≪CREDEVANO, GLI UOMINI, CHE LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE NON FOSSE QUELLA MATTINATA DI PRIMAVERA, NON FOSSE QUELLA BELLEZZA DEL MONDO, CONCESSA PER IL BENE DI TUTTE LE CREATURE, GIACCHÈ ERA UNA BELLEZZA CHE DISPONEVA ALLA PACE, ALL’ACCORDO, ALL’AMORE: MA FOSSE, LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE, CIÒ CHE ESSI STESSI AVEVANO ESCOGITATO PER POTER DOMINARE GLI UNI SUGLI ALTRI >. (Leone Tolstoj)
sabato 26 dicembre 2015
L'AMORE SI MUOVE (IL VOLO)
sabato 19 dicembre 2015
UN TEMPO, NATALE
A chi passa da queste parti i migliori auguri di serene festività
C’era l’attesa
di Gesù Bambino
ma nessuno riusciva
mai a vederlo
mentre entrava
nelle case di notte
a portare i doni.
L’albero vestito a festa
sorrideva
e il piccolo presepe
dal muschio profumato
meravigliosamente
in silenzio
parlava
- Giovanna Giordani -
giovedì 17 dicembre 2015
BAMBINELLO
Osannavano
il piccolo Dio
povero
le antiche stelle
e nel corrusco cielo
e fra i pastori
grande
era la Festa
che divideva il Tempo
Ancora oggi
infiniti presepi
si sparpagliano nel mondo
e Lui rinasce
puntuale
e perdona
e perdona
- Giovanna Giordani -
martedì 1 dicembre 2015
SIDDY, LA STELLINA VAGANTE
Siddy era una stellina molto piccola ed era quasi senza luce. Era nata così, da una famiglia di stelle grandi e magnifiche che si potevano ammirare nel cielo. I suoi genitori-stelle e le sue sorelle-stelline le volevano molto bene e si rammaricavano che non potesse splendere come loro. Nelle limpide notti d’inverno le stelle si specchiavano fra di loro, ma Siddy non rifulgeva come le altre e se ne stava in disparte con un’ombra di tristezza sul faccino circondato dai suoi piccoli raggi quasi invisibili.
Gli anni passavano e dal cielo le
stelle assistevano a tutto quello che avveniva sul pianeta Terra dove vedevano gli
umani che spesso si azzuffavano e si facevano del male, ma qualche volta, per
fortuna, alcuni anche si abbracciavano. Alle
stelle piacevano particolarmente quelli che si abbracciavano e non si
facevano del male.
Certe notti le stelle si
accorgevano che alcuni umani si soffermavano a guardarle tanto intensamente solleticando
così la loro vanità e allora si divertivano e ridevano diventando così sempre
più splendenti.
Una notte d’inverno
particolarmente limpida e serena la nostra Siddy chiese ai suoi genitori di
poter scendere sul pianeta Terra poiché le era sembrato di vedere, fra
l’oscurità che lo avvolgeva, una luce particolare che sembrava perfino più
bella e luminosa della loro.
I genitori-stelle dapprima risposero
con un no deciso, ma poi, a seguito
delle continue insistenze della loro figlioletta che era nata così diversa da
loro, decisero di acconsentire, ma ad una sola condizione: avrebbe dovuto far
ritorno prima dell’alba.
Siddy, felicissima, si mise in
cammino e cominciò a scendere lentamente dal cielo verso quella luce che
l’attirava come una calamita. La Terra ormai non era più così lontana e lei
stava sorvolando grandi pianure, laghi, mari e montagne, seguendo sempre quella
bellissima luce. Finchè giunse sopra una grande prateria dove i pastori conducevano
le loro greggi. A loro poi si univano altre persone e perfino dei re. Siddy
ormai era proprio vicinissima e poteva anche sentire le loro voci. Ecco,
parlavano proprio della luce verso la quale lei si stava dirigendo e riuscì a
udire solo queste parole: - Verranno anche gli angeli e canteranno divinamente
-. Siddy era davvero sempre più incuriosita e, mano a mano che si avvicinava
alla sua meta, si accorse che quella luce speciale proveniva da una capanna
dove stava una mamma, un papà e un bambino in una culla. Ma, meraviglia delle
meraviglie, il bambino era attorniato da quel fulgore accecante che lei aveva
visto dal cielo e tutto intorno un coro di angeli cantava dolcissime canzoni.
Lei li aveva visti ancora gli angeli passeggiare dalle sue parti, ma non sapeva
che sapessero cantare così bene!
Siddy era emozionatissima,
sentiva dentro di lei una grande curiosità e, piano piano, cercando di non
farsi notare si avvicinò a quella capanna e cercò di appoggiarsi leggera sul
tetto da dove le sembrava di poter ammirare meglio quello spettacolo
meraviglioso. Appena adagiata sul bordo del tetto di paglia Siddy si sentì
pervadere da una grande gioia e, mentre gli angeli cantavano, le parve che il
bambino nella culla le sorridesse. La piccola stellina si rese conto allora che
qualcosa di straordinario stava
accadendo proprio a lei, poiché la luce che emanava quel bambino la stava
avvolgendo facendola splendere come non mai. Le persone che si inginocchiavano
davanti a quel pargoletto nella culla alzavano lo sguardo anche verso di lei e si accorse di non essere mai stata così felice
in vita sua. Passò così tutta la notte, una notte che Siddy desiderava non
finisse mai. Ma appena l’alba si annunciò all’orizzonte si ricordò della promessa fatta ai suoi
genitori-stelle e cercò di staccarsi delicatamente da quel luogo meraviglioso
mentre quel bellissimo bambino ora stava dormendo col sorriso sulle labbra. Gli
angeli avevano smesso i loro canti per non svegliarlo e tutto intorno regnava
pace e serenità.
Siddy iniziò a muoversi
lentamente, si ricordava benissimo la strada verso il cielo e raggiunse senza
batter ciglio la sua famiglia stellare. Quando i suoi genitori, le sue sorelle
e tutte le stelle del vicinato la videro arrivare, la accolsero con un grande “ohhhhhh”,
poiché Siddy era diventata una stella di una luminosità indescrivibile e la sua
luce era diversa e senz’altro più bella di quella delle altre stelle. Le fecero
tante domande e allora la stellina che una volta splendeva poco, raccontò del
suo incontro con il bambino nella culla circondato da quella luce che lei aveva
voluto raggiungere dal cielo e di come quella medesima luce l’aveva avvolta
durante tutta la notte. Raccontò di come gli angeli avevano cantato delle
bellissime canzoni vicino alla culla di quel luminoso bambino e di come poi lui
si era dolcemente addormentato.
– Credo di aver capito – disse a Siddy la sua
mamma-stella - quel bambino splendeva di una luce che, al confronto, la nostra
è ben poca cosa, e te ne ha voluta donare un po’ perché l’hai voluta vedere da
vicino -.
- Siamo fieri di te carissima figlioletta -
dissero allora i suoi genitori-stelle.
– Anche noi – ripeterono in coro tutte le
altre stelle.
Poi nel
cielo si fece una grande festa e Siddy
era veramente al colmo della felicità.
Anche ai giorni nostri, nelle notti serene e
senza vento, scrutando attentamente il cielo stellato, si può intravedere la
bellissima Siddy e, a fissarla bene, può succedere che lei faccia giungere un
suo piccolo raggio negli angolini dei cuori che accolgono volentieri la luce ineguagliabile
della bontà.
- Giovanna Giordani -
Racconto inserito nell'antologia "NINNA NANNA, TI RACCONTO UNA FAVOLA"
Racconto inserito nell'antologia "NINNA NANNA, TI RACCONTO UNA FAVOLA"
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