Le guardo ticchettarecelermentesulla tastiera neradel piccìvan via sicuresenza far rumorenon come al tempodell'apprendimentoin cui serviva un saccodi energiaper pigiare sui tasti indolenzitidella vetusta macchina Olivettiche si sentiva fino sopra i tettiMa le mie maninon son più le stessee mentre scrivono agili e sommessetradiscono dal dorso e fra le ditai segni del trascorrer della vitaMa ancora non mi accorgo d'invecchiarese continuano leste a ticchettareG.G.
(Poesia che ha ottenuto il punteggio massimo da almeno uno dei giurati preselettivi e qualitativi del concorso "Premio Contemporanea" nell'ambito di AlexandraScriptoriFestival. 12.06.2013)
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