giovedì 5 dicembre 2013

MUSICA DI STELLE








È musica nel cielo
questa sera
che mi sorprende i sensi
nell’istante
in cui rinchiudo il giorno
entro la stanza
inondata di luce innaturale

Interrompo ogni azione
ogni pensiero
sguardo teso alla volta chiaroscura
dove brilla di nuovo
la cintura
dell’invernale abito di Orione

Ed appoggiata estatica al balcone
ammiro
ascolto in lieto rapimento
le lucenti armonie del firmamento

E all’invito  a poetare della  luna
cerco nel buio balenii di rime
in un’intesa tacita
e sublime.


- Giovanna Giordani -

lunedì 2 dicembre 2013

ALBA D'INVERNO





Pennellate di sole
indorano le montagne innevate
svaporandone i sogni
che il cielo nasconde nell’azzurro
Le nuvole 
sono tutte fuggite
chissà dove
e l’aria leggera
pullula
di vaghe
promesse



- Giovanna Giordani -





MOONLIGHT (Ascoltando Beethoven)



Punteggia il buio
un tintinnare di monete d'oro
L'aria tremante si rannicchia
nelle braccia del lago
Meditabonda
si muove insonne
la notte
frusciando
fra respiri trattenuti
ed alla vista della luna
le sovviene
un identico sorriso
di Gioconda.

- Giovanna Giordani -

(4a classificata al concorso La luna; sogno e realtà  Accademia dei poeti, 2014,  Circolo culturale Masolino da Panicale)

sabato 30 novembre 2013

ARETE' (Danila Oppio)

Trovo molto bella questa poesia di Danila Oppio


Non sei un uomo, se non hai pietà
Di chi soffre e d’ogni cosa manca
Non sei saggio, se non tendi la mano
A soccorrere chi aiuto ti chiede
Non sei forte, se non hai il coraggio
Di difendere la tua morale integrità

Non sei giusto, se trascuri l’ordine
Se non sai discernere
E non ti apri al dialogo
Nella continua ricerca
Del pensiero umano e la ragione
E raggiungere con coerenza
Il fine della perfezione

Se il tuo animo non è disposto
Nel modo perfetto d’essere – aretè
Manchi di virtù, che è l’eccelso modo
Per fare di te un uomo vero
Poiché il pensiero filosofico
Cerca assoluta verità
Risveglia la coscienza
E conduce alla virtù.

La ricchezza dell’uomo non contempla
Casseforti blindate colme di tesori
E’ custodita nel sol luogo
Dove si sviluppa quel bene
Assoluto che è il pensiero
E la virtù, che conduce l’uomo
Alla creazione di una società civile
Di cui il singolo la compone
Con ogni pur piccolo mattone

Danila Oppio

domenica 24 novembre 2013

sabato 23 novembre 2013

giovedì 21 novembre 2013

IL PRINCIPE FELICE (Oscar Wilde)







...La Rondine sorvolò allora la grande città e vide i ricchi che festeggiavano nelle loro splendide case, e i mendicanti per terra, nelle strade. Sorvolò squallidi vicoli e vide pallidi visi di bambini affamati guardare spenti quelle buie strade. Sotto l'arco di un ponte due bambinetti, per terra, abbracciati, tentavano invano di scaldarsi. "Abbiamo fame" dicevano. "Via da qui"! gridò il guardiano.
E s'incamminarono sotto la pioggia.
La Rondine tornò dal Prinicpe e gli raccontò quello che aveva visto.
"Sono tutto ricoperto di foglie d'oro fino" disse il Principe. "Staccamele tutte, a una a una, e portale ai miei poveri. I vivi credono che l'oro possa renderli felici".
La Rondine ubbidì: a una a una staccò tutte le foglie. Che grigio, che spento sembrava ora il Principe Felice. 
A una a una la Rondine portò le foglie ai poveri e le guance dei bambini diventarono rosa.
Per la strada ridevano e giocavano e gridavano "Pane! Abbiamo pane, finalmente!"...

- Tratto dal Principe Felice di Oscar Wilde, traduzione di Vivian Lamarque -

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