quello che, secondo me, lei ritiene il principale, e che poi comprende in sé tutti gli altri, è il viaggio, il percorso che ognuno di noi compie nella sua esistenza, un po' alla volta, giorno dopo giorno. Un cammino che può essere bello, ma indubbiamente anche faticoso.
Non è un caso che lei abbia voluto dare alla sua raccolta questo titolo: Lungo il fiume della vita. Il nostro continuo camminare e attraversare questo fiume, dunque, durante il quale possiamo incontrare terreni pianeggianti o ripide salite, ostacoli, dolori e delusioni, ma anche momenti e periodi belli ed emozionanti, come l'incontro di Giovanna con la poesia, la sua grande passione, e non certamente l'unica, essendo una donna dagli interessi molteplici. Lo scrivere anche in prosa, per esempio, leggere, ma anche dipingere e fare dei gradevolissimi lavori con materiali riciclabili, senza dimenticare l'amore per la musica classica.

Ma ritorniamo alla sua bella raccolta, il cui primo testo s'intitola appunto Cammino, che per Giovanna, come per tutti noi, credo significhi anche compiere un percorso mentale, cercando di andare sempre avanti. Dunque, migliorare come individui, sembra dirci la poetessa, persone che fanno parte di un'unica razza, quella umana, niente deve dividerci e allontanarci, per questo abbiamo il dovere di dare il nostro contributo affinché l'intera società possa migliorare e progredire.
In sintesi, dobbiamo rispettare ogni persona che incontriamo nel nostro percorso di vita. Ma non soltanto. Vivendo con la natura e a contatto con gli animali, dobbiamo avere per l'una e per gli altri lo stesso rispetto.
La natura ci nutre, ci disseta, ci dona tanta bellezza. Possiamo devastarla, ucciderla? Lei è la nostra grande casa, quella in cui, tutti insieme, abitiamo, e non rispettandola, facciamo danni irreversibili anche a noi stessi.

Ma non troviamo solo questo nelle poesie di Giovanna. Oltre ad un grande amore per il mondo naturale, è presente l'affetto e l'apprezzamento verso Papa Francesco, al quale riconosce coerenza e profonda sensibilità, vedendo in lui quella guida spirituale di cui oggi si ha ancora più bisogno. Un altro tema importante è la guerra, contro la quale scrive parole molto amare, ma anche la speranza, che scaturisce dal desiderio di una pace duratura per tutti i popoli, il Natale, con le sue suggestioni, i ricordi, sempre tenaci in ciascuno di noi, e ancora, l'affetto per la nostra Italia e per l'Europa, di cui ugualmente sente di fare parte.
E' grande il cuore di Giovanna, ed è generoso e aperto agli altri, molte sue poesie lo evidenziano.
Voglio concludere dicendo che in questa interessante raccolta, benché conosca bene le difficoltà della vita, non manca mai, da parte sua, uno sguardo positivo ed equilibrato, capace di credere ancora nella forza della speranza, e nel desiderio di rinascita degli uomini.


- Piera Maria Chessa - 

sabato 26 febbraio 2022

POVERA TERRA (Piera Maria Chessa)

Un altro giorno terribile
per l’Ucraina: bombe, fuoco,
macerie e pianto.
Già troppi i morti ed i feriti
mentre le notti insonni
rendono ogni cosa
più precaria e spaventosa.
L’incertezza e l’angoscia
avvolgono tutto e tutti
e la pace sembra ormai
fuggita altrove
agli occhi disperati
di chi pensava
di poter sempre vivere
in uno Paese libero.

Che ne sarà ora
dei ragazzi, degli adulti,
dei bambini, dei vecchi?
Giovani che s’improvvisano
soldati con brevi corsi
accelerati,
adulti richiamati in difesa
della propria terra,
donne decise anch’esse
ad impugnare le armi,
bambini e vecchi
che guardano sbigottiti
e spaventati le macerie
intorno a loro,
le case abbattute,
le cose più care violate.

Povero popolo ucraino,
povera terra abbandonata
e diventata luogo di conquista
per il sogno inquietante
di un solo uomo
convinto di poter tenere,
come fossero giocattoli,
ogni cosa e ogni persona
nelle sue mani lunghe,
dispotiche e rapaci.

Piera M. Chessa

martedì 7 dicembre 2021

EPPURE IL NATALE E' VICINO (Piera Maria Chessa)

Grazie, Piera!

(foto da web)

Si avvicina il Natale,
possiamo noi guardarci
senza provare dolore
nel vedere le fotografie
di adulti e bambini al confine
tra due Paesi stranieri,
in balìa della sete e la fame
mentre affrontano la paura
di un rigido inverno
in un luogo inospitale?

Tutti tacciono, nessuno vede,
ma osservano e parlano
gli occhi spaventati dei bambini,
parla il loro pianto.
Chiedono acqua, cibo, coperte,
e poi il dono più grande:
un luogo accogliente e sicuro.

Solo il filo spinato intorno a loro,
nessuna comprensione,
lo spesso muro dell’indifferenza,
lo sguardo lontano e crudele
di chi non vuole sapere.

Eppure, il Natale è vicino.
Mi piace immaginare
quel giorno lontano
in cui nacque un bambino
in una capanna scaldata soltanto
dal fiato di un asino e un bue.

Piera M. Chessa

venerdì 8 novembre 2019

LILIANA SEGRE - (Piera Maria Chessa)


Non potendo commentare sul blog di Piera Maria Chessa riporto qui da me queste sue bellissime riflessioni che condivido pienamente.
Dopo quanto accaduto nei confronti di Liliana Segre in questi giorni, non so come alcuni nostri cittadini possano dirsi orgogliosi di essere italiani. 
Mi unisco alle persone che si adoperano per dimostrare, a questa encomiabile Signora , solidarietà, ammirazione e gratitudine per quanto fa e ha fatto al fine di evitare il ripetersi dei noti indicibili orrori accaduti nel secolo scorso anche nella nostra Italia...


Liliana Segre: alcune riflessioni



download
foto da web
Sono giorni indimenticabili questi che stiamo vivendo, giorni che non avremmo voluto vivere, almeno una parte di noi, perché lasciano addosso un’amarezza che avvolge come se fosse una colla resistente, e della quale è difficile liberarsi.
Non è una novità per nessuno quella che è stata la vita di Liliana Segre, un’esistenza durissima fin da quando era bambina, sopravvissuta poi all’inferno di Auschwitz. Non voglio certamente tracciare una sua biografia, solo soffermarmi su alcuni particolari della sua vita.
Per esempio, si parla sì, ma poi non così tanto, di quel ricordo indistruttibile, non solo a livello mentale ma anche fisico, che è un numero, costituito da più cifre, che Liliana Segre porta con sè, su un braccio, da quando non aveva ancora quattordici anni, questo numero è 75190.
Se solo provassimo a immaginare di vivere noi stessi quella sua esperienza, rinchiusa a tredici anni, un anno e mezzo di campo di concentramento, l’aver visto il padre morire dopo pochi mesi… Una ragazzina di quattordici anni e mezzo che ritrova la sua libertà, che prova a condurre una vita “normale”, cresce, forma una famiglia, tutto ciò che di solito fa parte della vita di ognuno di noi.
I ricordi però non si possono cancellare, e neppure gli incubi, e quel numero portato fino ad oggi per decine di anni penso che abbia impedito a Liliana Segre di sentirsi, come tutti noi, una persona “normale”, perché la sua vita non può che essere considerata straordinaria, non normale.
Per anni lei non ha parlato della sua esperienza, neppure i suoi per diverso tempo ne sono venuti a conoscenza nella sua interezza, poi ha deciso che era giusto parlarne, raccontare la sofferenza patita nel campo, la crudeltà di cui i suoi occhi sono stati testimoni; erano, non dimentichiamolo, occhi da bambina, eppure è riuscita ad andare oltre.
E noi, una parte di noi, che facciamo? Da dove nasce oggi quest’odio verso una donna avanti negli anni, pacata nei comportamenti e nel linguaggio, che cosa può disturbare in lei? Lei che non conosce l’odio, eppure ne avrebbe motivo, che si meraviglia nel vedere che non tutti, al momento del voto, abbiano votato concordi contro ogni forma di razzismo e discriminazione, che non si spiega il perché dei tanti insulti che quotidianamente le arrivano.
Ora avrà una scorta, perdendo un pezzo considerevole della sua libertà. Perché sì, si sentirà più sicura, ma la libertà, la vera libertà, non ha prezzo.
Io trovo che sia profondamente ingiusto ciò che sta succedendo in questi giorni, ingiusto e vergognoso. Diverse persone vorrebbero chiedere scusa a quest’anziana signora che ha veramente dato tanto, andando nelle scuole, incontrandosi con i giovani, costringendo se stessa a ricordare ogni volta quello che ognuno di noi vorrebbe solo dimenticare. Lei lo fa perché sente che è giusto farlo, la morale, quella autentica che dovrebbe guidarci nella nostra vita tutti i giorni, quella legge morale lei l’ascolta. Eppure in molti non le riconoscono neppure questo, ritenendo che ci sia ben altro dietro le sue scelte.
Oggi, in questo nostro Paese allo sbando, sembra veramente difficile capire che certe strade si  possa decidere di percorrerle senza nessun secondo fine.
P.M.C.

domenica 3 novembre 2019

RICORDANDO ALDA MERINI (Piera Maria Chessa)






Oggi mi piace pubblicare questa bellissima dedica

Ricordando Alda Merini

Mettendo in ordine diversi testi scritti qualche tempo fa, ne ho trovato alcuni che non ricordavo proprio, tra questi uno dedicato ad Alda Merini, scritto subito dopo la sua morte.
Desidero riproporlo oggi, così, semplicemente, per ricordarla, per ricordare con affetto una grande poetessa, ma anche una donna che da una sofferenza profonda ha saputo e voluto trarre ispirazione per i suoi versi così veri, autentici come lei, che nella sua vita lo è sempre stata.
Alda
Ti immagino qui, accanto a me,
la sigaretta tra le labbra,
lo sguardo diretto di chi non ha timore
perché conosce bene i morsi del dolore.
Mi guardi, non sai che ti conosco,
che ho letto molte volte i tuoi pensieri
e a lungo ho riflettuto sulla vita
di chi del pozzo ha conosciuto il fondo.
Ti vedo camminare lentamente
tra i tanti fogli bianchi che hai riempito,
tra mozziconi brevi a terra andati,
gettati lì dalla tua noncuranza.
Tu non ami parlare del passato,
di tutto ciò che a lungo ti ha ferito.
In fondo a cosa serve raccontarlo
a chi non conosce affatto quel dolore
profondo e insopportabile del cuore
e della mente, e cerca di capire?
Io ti saluto, Alda, e ti rimpiango,
difficile scordare il tuo sorriso
a volte dolce a volte un po’ beffardo,
le tue movenze morbide e un po’ lente,
il tuo indagare lucidamente il mondo.
P.M.C.

sabato 21 aprile 2018

AL LAGO DI CEI (Piera Maria Chessa)





Con grande gioia ed emozione pubblico questa poesia dedicatami da una sensibile poetessa ricca di umanità e bellezza d’animo.
La poesia ci ha fatte incontrare sul web e poi le strade della vita ci hanno permesso di conoscerci personalmente.
GRAZIE, Piera, sei una delle belle sorprese che, per fortuna, a volte la vita ci riserva.
Bacio

Gio 


Dedico questo testo a Giovanna Giordani, a lei mi lega una sincera e profonda amicizia ma anche la comune passione per la scrittura. Grazie di tutto, Gio.

E’ stato bello
trascorrere insieme
quei momenti sereni
passeggiando lungo le sponde
del lago di Cei, amica mia.
La natura ci donava
una giornata speciale
tanto tepore ed un cielo terso
sopra le nostre teste.
E il lago al nostro fianco
ci regalava i suoi colori più belli
i riflessi degli alberi nell’acqua
i salti degli uccelli.
E noi insieme a parlare
a raccontarci esperienze
ed emozioni
ad assaporare
tutto quel verde intorno
derubando con la mente
e con il cuore
la natura a piene mani.
Piera M. Chessa

sabato 25 febbraio 2017

OLTRE IL SILENZIO (Piera Maria Chessa)







Il silenzio non è silenzio,
è trama di cose non dette,
di tessuto non finito.
Pensieri rimasti
nella mente o nel cuore,
mai diventati parole.
E’ ricco di sguardi,
di labbra serrate
ma colmo di ogni sentire,
di amore, rancore,
accoglienza o distanza.
E’ un gesto di affetto
o un “ti voglio bene”
non detto,
è complicità o lontananza,
calore, comprensione
oppure indifferenza.
Il silenzio
è la nostra umanità
che si nasconde,
a noi stessi per primi
e poi agli altri.

- Piera Maria Chessa - 

domenica 9 agosto 2015

UN ORDINATO GROVIGLIO (Piera Maria Chessa)





Mentre mi accingo a fissare sulla carta le mie impressioni e riflessioni riguardo alla lettura della silloge poetica di Piera Maria Chessa UN ORDINATO GROVIGLIO,  mi accorgo che non saprò mai dire di più e meglio di quanto hanno scritto così efficacemente le autrici della prefazione e postfazione del libro.
Mi limiterò quindi a riportare le pure sensazioni che la lettura delle poesie di Piera ha suscitato in me.
La silloge è ordinata in sezioni riguardanti i vari argomenti scelti dall’autrice e… qui il groviglio inizia pian pianino a districarsi.
S’intitola Mattino il testo che apre la raccolta, nella sezione Nei silenzi della casa e già i primi versi mi trasmettono una serenità e predisposizione d’animo all’ascolto [... ]apro la porta ed esco adagio / subito avvolta dalla luce del sole. Il linguaggio è semplice e scorrevole, ma ricco di significati profondi che si apre a molteplici interpretazioni. In questa descrizione della nascita di un nuovo giorno,  ad esempio, io leggo un inno alla vita, attraverso l’abbraccio rassicurante del sole, che trasmette speranza e fiducia; il sole ritorna, dopo il buio (le sofferenze, gli affanni) e la poetessa lo accoglie come un buon padre che rassicura e “consola” invitando a proseguire con coraggio il cammino.
Ma è Dentro il silenzio che l’autrice ricerca il senso, la risposta […] Scelta del silenzio / dentro il quale ritrovarmi e scoprire / una ragione plausibile del nostro vivere.
L’animo della poetessa è già qui tutto rivelato e non si smentirà nelle poesie successive. L’attenzione verso ciò che la circonda, siano esse persone, animali o spettacoli della natura la spinge a tradurre tutto questo in poesia affinchèsentimenti, emozioni e riflessioni non si disperdano nel nulla. Così si materializza agli occhi del lettore il “quadretto” che la poetessa osserva Dalla finestra: Nel parco sotto casa / una coppia di anziani / è seduta su una panca / la mano del vecchio / è poggiata sul bastone. // Il sole sopra di loro / intorno il verde delle aiuole // Parlano piano, indicano qualcosa / un sorriso appena accennato, una carezza: / attimi brevi di complicità.
Il cadere delle foglie ha spesso ispirato i poeti e così anche Piera ne coglie la metafora del trascorrere del tempo in cuiCome foglie […] gli anni si allontanano lenti / dalle nostre vite / e giacciono a terra privi di linfa / già distanti da noi / ad uno ad uno. Ma nell’osservazione del tempo che trascina le nostre vite non ravviso vera e propria tristezza bensì una consapevolezza appena velata di malinconia, un fatale affidamento al destino riservato a tutti noi,  in simbiosi con quanto succede alle foglie e ad altre forme vitali che ci vivono accanto . 
Così anche il tema della morte diventa “leggero” se affrontato prendendo spunto da un ricordo innocente, che ispira molta tenerezza, nella dedica alla sua tata Paola: […] - Morirò oggi? – chiedevo piano / per un piccolo taglio sulla mano / - non c’è tempo stasera – mi rispondevi tu / cara tata scherzosa / amica adulta di quegli anni lontani […]
Per le strade è la seconda sezione dove l’autrice descrive impressioni ed emozioni suscitate in lei da luoghi particolarmente affascinanti come Mont Saint Michel o Firenze; e visto che lei abita in Sardegna possiamo anche leggere la dedica a uno dei più attraenti simboli dell’isola e cioè Il nuraghe: […] Poco distante il millenario nuraghe domina l’altopiano / il vento è freddo / e strapazza impietoso / le ombre rare dei passanti / che percorrono il sentiero. //[…] tutto parla nel silenzio / e porta l’eco di un tempo remoto / ancora vivo nella memoria.
Leggendo le poesie di Piera sembra di essere lì accanto a lei che ci fa partecipi delle sue riflessioni profonde nell’osservare l’abilità dell’uomo nel costruire, inventare, produrre arte ed opere che resistono al tempo e continuano a stupire e ad affascinare le generazioni nel loro susseguirsi. Così come nel ricordo di Firenze: Firenze la ricordo /dall’alto dei colli di Fiesole / sentivo di possederla / mi sentivo posseduta / in quel groviglio ordinato / di case e viali […] .  Da questi versi, dunque, il titolo. Indovinato direi. Che cosa c’è di più aggrovigliato della vita? E chi non cerca di dare un ordine a questo groviglio? Un modo assai sublime credo possa essere quello della poesia che si avvale della magia della parola per “mettere in ordine” emozioni e pensieri.
La sezione Ritratti è dedicata a persone care di cui l’autrice fissa nelle parole attimi di vita come in una fotografiaaffinchè rimangano per sempre nel ricordo.
Degne di ammirazione sono poi le poesie della sezione Prigioniero in cui Piera, con estrema delicatezza, entra nel mondo angusto e difficile della reclusione in cui le persone possono trovare piccole gioie in gesti altrettanto piccoli ma grandi nel loro potere “consolatorio” come nella poesia Il passero: […] Nessuna fatica per te adattare / la tua piccola vita alla mia di recluso / una piccola gioia per me regalarti / un pezzetto di pane.
Nella sezione La certezza del dolore percepisco la poetessa quasi visivamente nel voler accarezzare e consolare coloro che portano in sé una sofferenza che lei intuisce dagli sguardi o dagli atteggiamenti, come nella poesia I tuoi occhi neri  : Lacrime amare / sul tuo viso minuto / uno sguardo smarrito / i tuoi occhi neri / mi colpiscono al cuore […] ; oppure in Richiesta : L’auto è in sosta / una donna straniera tende / la sua mano […]
L’ultima sezione s’intitola Il quaderno delle assenze e raccoglie i ricordi che la scrittrice dedica alle persone care che hanno compiuto l’ultimo viaggio. Qui si trova una poesia che mi ha colpito in modo particolare e che riporto integralmente perché la poetessa, con il suo stile rispettoso e garbato, denuncia un certo tipo di realtà che a volte si può riscontrare in taluni ambienti ospedalieri:

Umanità dolente

Corsie d’ospedale:
uno sguardo discreto dentro le sale
attraverso porte troppo aperte.

La solitudine è evidente
sui tanti visi rassegnati.
Gli occhi incerti, talvolta lontani
in attesa di una visita, una parola
un po’ di compagnia.

Lungo corridoi senza fine
camminano camici informi:
insensibili ombre bianche
indifferenti ad un’umanità dolente
che in silenzio chiede dignità.

La raccolta termina con la poesia dedicata alla madre dettata da parole di tenerezza e d’affetto che solo un grande amore filiale riesce a trovare: […] I momenti che abbiamo condiviso / impegnano la mia mente / inteneriscono l’animo// Non ci sei / ma il tuo ricordo mi accompagna / anticipa i passi / preparando la via sulla quale cammino.
Che altro dire di queste poesie? Dico solo che mi hanno conquistata, perché ho sentito vibrare nei loro versi un’anima generosa, attenta e sensibile verso gli esseri più fragili incontrati sul sentiero della sua esistenza, un’anima che ama e vuole cantare la vita in tutte le sue sfumature, pur essendo amareggiata dalle ingiustizie e dalla sofferenza che troppo spesso l’accompagnano.
Lo stile è colloquiale, ma non mancano rime ed assonanze che conferiscono ai versi una armoniosa fluidità. Chi legge entra subito in sintonia col messaggio che la poetessa desidera trasmettere e la lettura risulta quindi agevole e piacevole.
A conclusione di queste mie impressioni, dunque, posso tranquillamente affermare che questa silloge mi ha lasciato nell’animo una sensazione di limpida bellezza e vi ho trovato con piacere, citando Lamarque, la più squisita “intelligenza del cuore”.

Giovanna Giordani



Edizioni Il Filo - Pagg. 77 – ISBN 9788861858190  

sabato 23 maggio 2015

AUTORI VARI - CONTRO LA GUERRA





Monumento ai caduti
Al mio paese, vicino alla piazza,
ma non in mezzo
perché il ricordo potrebbe rattristare,
ci sta un bronzeo monumento ai caduti
un fante impetuoso all'attacco
nell'atto di lanciare una granata.
Quando il comune intese farlo
pensava anche di mettere con lapide
i nomi dei caduti di due guerre
ma così il conto lievitava
e i fondi eran già pochini
tanto che salomonicamente si risolse
con una dedica di un sol rigo:
ai caduti del paese in tutte le guerre.
Saggia decisione per non dover
tornare in argomento
semmai due guerre non fossero bastate
a ferire profondamente il mio paese,
ma avrei preferito ci fosse scritto solo
Ai caduti d'ogni guerra
ai nostri, a quelli dell'Italia
e di ogni altra nazione, anche nemica,
con sotto una piccola postilla:
"monito affinché altre non vi siano".
E' certo poca cosa per scongiurare
sanguinosi e tragici conflitti
ma lo farei leggere ai bambini delle scuole
spiegando loro che in guerra
non c'è onore, ma solo orrore
che tanti ne son morti
al suono di fanfare
e che quella corona che il IV novembre
lì si depone per ricordare una guerra vinta
è frutto di retorica abitudine
un insulto alla memoria
di giovani immolati sul campo di battaglia
che solo chiedevano di vivere
mentre a loro fu invece imposto di morire.
- Renzo Montagnoli - 




Se viene la guerra
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Ma di nuovo gli usati treni
porteranno i giovani soldati
lontano a morire dalle madri.
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Sarò traditore
della vana patria.
Mi farò fucilare
come disertore.
Mia nonna da ragazzino
mi raccontava:
"Tu non eri ancora nato. Tua madre
ti aspettava. Io già pensavo
dentro il rifugio osceno
ma caldo di tanti corpi, gli uni
agli altri stretti, come tanti
apparenti fratelli, alle favole
che avrebbero portato il sonno
a te, che, Dio non voglia!,
non veda più guerre".

- Dario Bellezza -
(1944 - 1996)




La guerra che verrà
La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
C’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
Faceva la fame. Fra i vincitori
Faceva la fame la povera gente egualmente.

- Bertolt Brecht -



Un nome

C’è una tomba
in Slovenia,
custodisce le spoglie
di un ragazzo straniero.
Poco più di vent’anni,
due occhi grandi
spalancati sul mare.
Un agguato
in un casolare lontano,
soldati vestiti di nero
han deciso per lui
imbracciando un fucile.
Il suo nome
era Pietro Maria,
mi ha lasciato il dono
di portarne uno uguale.
Era solo un ragazzo,
mio zio,
fratello di Nina,
mia madre.
P.M.C. (Piera Maria Chessa)

sabato 7 marzo 2015

FEMMINE (Piera Maria Chessa)





Guardi gli occhi castani della cagna,
teneri e vibranti
e trovi i tuoi nascosti nei suoi,
l'amarezza, il sapore sgradevole
della delusione, del distacco.

Scopri nel suo sguardo intenso, quasi umano
la capcità di donare senza chiedere,
la discrezione nell'appartarsi
per un bisogno di solitudine.

Cagna e donna, fragili e forti,
dotate di una tenacia femminile inesauribile
di una sensibilità sconosciuta ai tanti
incapaci di vedere oltre quel che è palese.

- Piera Maria Chessa -

sabato 14 giugno 2014

STORIE (Piera Maria Chessa)

I  ricordi sereni dell'infanzia ci accompagnano lungo tutta la vita e quando affiorano alla mente la nostalgia diventa armonia. Lo esprime bene la poetessa: 

Favole lontane ritornano alla mente
nell'ora in cui il giorno diventa sera.
Il calore del fuoco acceso nel camino
piccole sedie intorno, impagliate
consumate dal tempo.

Giovani madri dagli occhi stanchi
leggono o raccontano fiabe senza fine
miti dimenticati
usanze velate da un apparente oblio.

Storie del passato vive nel presente
ritrovate nei desideri, nei sogni
nei ricordi di un'età felice.

- Piera Maria Chessa -
(dalla sua silloge Un ordinato groviglio)


martedì 1 aprile 2014

DUETTO (Piera e Giovanna)

Quando ho letto questa poesia di Piera Maria Chessa non ho potuto non riandare con la mente ad una mia di tempo fa, una specie di affinità elettive, insomma!!




Il merlo

Mi osserva dall’alto
del suo ramo insicuro,
il ramo più corto
di un albero spoglio.
Un incrocio di sguardi:
il suo, diffidente,
il mio, incuriosito.
La sua coda trema
leggera,
il suo becco giallo
si apre inquieto.
L’unica goccia di sole
sui rami ancora nudi
di una primavera tardiva.
- Piera Maria Chessa -

LA MERAVIGLIA

La meraviglia

mi apparve all'improvviso

in una merla

mentre serrava in becco

un carico pesante di pagliuzze

cercando attentamente

in un cespuglio

un luogo adatto

per il suo futuro...


- Giovanna Giordani - 








venerdì 7 marzo 2014

A BEN PENSARCI (Piera Maria Chessa)

Quanto mai vera questa bella poesia di Piera Maria Chessa




Ripercorri stasera
parecchi degli anni trascorsi
in questo tempo in cui la vecchiaia
ti sembra più vicina.
Ricordi bene i momenti importanti,
ambienti e luoghi non dimenticati,
strade percorse tra giochi e sorrisi
di bimbi ignari di ogni sofferenza.
Rivisiti parenti e cari amici
col veloce mezzo della tua memoria,
ne accogli ancora gli sguardi e le parole
saldati a fondo dentro la tua mente.
Spesso, quando gli anni da riempire
sono inferiori di tanto a quelli già vissuti,
si pensa a quel momento misterioso
che interrompe il nostro camminare.
Eppure, a ben pensarci è naturale
che questo avvenga a un certo punto della vita,
ma non ci basta mai quel che si è avuto
e vorremmo ancora e ancora proseguire…
- Piera Maria Chessa - 

sabato 19 ottobre 2013

RITORNO (Piera Maria Chessa)


Bello questo autunno rasserenante!



L’autunno è ritornato
col suo tiepido sole
la sua aria più fresca
i marciapiedi bagnati
di pioggia leggera.
E’ ritornato
tenendo per mano
una dolce malinconia
che non fa male
e tiene compagnia.

E’ presente nelle foglie
sparse per terra
negli alberi
che gocciolano piano
nei colori che accendono
strade e giardini
di rosso, verde e giallo.

Apprezzo l’autunno
così privo di eccessi
moderato e discreto
in piena sintonia
col tempo che veloce
corre via.

- Piera Maria Chessa -

Post in evidenza

QUANDO

https://secure.avaaz.org/it/petition/VORREI_CHE_IL_DIRITTO_INTERNAZIONALE_SI_ATTIVASSE_AFFINCHE_CESSI_OGNI_GUERRA_NEL_MONDO/?pv=6 Qua...