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martedì 6 gennaio 2026

IL CROCIFISSO

 


Oltre 30 anni fa Natalia Ginzburg, ebrea atea, scrisse per L’Unità un articolo sul crocefisso che merita, oggi, di essere riletto. 

“Il crocifisso non genera nessuna discriminazione.

 Tace.

 È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo.

 Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo smettere di dire così?

 Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. 

Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo. 

Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini. Gesù Cristo ha portato la croce. 

A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Il crocifisso fa parte della storia del mondo”.

 Pubblicato su L’Unità del 22 marzo 1988

(From X)

giovedì 7 agosto 2025

NONNA, COME SI AFFRONTA IL DOLORE?

 


— Nonna, come si affronta il dolore? — Con le mani, mia cara. Se lo fai con la mente, il dolore invece di attenuarsi, si indurisce ancora di più... — Con le mani, nonna? — Sì... Le nostre mani sono le antenne della nostra anima. Se le fai muovere... Cucendo, Cucinando, Dipigendo, Tessendo, Toccando, O affondandole nella terra, mandano segnali d'amore alla parte più profonda di te... E la tua anima si calma, Perché le stai prestando attenzione... Così non ha più bisogno di inviarti dolore per farsi notare. Muovi le tue mani, mia cara. Inizia a creare con loro, e Tutto dentro di te si muoverà... Il dolore non sparirà, Ma si trasformerà nella tua più grande opera d'arte... E non farà più male! Perché avrai imparato a ricamare la sua essenza... –

 Elena Barnabe' tratto dal libro "Nonna"

mercoledì 30 luglio 2025

Dal blog di PIERA MARIA CHESSA (I MULINI A VENTO)

 

Due bellissime poesie


Mi piacciono
le persone inattuali,
quelle capitate qui per caso,
quelle che non hanno paura
di parlare di Dio
e della morte,
che hanno
tristezze improvvise
ma sanno prendere
la gioia
da momenti qualsiasi.
Mi piacciono le persone
che hanno lotte antiche
negli occhi
e la pelle asciutta
e il cuore caldo
come panni al sole.

***

I gatti non sono
mai adirati,
restano miti,
badano alla loro vita
senza pretendere nulla
più di quel che hanno.
C’è amore
nella loro lontananza:
il loro silenzio
è una forma perfetta
di eleganza.

Franco Arminio

sabato 29 marzo 2025

PROBABILMENTE HA RAGIONE

 


(da “Guerra e pace” di Leone Tolstoj)

<…Ma la cosa più importante – Pierre insisteva – è che io, ecco, so, so in modo certo, che fare del bene è l’unica certa felicità della vita. >

...


venerdì 30 agosto 2024

CUORI DI PIETRA

 

RIMARRANNO SOLO CUORI DI PIETRA SU QUESTA

 "AIUOLA CHE CI FA TANTO FEROCI"  ?



Giovanna Giordani


lunedì 28 marzo 2022

DEDICATO AL POPOLO UCRAINO E A TUTTI I POPOLI PRIVATI DELLA LIBERTA'





Tutto cangia, il ciel s'abbella

l'aria è pura, il dì raggiante

la natura è lieta anch'ella

Può allo sguardo un solo istante

or nuovo il mondo rivelare!

E in ogni cor pel santo evento

alzi un grido al ciel tonante:

Di tuo regno fia l'avvento

sulla terra libertà

o libertà.



domenica 6 marzo 2022

NON CHIAMATELO ZAR


Non chiamatelo zar, gli zar non ci sono più, hanno lasciato il posto ai dittatori sanguinari  che uccidono anche il loro popolo


Dal discorso all’umanità tratto dal film "Il grande dittatore"

 

SOLDATI

NON CEDETE A DEI BRUTI

UOMINI CHE VI DISPREZZANO

E VI SFRUTTANO

CHE VI DICONO COME VIVERE

COSA FARE

COSA DIRE

COSA PENSARE

CHE VI IRREGGIMENTANO

VI CONDIZIONANO

VI TRATTANO COME BESTIE

NON VI CONSEGNATE A QUESTA GENTE SENZA UN’ANIMA

UOMINI MACCHINA

CON MACCHINE AL POSTO DEL CERVELLO E DEL CUORE

VOI NON SIETE MACCHINE

VOI NON SIETE BESTIE

SIETE

UOMINI

lunedì 24 gennaio 2022

PER NON DIMENTICARE

 

Se si ammettono

le parole dell’odio

nel contesto pubblico

Se si accoglie

lo hate speech

nella ritualità

del quotidiano

si legittimano

rapporti imbarbariti

 

Io l’odio l'ho visto

 

L’ho sofferto

 

E so dove può portare

 

-         LILIANA SEGRE -


.-.-..-

Liliana Segre, come si sa, è un'italiana, ebrea, vittima delle nefande leggi razziali emanate dal nostro ex capo di Stato Benito Mussolini. A seguito di queste leggi a 13 anni, è stata deportata ad Auschwitz. Dei 776 bambini italiani deportati sotto i 14 anni ne sono sopravvissuti 25 fra cui lei stessa.
La sua storia si può leggere in internet. 
Oggi è meritatamente senatrice della Repubblica italiana.

.--.-.-

VIVA L'EUROPA UNITA, LA DEMOCRAZIA E LA PACE

.-..--

domenica 3 ottobre 2021

IL CORAGGIO DI OBBEDIRE ALLA PROPRIA COSCIENZA

 


«Se nessuno avrà mai il coraggio di contrastare il nazionalsocialismo, questo sistema non crollerà mai!». È il 4 ottobre del 1944 e la giovane recluta delle SS, il sudtirolese Josef Mayr-Nusser, ha appena gridato la sua obiezione di coscienza di cristiano alla dittatura: «Signor maresciallo maggiore, io non posso giurare a Hitler». I compagni tentano di convincerlo a tornare sui suoi passi e a salvarsi la vita. Niente da fare: «Intorno a noi c'è il buio - aveva scritto già alla metà degli anni Trenta -, il buio della miscredenza, dell'indifferenza, del disprezzo e della persecuzione. Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma efficace». Il padre di famiglia e presidente della sezione giovanile dell'Azione cattolica di Bolzano viene arrestato, e nel febbraio del '45 sarà condannato a morte e avviato a Dachau. Ma non ci arriverà mai. Il treno della morte è costretto a stazionare a Erlangen a causa di un bombardamento alleato. Josef, stremato per le privazioni e per un edema polmonare, il 24 febbraio 1945 muore sul carro bestiame con in mano il vangelo e il messale.

Un libro bellissimo ma, ancor più, necessario. Un libro da proporre nelle scuole medie e in quelle superiori a ragazzi che sono stufi di lezioni «buonistiche» non sostenute da testimonianze coraggiose (dalla premessa di Ettore Masina). Con contributi di Albert Mayr, Ettore Masina, Paolo Bill Valente Scheda storica del Sudtirolo a cura di Leopold Stuerer.


Per approfondire:

R. Iblacker, Non giuro a questo Führer. Un testimone della libertà e del pensiero e vittima del nazismo, Bolzano-Innsbruck, Sono edizione, 1990
A. Langer, Josef Mayr-Nusser: martire sudtirolese. Dovete essermi testimone fino alla fine del mondo in Il viaggiatore leggero. Scritti 1961-1995, Palermo, Sellerio, 1996
Josef Mayr-Nusser. Discorsi, articoli e lettere di un martire del nostro tempo-Vortäge, beiträge, briefe eine Märtyrers unserer Tage, a cura di Josef Innerhofer, Bressanone, Weger, 2010



lunedì 4 gennaio 2021

AGITU: ERI AFRICA E SOLE

 TUTTO IL TRENTINO ALTO ADIGE TI PIANGE, AGITU, E NON SOLO.

Lucia Coppola ha trovato le parole che cercano di esprimere il grande dolore che tutti noi proviamo per la tua morte "brutale". 




La valle si tinge di viola nella sera che incombe.

Il suo respiro di nebbia e di nuvole basse si mescola al tuo.

Affannato, impaurito e poi sempre più lieve.

E diventi di neve.

Il  tuo cuore di ghiaccio.

Più non pulsa l'amore nel tuo corpo leggero e potente, 

sono ferme le mani sapienti.

Sono spenti i colori.

Ed è sera.

E silenzio.

Resta solo un sorriso sospeso sul tuo volto di cera.

Una lacrima che ha chiesto pietà e compassione.

Eri Africa e sole. Coraggio e cultura.

E lavoro e fatica.

Eri gioia e bellezza. Energia.

Saggezza antica. Riscatto.

Donna libera.

Ora tace la valle ammantata di neve.

Piange il cielo.

Si chiudono i monti.

Resta un volo di falco che plana.

Il gorgoglio di una fonte.

La purezza del tuo sogno interrotto.

Il brutale distacco.

E tristezza.

Una vita rubata, spezzata.

La tua, dolce Agitu.

Ma sul pianto del mondo 

ora aleggia il tuo spirito indomito,

la tua anima sottile ora e sempre è natura.

Compassione. Coraggio. Sorriso.

Ora è terra che dorme e riposa

custodendo i suoi frutti.

Ora è alito caldo di capre felici.

Tu rimani.

Regina per sempre nella valle e del cielo d'inverno.

Nel rimpianto di un giorno che non trova la luce.

A noi il pianto e il ricordo.

A noi tutti il tuo sogno di pace.


- Lucia Coppola -



mercoledì 25 marzo 2020

DANTEDI' - giorno di Dante


Riporto gli ultimi versi della Divina Commedia
perché ogni volta che li leggo mi commuovo...



……….
A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva ‘l mio disio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,                                    144

l’amor che move il sole e l’altre stelle.      

******************************************

Anche questo invisibile virus, subdolo e nefasto nemico che ha sconvolto le nostre vite, verrà sconfitto con la  potente  forza dell'Amore che l'uomo, purtroppo, nella sua storia, non sempre ha saputo o voluto  utilizzare. 


domenica 27 gennaio 2019

Perchè Caino uccidi tuo fratello?


Dal libro di Susanna Tamaro "Più fuoco, più vento"


...
Per resistere agli urti e agli sbalzi, il bene deve avere le sue radici in alto, in un mondo che ci trascende e che, con la sua soprannaturalità, illumina l'oscurità del nostro. 
Solo allora, forse, è possibile passare dal ruolo di spettatori a quello di testimoni della speranza.
Penso ad esempio a Josef Mayr-Nusser, il giovane padre di famiglia altoatesino che preferì essere giustiziato piuttosto che giurare fedeltà a Hitler e ai tanti altri come lui che, nelle pieghe silenziose della storia, con serenità e fermezza, si sono opposti al dilagare della barbarie assassina.

mercoledì 19 dicembre 2018

UNA NUOVA STELLA

Risultati immagini per ANTONIO MEGALIZZI




Ad Antonio Megalizzi 
Ennesima vittima della vile violenza terroristica


Una nuova stella
risplende nel cielo
e con amore guarda l'Europa
assieme a tutta l'umanità
che ama la pace
e la fraternità

Antonio!

Il suo bellissimo esempio di vita
sarà seguito dai tanti
giovani e meno giovani
che desiderano rendere
più bello e vivibile
questo martoriato pianeta.

- Giovanna Giordani


venerdì 23 novembre 2018

SEI BELLA (Alda Merini)





Sei bella.
E non per quel filo di trucco.
Sei bella per quanta vita ti è passata addosso
per i sogni che hai dentro
e che non conosco.
Bella per tutte le volte che toccava a te
ma avanti il prossimo.
Per le parole spese invano
e per quelle cercate lontano.
Per ogni lacrima scesa
e per quelle nascoste di notte
al chiaro di luna complice.
Per il sorriso che provi,
le attenzioni che non trovi,
per le emozioni che senti
e la speranza che inventi.
Sei bella semplicemente 
come un fiore raccolto in fretta,
come un dono inaspettato,
come uno sguardo rubato
o un abbraccio sentito.
Sei bella
e non importa che il mondo sappia
sei bella davvero
ma solo per chi ti sa guardare.

- Alda Merini -


- GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE -

giovedì 13 aprile 2017

LA CENA DI BETANIA





Essendo Gesù a Betania, in casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna con un vaso d'alabastro pieno d'unguento d'autentico nardo, di grande valore e, rotto l'alabastro, versò il profumo sul capo di Gesù.
Allora alcuni s'indignarono dentro di sé: "A che pro tanto spreco di profumo? Si poteva vendere quest'unguento per più di trecento denari e darli ai poveri". E mormoravano contro di lei.
Ma Gesù disse: "Lasciatela fare; perché le date noia? Ella ha compiuto una bella azione verso di me. I poveri, infatti, li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, mentre non avrete me per sempre.
Ella ha fatto quel che poteva, ha anticipato l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico: ovunque sarà predicato il Vangelo nel mondo intero, si parlerà pure di ciò che ella ha fatto, in suo ricordo".

Vangelo di Marco 14, 3-9

martedì 8 marzo 2016

8 MARZO - GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

"Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna"

(W. Shakespeare)





Finchè le donne accetteranno di far sfruttare il proprio corpo accettando contratti, supportati da leggi, come quello sotto specificato  mi pare che la strada per la conquista di rispetto e dignità sia ancora lunga


.-..-.-


Idue cittadini X e Y – entrambi italiani –, «sono denominati “Genitori”». La cittadina Z – di altra nazionalità, specificata – «è denominata “Madre”». Ecco le “Parti”, ma è l’oggetto dell’accordo il punto decisivo del contratto di surrogazione: il “Figlio”. Il documento di cui è entrata in possesso la redazione di Avvenire è stato firmato in una clinica dell’Est Europa e ha portato effettivamente alla nascita di un bambino. Retribuzione e regole di accesso a parte (in alcuni Paesi, per esempio, è consentita solo a coppie eterosessuali, in altri anche a quelle omosessuali) è il contratto standard, con poche variazioni, che viene necessariamente sottoscritto, dall’Europa agli Stati Uniti, quando qualcuno decide di far partorire una donna al posto suo. Servono regole precise, serve metterle nero su bianco per evitare contenziosi. Non può sfuggire alcun particolare. 


Oggetto di accordo. «La Madre si impegna: punto 1) a sottoporsi alla procedura d’impianto di embrione (embrioni); punto 2) a gestare l’embrione specificato; punto 3) a partorire il figlio (figli) sviluppato dall’embrione; punto 4) a dare il proprio consenso alla trascrizione dei Genitori in qualità di genitori nell’atto e nel certificato di nascita del figlio entro 3 giorni dalla gestazione». Il cuore del contratto è questo, non c’è bisogno di aggiungere o spiegare nulla. L’oggetto del contratto è il “Figlio”. E se non ci fosse chiarezza sul punto 4, in cui viene evidenziata la necessità che i “Genitori” siano trascritti «in qualità di genitori», il cortocircuito è presto risolto: da una mera denominazione bisogna passare alla formalizzazione del ruolo, spiegano dalla clinica. La sostanza (o la Natura, chiamatela come volete) è ciò che in un contratto di surrogazione non conta nulla: la madre? Non è “Genitore”. 


Facoltà e obblighi delle parti.
 Per adempiere agli obblighi del contratto le Parti devono prendere degli impegni. Soprattutto la Madre. Il contratto vi dedica tre paginate fitte, a fronte di una mezza riservata ai Genitori. Innanzitutto la Madre deve consegnare ai Genitori tutta l’informazione medica che la riguarda e che «può influire sul figlio in gestazione»: si va dagli esami del sangue e delle urine all’elettrocardiogramma fino «al referto dello psichiatra» e a quello «del dentista ». Particolari che evidentemente contano, quando si acquista un figlio. La vita della Madre, poi, deve adeguarsi al ruolo importante che ora riveste per i Genitori: dovrà «tenere il cellulare sempre acceso e caricato», «rimanere nel luogo di residenza specificato dai Genitori», «essere sempre disponibile all’incontro con i Genitori» (che hanno la facoltà di recarsi «nel luogo suddetto anche senza avvisarla in anticipo»), «seguire rigorosamente il regime di alimentazione prescritto dal medico curante in accordo coi Genitori » (tra cui rientra il divieto di alcol, fumo, medicinali, integratori e rapporti sessuali). Malesseri? Dovrà «avvertire immediatamente Genitori e medico curante» perché potrà assumere soltanto medicinali concordati con loro. È poi proibito alla Madre «interrompere la gravidanza o abortire ad eccezione dei casi in cui ci sia tale necessità per salvarle la vita. Nel caso in cui si evidenzino patologie o malformazioni fetali – qui i particolari diventano agghiaccianti – i Genitori hanno la facoltà di consentire a far abortire la Madre». Obbligo finale e più importante: «Consegnare il Figlio (senza allattarlo) ai Genitori immediatamente alla nascita di esso». Nemmeno il tempo di guardarlo, o stringerlo a sé. 


Responsabilità delle parti. I Genitori si impegnano a pagare. Gli articoli che specificano le forme di pagamento e cosa vada pagato sono interminabili: quasi due pagine di contratto, abbigliamento della Madre compreso. Che succede, invece, in caso di «inadempimenti»? Si infliggono penali, è ovvio. Ma gli «inadempimenti» in un contratto in cui l’oggetto è un figlio rasentano il disumano: «Nel caso in cui il bambino nasca con malformazioni fisiche o mentali causate da un comportamento colpevole della Madre, quest’ultima decade dal proprio diritto di compensazione», recita il contratto. Il denaro è ciò che conta, nell’accordo. Poi si specifica come «le sorti del Figlio sono esclusivamente a discrezione dei Genitori». Potranno decidere qualsiasi cosa, di quel Figlio. Hanno persino «la facoltà di rifiutare i doveri genitoriali nel caso abbia congenite malformazioni fische e aberrazioni mentali», il concetto viene ribadito almeno in tre articoli diversi. Cosa accadrà del Figlio, strappato alla Madre e non riconosciuto dai Genitori, non è dato sapere.

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