Meglio non poteva definirli
Si ripiegano su sé stessi
Fino al giorno in cui sapranno chi sono.
Nascono e muoiono mille volte
Finché non arriva l'ora della loro morte.
Fissano ragnatele come i ragni,
Tirano dentro le reti.
Qualunque dolore abbiano, lo serbano nel cuore
E il dolore si trasforma in una nuova poesia.
Condividono il dolore con le montagne,
Stringono la mano alle rocce.
Insegnano alle pietre a parlare,
Non conoscono il linguaggio del destino.
Dio li protegga sempre,
C'è la luce di Dio nei loro cuori.
C'è un bambino puro dentro di loro
Dio fa invecchiare questo bambino, ma non lo rende adulto.
Muoiono impiccati dalle loro parole,
Non lasciano che le parole vengano soffocate.
Sono stanchi e logorati dalla vita,
Muoiono per tornare in vita.