La regina delle nevi stava sonnecchiando nella sua candida stanza da letto quando fu svegliata all’improvviso da un rumore che non aveva mai sentito e che era molto sgradevole.
Si alzò dal suo letto di morbida
neve e si affacciò alla finestra che dava sul mondo là fuori.
Il suo castello si ergeva
splendido sulla vetta più alta delle montagne immacolate e da lì,
scendendo con lo sguardo lungo boschi, prati e abissi vari, poteva osservare
quanto succedeva nel suo regno.
Indossò il suo soffice
mantello e uscì sulla terrazza per vedere meglio.
Il rumore antipatico non
c’era più e là sotto sembrava tutto tranquillo pertanto si girò per tornare
nella sua stanza. Era ancora notte e i
villaggi erano avvolti nel sonno. All’improvviso però il rumore si rifece sentire
ed ella tornò sui suoi passi guardando con attenzione verso la valle. Si
accorse che le finestre si stavano illuminando e in mezzo ad un villaggio si
stava alzando un’orribile nuvola di fumo nero. La nuvola si espandeva
velocemente e in essa apparve un’orribile visione: il re del male stava
sovrastando il villaggio e il suo sguardo era rivolto verso l’altissimo
castello della regina delle nevi. Subito ella avvertì le sue ancelle e i suoi
fedeli sorveglianti che si prepararono per difenderla da un eventuale pericolo.
Ma quello che più la
preoccupava era la situazione degli abitanti del suo regno e cioè fate,
gnomi, folletti e qualche umano.
Il re del male, avvolto
nel suo nero mantello, iniziò l’ascesa verso il castello immacolato con evidenti intenzioni poco benevole. Egli era invidioso perché nel regno
della regina delle nevi regnava pace, gioia e serenità in quanto ella amava il
suo popolo ed era attenta affinché la loro vita scorresse in armonia.
Mentre il mostro saliva,
le guardie della regina iniziarono a far sciogliere la neve dalle montagne più
vicine e una moltitudine di valanghe si abbatté su quell'essere orribile che però
resistette e continuò la salita verso il castello.
Le guardie allora
iniziarono a suonare i loro corni e così tutti i villaggi vicini e lontani
furono svegliati dal suono che significava un pericolo imminente.
Quella creatura spaventosa continuava intanto ad inerpicarsi usando le sue manacce dalle dita con unghie
affilatissime che artigliavano le pareti ghiacciate durante il suo assalto.
Nella valle ormai tutti
si erano destati e si riversavano per le strade impauriti.
Ma ecco che nel suo
arrampicarsi il mostro cattivo cercò di ficcare le sue unghie taglienti su una
roccia senza però riuscire a scalfirla. Scivolò così rovinosamente vicino ad
una grotta dalla quale, all’improvviso, uscì un’enorme creatura con gli occhi ancora
assonnati, ma curiosa di sapere chi attentava alla sua abitazione. Era il
grande orso bianco custode dei territori della regina delle nevi.
Rendendosi conto
immediatamente del pericolo che incombeva sulla sua protetta, il mastodontico
orso spalancò le fauci emettendo un forte grido. Un vento fortissimo unito ad
una tempesta di ghiaccio si levò immediatamente facendo indietreggiare il re
del male che cadde in un vicino dirupo. La tempesta di neve e ghiaccio
imperversava finché l’orribile mostro ne fu completamente sommerso.
L’orso bianco rientrò
nella sua grotta soddisfatto di quanto aveva fatto per la sua regina.
Mentre la quiete si stava
lentamente diffondendo, le fatine volarono vicino alla grotta dell’orso bianco
per osservare quanto accaduto. La tempesta che aveva sommerso il cattivo re aveva
formato un cumulo di neve e ghiaccio. Dopo essersi consultate vicendevolmente
le fatine fecero roteare le loro bacchette magiche e trasformarono quella massa
in una roccia inamovibile.
Quella sera la regina
invitò tutti gli abitanti del regno, compreso l'orso bianco, nella sua
bellissima e magnifica reggia dove diede una grande festa al fine di mostrare
loro riconoscenza per l’aiuto ricevuto e la pace ritrovata.
La regina delle nevi era
davvero felice per l’esito positivo di ciò che l’aveva tanto spaventata e, nei
giorni successivi, riprese a ricamare i suoi magnifici fiocchi di neve.
G.G.
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