≪CREDEVANO, GLI UOMINI, CHE LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE NON FOSSE QUELLA MATTINATA DI PRIMAVERA, NON FOSSE QUELLA BELLEZZA DEL MONDO, CONCESSA PER IL BENE DI TUTTE LE CREATURE, GIACCHÈ ERA UNA BELLEZZA CHE DISPONEVA ALLA PACE, ALL’ACCORDO, ALL’AMORE: MA FOSSE, LA COSA PIÙ SACRA E PIÙ IMPORTANTE, CIÒ CHE ESSI STESSI AVEVANO ESCOGITATO PER POTER DOMINARE GLI UNI SUGLI ALTRI >. (Leone Tolstoj)
venerdì 27 dicembre 2019
sabato 21 dicembre 2019
L'ANGELO MESSAGGERO
BUON NATALE A TUTTI
E CHE GLI UOMINI IMPARINO A VIVERE IN PACE FRA
LORO
L’angelo messaggero
iniziò il suo viaggio intorno alla Terra per raccogliere notizie da riferire al
suo amato Gesù che fra poco avrebbe compiuto gli anni. La festa in cielo
per questo compleanno era magnifica: gli angeli cantavano canzoni dolcissime e le
anime di coloro che nella vita avevano amato Gesù si univano ai cori
gioiosamente. La splendida luce delle stelle illuminava ogni cosa.
L’angelo messaggero
aprì dunque le sue grandi ali e iniziò a volare scrutando attentamente il
mondo. Egli vide che in certe zone brillavano infinite luci artificiali sulle
case e sui palazzi, ma soprattutto nei grandi magazzini. Ne fu quasi abbagliato. Continuando il suo
volo notò che in altre zone, invece, brillavano delle piccole luci che però non
erano artificiali bensì delle gioconde fiammelle.
Lo annotò sul suo
“diario di bordo” e, finito il giro intorno al nostro pianeta, tornò dal suo
Gesù.
-
Ho visto in certi luoghi miriadi di luci
splendenti come fossero impazzite – riferì l’angelo - si vede che gli uomini ci
tengono al tuo compleanno! Strade,
negozi, bancarelle, era tutto un luccicare festoso e ne sono stato quasi
abbagliato. In certe zone però non vedevo luci abbaglianti e ho dovuto
abbassarmi per vedere meglio. Mano a mano che scendevo potevo notare delle
piccole fiammelle che tremolavano nel buio. In quel luogo notai, inoltre, con
mia grande gioia, che c’era un’atmosfera di pace e serenità. –
-
E poi cos’altro hai visto? – Chiese
Gesù.
-
Non vorrei dirtelo - rispose l’angelo -
ma dato che me lo chiedi devo confessarti che ho visto anche delle enormi chiazze
di luce che uccidevano gli uomini. Laggiù
le chiamano armi, o bombe, credo, e la loro vista mi ha procurato tanta
tristezza .
-
Anche a me questa tua notizia procura
immensa tristezza e dolore - rispose
Gesù. – Ti dirò anche - proseguì – che le fiammelle di cui mi hai parlato sono
quelle che brillano nei cuori che vorrebbero vivere in pace assieme a tutti i
loro simili e sanno il vero significato della parola ‘Amore’ . Sono loro che un
giorno saranno qui fra noi a festeggiare in letizia il mio compleanno –
-
Capisco – rispose l’angelo – spero proprio
di vederne tante di quelle fiammelle nel mio prossimo viaggio! –
Poi
si sedette accanto a Gesù e gli consegnò
il suo “diario di bordo” mentre tutto
intorno era un andirivieni di angeli e anime indaffarati per i preparativi
della festa. L’angelo messaggero li osservava sorridendo, poi, rivolgendosi al
suo grande amico e Signore gli disse: ti vogliamo bene, buon compleanno, Gesù!
-
Giovanna
Giordani -
venerdì 20 dicembre 2019
NATALE DI GUERRA (Laura Vargiu)
Echi di guerre dimenticate
rabbiosi squarciano i cieli d'Oriente
smarritisi nello strazio arcano dei boati
tra macerie sanguinanti e nere colonne
d'un fumo acre d'odio e di morte.
Lungo i sentieri di profughe marce
il cuore affondato nel fango
di stagioni inaridite e stanche
ecco trascinarsi fin alla città di Davide
una volta ancora tristemente
il Verbo che si fece carne.
L'attendono non più una
ma mille impietose mangiatoie
e migliaia di dinieghi indifferenti
a milioni novelle stragi d'innocenti.
Che cosa conta l'affamato pianto
negli occhi bombardati dei bambini
dinnanzi alla pingue protervia dei potenti?
Quante vergini partorire ancor dovranno
il loro intimo quotidiano dolore
nello stupro asfittico del mondo?
Nessuna compassione né redenzione
fiorisce in questo deserto di filo spinato
terreno inferno d'amaro pianto
dove alcun dio vorrebbe esser nato
poiché nascita è preludio già di croce.
Ma pur nella notte dell'esistenza più atroce
mentre marcian da Oriente echi di guerra
cerchiamo fili di luce, illusioni di speranza
e della pace l'errabonda stella.
- LAURA VARGIU -
(dall'antologia "Le Pagine del Natale" - Autori vari - editore LargoLibro- 2019)
mercoledì 18 dicembre 2019
ROSSELLA di Graziella Cappelli
Ho letto con piacere il breve
romanzo di Graziella Cappelli e dirò che
il primo vocabolo che mi è venuto in mente a lettura terminata è stato:
verismo.
Non credo che Graziella nel
comporre il suo primo lavoro di narrativa abbia pensato ad una corrente
letteraria, ma, si sa, ogni lettore ha un diverso impatto con la lettura.
E’ un’autobiografia scritta in
terza persona, un cammino a ritroso nel tempo fino al periodo dell’infanzia e
della prima adolescenza, dove i ricordi si materializzano fin nei minimi
particolari descrivendo con disarmante veridicità il mondo in cui l’autrice ha
iniziato il suo percorso di vita.
Per iniziare questo viaggio Graziella adotta un espediente originale che la porta in un luogo dove le appare una
bimba che le dice:
“da dove vieni? Sei forse una fata?”
“vengo da un’altra vita e sono giunta fin qui attraverso quello
specchio”
“ ma come” -risponde la bimba – quello
è lo specchio del nonno, il poeta, ma ora è morto”…
Si viene a sapere dunque che il
nonno era un poeta e così capiamo da
chi, la nostra autrice, ha ereditato l’arte di comporre bellissimi versi.
L’infanzia di Rossella si è
svolta in uno dei tantissimi ambienti poveri del dopoguerra con gli aspetti che
si possono immaginare. Ha lasciato in lei ricordi di sofferenza ma anche di
tanto amore.
Le immagini che ci propone sono
nitide e, per chi ha conosciuto quel periodo della nostra storia, ravvivano
ricordi e atmosfere che gran parte della gente ha vissuto in tanti luoghi della nostra
Italia.
“Improvvisamente si udì bussare alla porta…- Babbo che cosa ci hanno
portato?- disse la bambina curiosa… - Il comune ci ha mandato questa roba per
Natale, la danno a tutte le famiglie povere! –“
L’animo poetico della scrittrice
traspare inoltre in certe descrizioni di paesaggi e stati d’animo dei
personaggi descritti “gli occhi della donna si illuminarono come
lucerne alla vista di quel ben di Dio”…
Una lettura, dunque, scorrevole e
interessante, che, attraverso i fatti di
vita vissuti, ci fa capire come il periodo dell’infanzia sia fondamentale per
la crescita e la formazione del carattere di ogni persona.
Anche Graziella l’ha sperimentato
e ha voluto confermarlo tornando indietro nel tempo. Questo camminare in punta
di piedi, ma con determinazione sincera,
nei ricordi, sembra averla appagata e rasserenata. Noi ne condividiamo volentieri la conoscenza.
Giovanna Giordani
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