sabato 3 ottobre 2026

POETI (Tarana Turan Rahimli)



Meglio non poteva definirli

 

Si ripiegano su sé stessi

Fino al giorno in cui sapranno chi sono.

Nascono e muoiono mille volte

Finché non arriva l'ora della loro morte.

 

Fissano ragnatele come i ragni,

Tirano dentro le reti.

Qualunque dolore abbiano, lo serbano nel cuore

E il dolore si trasforma in una nuova poesia.

 

Condividono il dolore con le montagne,

Stringono la mano alle rocce.

Insegnano alle pietre a parlare,

Non conoscono il linguaggio del destino.

Dio li protegga sempre,

C'è la luce di Dio nei loro cuori.

C'è un bambino puro dentro di loro

Dio fa invecchiare questo bambino, ma non lo rende adulto.

 

Muoiono impiccati dalle loro parole,

Non lasciano che le parole vengano soffocate.

Sono stanchi e logorati dalla vita,

Muoiono per tornare in vita.


 - Tarana Turan Rahimli -

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