sabato 28 dicembre 2024

LACRIME NERE

 

 


Lacrime nere

sgorgano sul mondo

dagli occhi degli uccisi

dagli occhi dei prigionieri

dagli occhi dei feriti

a causa delle guerre

Su di loro

sguardi di pietra

dell’indifferenza

Impotenti

le persone "vere"

piangono lacrime

di dolore


- Giovanna Giordani -

lunedì 16 dicembre 2024

CONTRO LE GUERRE (tanka)

 

(Guerre: vergogna dell'umanità. Mai stancarsi di condannarle)


Voci a milioni

e poesie e canzoni

contro le guerre

 

Invocano le genti

i diritti alla vita



- Giovanna Giordani -

domenica 10 novembre 2024

IN TEMPO (di Blaga Dimitrova)

 



Mi perdo nelle cavità del crepuscolo
dove si incrociano
ricordi e sogni.
Non ho più meta
da rincorrere.
Arriverò in tempo,
troverò la strada,
per quanto sia scura
la notte calante.

- Blaga Dimitrova -

sabato 9 novembre 2024

VINCITORI E VINTI

 

 

Vincitori e vinti

balleremo tutti con le stelle

Le armi diventeranno inutili

gli angeli sorrideranno

compassionevoli

agli umani

illusi

di contendere il potere

sul mondo

agli dei


- Giovanna Giordani

 

lunedì 28 ottobre 2024

RICERCA (Serhiy Zhadan)

  Ricerca


L’ho cercata a lungo. Aveva cambiato numero,
lasciato la città, non era su facebook.
Non ero riuscito a rintracciarla tramite gli amici,
né tra i membri della chiesa.
Poi scrisse, raccontandomi le cose che la rendevano felice,
il suo viaggio, la nuova vita, come si era abituata a tutto questo.

Scrisse di suo fratello, a dire il vero penso fosse quello il vero motivo,
farci sapere che suo fratello era morto.
Non ero il solo a cui aveva scritto,
non potevo essere il primo. Scriveva con troppa calma.
Scrisse che erano rimasti presi in uno scontro a fuoco.
Poi alcuni avevano fatto ritorno
per recuperare i morti. O meglio, quello che rimaneva
di loro. Le gambe erano il problema più grande. Ad ognuno
bisognava trovarne due. Ecco come avveniva l’assemblamento:
ad ognuno due gambe. Meglio se erano entrambe
della stessa dimensione.

Era un musicista, suo fratello. Aveva un’ottima chitarra,
e molti gliela chiedevano in prestito.
“Cosa dovrei farne, ora?” Mi scrisse.
“L’ho presa e ho provato a suonarla ma mi sono fatta dei tagli alle dita con le corde.
È stato molto doloroso. Non sono ancora scomparse le ferite.”

Serhiy Zhadan

domenica 27 ottobre 2024

PAROLE (Anne Sexton)

 


State attenti alle parole,
anche a quelle miracolose.
Per le miracolose diamo il meglio,
brulicano alle volte come insetti
lasciando non un pizzico ma un bacio.
Possono essere buone come le dita.
Possono essere affidabili come le rocce
su cui mettiamo il sedere.
Ma possono essere sia margherite che ferite.

Eppure io le amo.
Sono colombe cadute dal soffitto.
Sono sei arance sacre appoggiate in grembo.
Sono gli alberi, le gambe dell’estate,
e il sole, con il suo volto appassionato.

Eppure spesso mi deludono.
Ho così tanto da dire,
così tante storie, immagini, proverbi, ecc.
Ma le parole non ce la fanno,
mi baciano quelle sbagliate.
A volte volo come un’aquila
ma con le ali dello scricciolo.

Provo comunque a prendermene cura
e ad essere gentile.
Uova e parole vanno maneggiate con cura.
Una volta rotte non si possono
riparare


ANNE SEXTON

martedì 8 ottobre 2024

HO DIPINTO LA PACE (Talil Sorek)


Avevo una scatola di colori

brillanti, decisi e vivi.

Avevo una scatola di colori,

alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso

per il sangue dei feriti.

Non avevo il nero

per il pianto degli orfani.

Non avevo il bianco

per le mani e il volto dei morti.

Non avevo il giallo

per le sabbie ardenti,

ma avevo l’arancio

per la gioia della vita,

e il verde per i germogli e i nidi,

e il celeste dei chiari cieli splendenti,

e il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

- Talil Sorek - 

sabato 28 settembre 2024

AUTUNNO 2024

 



 (Tanka)


Il merlo tace

è rimasta una piuma

di rondinella

 

adagiata fra l'erba

e le foglie cadute


Giovanna Giordani



lunedì 16 settembre 2024

VIOLENZA

 




VIOLENZA (HAIKU)

 

Mistero umano

peccato originale

male del mondo

 

Giovanna Giordani

domenica 15 settembre 2024

SOLDATI (Marina Minet)

 Soldati

di Marina Minet


La guerra che ritorna


Quali lamenti racconta la terra

ieri le madri cullavano l´alba e ancora è così

Le braghe degli uomini puzzano ancora

si sente il latrato dei cani fin dentro le ossa

Gli estremi dei poli congiungono le frasi

di chi la pietà la conserva nei polsi

fra le lancette degli orologi rotti


Il no che richiude le porte

Le tasche dei morti contengono niente

l´ultima preghiera ch´era in vita

finita a metà con il pianto dell´infanzia

freddato dagli scoppi


soldati di rabbia per chi li comanda

soldati d´amore per chi li saluta

le file che restano rimpiangono la noia

gli abbracci segreti e i petali dei fiori

caduti sopra i tavoli

al grido dei bambini in festa


(l´invasione, febbraio 2022)


mercoledì 11 settembre 2024

PENSA AGLI ALTRI (Mahmoud Darwish)

 

 

Pensa agli altri


Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,

non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,

non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,

coloro che mungono le nuvole.

mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,

non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,

coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,

coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,

e dì : magari fossi una candela in mezzo al buio.

 

-          Mahmoud Darwish –

 

giovedì 5 settembre 2024

ILLUMINAZIONE (Blaga Dimitrova)

 

 


 

Entro nella vecchiaia in punta di piedi,

come in un bosco d'autunno,

passo dopo passo sulle foglie vive

che ancora cadono.

Davanti a me - l'albero della vita.

 

E lentamente con sguardo ansimante

salgo verso il passato

e scendo nei giorni futuri.

Finalmente! Tanto infinito è per me

il cammino senza fretta.

 

Le direzioni non sono avare di curve.

La lontananza non fa male.

Non colpisce il gong della luna.

Non può essere incatenato

lo spirito che ha infranto le catene.

 

Non ti può essere tolto

quello che hai dato.

Mi rimane un'ultima

goccia di luce senza fine.

E spira pace dal mondo intero.

 

1988 - Blaga Dimitrova

domenica 1 settembre 2024

CHIARO DI LUNA (Rossella Piazzera)

 




Al chiaro di luna

tutto tace..

 Tutto è sotto un’altra luce

 E la mia anima si scioglie

in un momento di pace



- Rossella Piazzera _

 




IL MIO TRENTINO (Rossella Piazzera)

  



Nel bosco,

in uno splendente

mattino ottobrino

alzo gli occhi

e vedo un incredibile

cielo turchino.

 

Una lieve brezza

mi accarezza

e le fronde degli alberi desta.

Le foglie

dai colori sgargianti

vengono invitate

dal vento

in cerchi danzanti.

 

Sul sentiero

che  al monte porta

dal silenzio

sono quasi travolta.

 

Ora più vicina

è la cima

della montagna

che imperiosa

mi guarda.

Lei, qui è  signora

e domina maestosa.

 

Mi immergo in questo paesaggio

che respira il divino;

lo amo,

è il mio Trentino.

 

- Rossella Piazzera -

SELINUNTE



 

(foto da web)


Selinunte

abbracciata dal sole

accogli i miei passi

sui  sentieri del tuo tempo andato

e ti lasci accarezzare dai mei sguardi curiosi

vaganti fra le colonne dei tuoi templi feriti

dove gli dei tacciono o sono fuggiti

lontano

lontano

mentre ai tuoi piedi

sempre

alzerà il suo sguardo

deferente ed arcano

il mare


- Giovanna Giordani -





venerdì 30 agosto 2024

CUORI DI PIETRA

 

RIMARRANNO SOLO CUORI DI PIETRA SU QUESTA

 "AIUOLA CHE CI FA TANTO FEROCI"  ?



Giovanna Giordani


sabato 24 agosto 2024

LA LEGGENDA DELLE STELLE ALPINE




- Io piangerò, quando te ne andrai – disse la guglia rocciosa alla neve che si stava sciogliendo ai primi tepori della primavera.
- Avrai la compagnia del sole e delle stelle – rispose la neve.
- Sono lontani – replicò la roccia
Allora la neve sostò un attimo pensierosa e parlò così:
- Ti lascerò un dono prezioso che sarà la tua compagnia, ma dovrai custodirlo affinché non sia calpestato o distrutto -.
La roccia promise, e attese.
Fu così che all’inizio dell’estate apparvero, tra le crepe rocciose, delle stelline bianche e vellutate come la neve alla cui vista la guglia pianse di gioia.
La neve aveva mantenuto la promessa. Era un dono meraviglioso e le rocce continuarono a custodirlo orgogliose e grate perché sapevano che era prezioso ed ineffabile, come la vita.

- Giovanna Giordani -

sabato 10 agosto 2024

giovedì 25 luglio 2024

domenica 14 luglio 2024

venerdì 28 giugno 2024

LE MADRI DEI SOLDATI

 


Le madri dei soldati

uccisi nelle guerre

hanno lacrime di perla

e cuori spezzati

che nessuna medaglia

potrà consolare né guarire.

Nessun uomo di Stato

degno di questo nome

dovrebbe avere il diritto

di mandare i loro figli

a uccidere 

e a morire


Giovanna Giordani


- Poesia premiata al concorso Internazionale Letterario di Poesia - Pro Loco "Città di Anzio" -  22 giugno 2024








mercoledì 26 giugno 2024

DOPO LA BATTAGLIA

 

Ci fu la battaglia

lungo le rive del fiume

e il fiume

 si tinse di rosso

Così  i pesci

conobbero con orrore

del sangue umano

il sapore


Giovanna Giordani

lunedì 6 maggio 2024

MESSAGGIO DAL SOLE

 


Dal monte

dalla collina

e dal mare

il sole avanza

maestoso

con la sua luce gaia

 

Piccoli umani

dice

io sono il vostro re

senza di me nulla

sarebbe la vostra vita

allora 

ascoltate vi prego

il mio regale messaggio

luminoso e breve:

SIA  PACE FRA VOI


Giovanna Giordani

mercoledì 1 maggio 2024

LA NEBBIA

 

 

Erano gli ultimi giorni stabiliti per la caccia e Anselmo non volle mancare all’appuntamento con il bosco e le sue prede.

S’incamminò di buon mattino, come d’uso per  questo “sport” , e iniziò a salire per il sentiero a lui noto, accompagnato dal suono del ruscello chiacchierino e dai cinguettii degli uccellini mattinieri.

La giornata prometteva bene. Il cielo era sereno tranne qualche striatura qua e là. Il nostro Anselmo dunque, caricati in spalla fucile e zaino, iniziò ad inoltrarsi nella riserva di caccia con la solita speranza di un buon bottino.

Il giorno precedente c’era stato un gran temporale che aveva lasciato le sue orme sui viottoli e la vegetazione era ancora gocciolante.

Anselmo procedeva spedito ma ecco che ad un certo punto si sentì scivolare e, non trovando appigli, si ritrovò per terra  con un forte dolore alla caviglia. Provò ad alzarsi, ma, fatti quattro passi, il dolore era insopportabile e dovette correre ai ripari sedendosi su un muretto che costeggiava il sentiero. Si rimproverò di non aver portato con sé il cellulare e sperò che qualcuno passasse di lì per dargli aiuto. Nel frattempo, poi, con suo grande sconcerto si accorse che il sole aveva ceduto il passo ad un fitto banco di nebbia che si dirigeva proprio verso di lui. Un leggero panico lo prese. Bisognava star fermi ed aspettare, pensò, non c’era altro da fare.

La nebbia avanzava inesorabile racchiudendo entro le sue vaporose braccia tutto ciò che si presentava al suo passaggio. Il bosco ammutolì in un’attesa dall’incerta durata.  L’infortunato pensò bene di frugare nello zaino in cerca del panino che sarebbe stato il suo pranzo e cominciò ad addentarlo per attutire l’ansia che sentiva impadronirsi di lui.

La nebbia era fittissima,  non si poteva scorgere alcunché a mezzo metro di distanza. Il cacciatore chiuse gli occhi e si accorse che qualche pezzo del suo frugale pranzo gli era sfuggito dalle mani (un po’ tremanti) per finire sul sentiero. Si ricompose e provò ad alzarsi, ma appena mise il piede per terra ricominciarono i dolori lancinanti. Non si poteva far altro che attendere il passaggio di qualche viandante o, in caso contrario, tornare indietro sopportando il dolore.

Provò a scrutare quel muro bianco che gli stava di fronte sperando di sentire qualche passo e vedere affacciarsi qualche volto umano, ma tutto era silenzio.  Il bosco attorno a lui era uno scrigno di ovatta.

Si disse che avrebbe aspettato ancora pochi minuti e poi si sarebbe deciso a ritornare sui suoi passi fendendo la nebbia e sopportando quell’antipatico dolore.

Mentre provava ad alzarsi lentamente dal muretto gli parve di sentire un fruscio poco distante da sé e, giratosi, si accorse che la nebbia lasciava lentamente intravedere due punte che sembravano rami di un albero  – Forse si sta diradando – pensò  – meno male così il ritorno sarà meno problematico.-

In effetti quel fitto banco di nebbia, dopo quella breve sosta, incominciò a spostarsi lentamente disvelando ogni cosa al suo passaggio.

Il bosco stava riprendendo il suo “raccontare” e una visione si stava gradatamente materializzando davanti al cacciatore che rimase seduto e immobile dal grande stupore.

Un magnifico cervo con delle maestose corna lo stava fissando dritto negli occhi. Anselmo guardò il suo fucile, ma il cervo non si mosse e continuò a fissarlo. Il cacciatore si sentì ipnotizzato. La preda era lì, accanto a lui, ma lui non riusciva ad imbracciare il fucile. Era indolenzito dal dolore alla gamba e temeva di aggravare la sua situazione con qualche brusco movimento. I suoi occhi erano ormai incantati in quelli del magnifico animale e per un tempo indefinito i due sembravano scambiarsi enigmatici discorsi.

Infine il cervo notò il pezzo di pane per terra e, avvicinatosi lentamente, se lo trangugiò con evidente piacere. Dopo un ultimo sguardo al malcapitato, si girò e si addentrò solennemente nella boscaglia.

-         Non avrei mai potuto – si ripeteva Anselmo - non avrei mai potuto uccidere tanta bellezza e l’innocenza dei suoi occhi me lo impediva senza riserve -.

Non aveva mai visto negli occhi le sue prede, Anselmo, e si accorse che qualcosa stava cambiando nel suo animo.

In quel mentre udì il rumore di passi  cadenzati  e, con sua grande gioia, vide un suo amico cacciatore che gli si stava avvicinando. Gli spiegò  la sua disavventura e questi si premurò di accompagnarlo alla sua abitazione dove avrebbero provveduto alle cure necessarie.

-        - Per fortuna sei arrivato al momento giusto – gli disse – mi sa che non è giornata di caccia oggi, non si vedeva in giro nemmeno un topo -.

I due amici trascorsero così la giornata in compagnia, l’uno contento di essere stato soccorso, l’altro di aver fatto un favore al suo compagno.

E da quel giorno, Anselmo, smise di andare a caccia. Solo lui sapeva il perché. 

Il bosco era diventato per lui un luogo rasserenante per fare salubri passeggiate e raccogliere funghi.

Giovanna Giordani

 

 

 

 

       

 

giovedì 25 aprile 2024

25 APRILE




25 APRILE 1945

DATA DELLA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO IN ITALIA.

SPERIAMO CHE I POPOLI  TUTTORA  OPPRESSI DA DITTATURE VIOLENTE E SANGUINARIE

POSSANO AVERE IL LORO 25 APRILE

G.G.




domenica 21 aprile 2024

IL RIPOSO DEI CANNONI

 


Vicino al Sacrario dei caduti

della prima guerra mondiale

si riposano

anche i vetusti cannoni

ormai, per fortuna, senza voce

Osservano dalla collina

l’andirivieni della vita

nella valle pacificata

mentre leggera si avvicina

Proserpina

spargendo  erbe e fiori

ingenui doni

quasi

consolatori

Giovanna Giordani

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martedì 9 aprile 2024

ECHI DI GUERRA 2024

 

Echi di guerra

soffocano la gioia

della primavera

Nuovi mostri

 in veste umana

spargono veleni mortali sui popoli

Quante vittime ancora

per le loro orribili fauci fameliche?

Nessuno potrà mai sconfiggerli?


- Giovanna Giordani -

giovedì 4 aprile 2024

AMICO TEMPO



Amico tempo

trascinatore

d’infinite vite

senza sosta

veleggi nel tuo mare

accogliente

Qual è il tuo porto?

Dove gli enigmi

potranno essere svelati?


- Giovanna Giordani - 



lunedì 25 marzo 2024

Tu, Dio (Mariangela Gualtieri)

 "Tu, Dio, mi hai perduto -

cercami finché posso

ancora essere trovato".


Grande scontroso Dio

che non siedi mai

alle tavole apparecchiate.


Scontroso che adesso mi hai

perduto.


Tu maestro del silenzio più duro

questa batosta di silenzio

bisogna reggerla senza indurire.


Senza indurire sto lontano da te.


- Mariangela Gualtieri - 

venerdì 8 marzo 2024

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA - 8 marzo

 

Sarebbe una bella giornata

se non si pensasse

a tutte quelle che sono state assassinate

maltrattate

abusate

violentate

a tutte quelle uccise nelle guerre

alle madri dei soldati

che non potranno più abbracciare

i loro figli

a tutte quelle che non hanno la libertà

di  istruirsi, di lavorare

di parlare

o vestirsi come  gli pare

alle discriminate

Sarebbe una bella giornata

si

sarebbe una bella giornata

se da questi pensieri

non fosse rovinata

 

- Giovanna Giordani -

mercoledì 6 marzo 2024

BEATI

 

Beati quelli che non si arrendono

e lottano contro le ingiustizie

e la corruzione

Beati quelli che non hanno paura

della forza bruta di un certo potere

Beati i poeti che non temono

il carcere per le loro parole

Beati quelli che urlano

dal profondo del cuore

l’orrore della guerra

e di ogni violenza


Giovanna Giordani

giovedì 8 febbraio 2024

LE FILASTROCCHE DI GIO'

 Ecco una mia raccolta di filastrocche per piccoli e grandi


Descrizione


Scrivere filastrocche è come danzare con le parole. Rime che si rincorrono e, compiaciute, si ritrovano dando vita ad immagini fantastiche o reali che raccontano la meraviglia della di vita. Età di lettura: da 4 anni.




domenica 28 gennaio 2024

I POTENTI (FELICE SERINO)

 I potenti

di Felice Serino



beato chi pratica la giustizia:

i potenti voltano la faccia

i potenti operano al buio

non sopportano la luce che li acceca

ogni opera buona

di chi è troppo umano

è sasso d' inciampo

i potenti dileggiano

chi osa parlare

d' amor fraterno

al grido del povero

prostituito alla vita

oppongono un ghigno feroce


Da La vita immaginata (Youcanprint, 2023)

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